Incidenti sul lavoro, dati in aumento. Fermare il rischio dell'assuefazione

Marinelli e Pecorale (Pd): “Per celebrare l’occupazione bisogna serrare le fila sulla sicurezza, la Regione lo faccia”

2026-02-06T13:02:00+01:00 - La Redazione

Incidenti sul lavoro, dati in aumento. Fermare il rischio dell'assuefazione

PESCARA - “La strage dei morti sul lavoro e degli infortuni è un’emergenza infinita diventata normalità. Non è un fenomeno, è assenza di coscienza e senso di colpa.  I dati su incidenti e vittime in Abruzzo mostrano un peggioramento che non può essere ignorato. Non parliamo di numeri, ma di vite spezzate e famiglie lasciate sole. Attorno a questa tragedia si è creata in Abruzzo una pericolosa assuefazione che va spezzata”. Così il segretario regionale Daniele Marinelli e Monia Pecorale, delegata per il Lavoro della segreteria regionale PD.

“Le cause sono molteplici: in alcuni casi la logica del profitto prevale sulla sicurezza, vista come un costo. Ma, ancora prima, è il sistema istituzionale e politico a non garantire fino in fondo il rispetto delle norme - rimarcano gli esponenti Dem -. La prevenzione, infatti, è frammentata tra troppe strutture con competenze sovrapposte, mentre gli organici ispettivi restano insufficienti. Si bandiscono concorsi che spesso vanno deserti, perché agli ispettori si chiedono sempre più responsabilità senza un adeguato riconoscimento economico e professionale. Preoccupano anche le scelte nazionali che hanno limitato l’efficacia dei controlli. Tra scudi ispettivi, riduzione delle verifiche e preavvisi alle aziende, si svuota il senso stesso delle ispezioni a sorpresa. Allo stesso modo, strumenti come la patente a crediti rischiano di trasformarsi in un ulteriore onere burocratico senza reale efficacia preventiva".

"Non si può esultare per aumenti dell’occupazione se si tratta di lavoro precario e insicuro. Senza stabilità e qualità non c’è vero sviluppo. L’Abruzzo, oggi, sconta l’assenza di una politica attiva del lavoro incisiva e di una visione industriale capace di affrontare le crisi in atto, sempre più numerose e pesanti, con il rischio concreto di una crisi sociale diffusa. Non è fatalità, è anche il risultato di scelte politiche sbagliate o mancate. Alla Regione chiediamo di farsi portavoce presso il Governo della necessità di rafforzare controlli, prevenzione, formazione e politiche industriali. La sicurezza deve diventare una priorità concreta, non uno slogan. Il pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, che troppo spesso restano sole anche dopo i riflettori. A loro dobbiamo non solo vicinanza, ma un impegno vero perché lavorare non significhi rischiare la vita”, concludono Marinelli e Pecorale.