Inps, Rapagnani e Carginari (Più Uno): Teramo non può subire l’ennesimo scippo
Preoccupazione dei due consiglieri per l'ipotesi di accentrare gli uffici a Pescara: "porteremo l'argomento in Consiglio comunale"
- La Redazione
TERAMO - Teramo rischia di subire l’ennesimo scippo di un importante presidio pubblico, con un ulteriore impoverimento dei servizi presenti sul territorio e nuove difficoltà per i cittadini. Al centro della nostra preoccupazione c’è infatti la paventata riorganizzazione della Gestione Pubblica INPS in Abruzzo, che prevederebbe la costituzione di un Polo regionale con sede a Pescara e la chiusura degli altri uffici abruzzesi.
Dalle informazioni emerse in questi giorni, anche attraverso la comunicazione relativa all’incontro del 27 ottobre tra la Direzione regionale INPS e le organizzazioni sindacali, si prospetta infatti la concentrazione presso la sede pescarese delle attività relative ai pensionati pubblici e delle lavorazioni collegate, con entrata a regime del nuovo assetto prevista per il 1° marzo 2027. Una prospettiva che desta forte preoccupazione e sulla quale è necessario intervenire prima che vengano assunte decisioni definitive, senza un adeguato confronto con i territori coinvolti.
Non possiamo accettare che Teramo venga progressivamente privata di servizi e funzioni pubbliche a vantaggio solo di un fantomatico risparmio. L’INPS rappresenta infatti un presidio fondamentale per la nostra comunità e una simile riorganizzazione rischia di allontanare dai cittadini servizi essenziali.
Le conseguenze sarebbero particolarmente pesanti per le persone anziane, per chi ha difficoltà negli spostamenti e per quanti non hanno dimestichezza con gli strumenti digitali. Costringere i cittadini a recarsi a Pescara per pratiche, informazioni e assistenza in materia previdenziale significherebbe introdurre ulteriori ostacoli, con costi e disagi che ricadrebbero soprattutto sulle fasce più fragili. Non possiamo dare per scontato che ogni esigenza possa essere risolta attraverso una telefonata o una procedura online. Questi uffici INPS svolgono inoltre un ruolo fondamentale nei rapporti con vari enti locali (comuni, province, scuole) per importanti pratiche come, per esempio, TFR e TFS, quindi delocalizzando gli uffici costringerebbero i dipendenti di questi enti a spostarsi a Pescara per ogni pratica che invece, fino ad oggi, fanno comodamente presso la sede di Teramo.
La richiesta di confronto avanzata dalle organizzazioni sindacali va quindi nella direzione giusta e merita attenzione. Prima di qualsiasi decisione è indispensabile conoscere nel dettaglio il progetto, le ragioni della riorganizzazione e soprattutto le ricadute concrete sui cittadini e sui territori. La provincia di Teramo ha già pagato un prezzo elevato in termini di progressivo arretramento dei servizi pubblici e di centralizzazione delle funzioni e non ne può più!
Il problema è anche, e soprattutto, politico. Con la giustificazione della razionalizzazione della spesa e dell’efficientamento amministrativo si finisce troppo spesso per imporre tagli e accorpamenti, trasferendo i costi direttamente sulle comunità locali e sulle persone che hanno maggiormente bisogno dei servizi pubblici. La razionalizzazione non può diventare sinonimo di abbandono dello Stato dai territori. Un’amministrazione efficiente non è quella che concentra tutto in poche sedi, ma quella che garantisce servizi accessibili, vicini alle persone e capaci di rispondere alle esigenze delle comunità evitando sprechi e doppioni inutili.
Per queste ragioni intendiamo portare la vicenda all’attenzione del Consiglio Comunale di Teramo, presentando un’iniziativa che impegni formalmente il Sindaco ad attivarsi in tutte le sedi opportune per tutelare la città e scongiurare la perdita di questo importante presidio. Inoltre chiederemo un coinvolgimento dei nostri rappresentanti in Consiglio regionale e in Regione Abruzzo affinché facciano sentire la contrarietà della nostra provincia. Su una vicenda che riguarda il futuro dei servizi pubblici e il diritto dei cittadini ad avere istituzioni vicine non bastano le dichiarazioni di circostanza: servono iniziative concrete e una mobilitazione istituzionale trasversale a tutela di Teramo e della sua provincia. - Paolo Rapagnani ed Emiliano Carginari Consiglieri comunali di Teramo di Più Uno -