Incendio sul Morrone, Di Marco: “Dal Centro Funzionale nessun allarme”

“Brucia da 11 giorni e nella loro pagina ufficiale non c’è una comunicazione specifica sulla situazione”, prosegue

- La Redazione

Incendio sul Morrone, Di Marco: “Dal Centro Funzionale nessun allarme”

PESCARA - Il Monte Morrone brucia e continua a bruciare, ormai dal 9 agosto, senza che il Centro Funzionale della Regione Abruzzo abbia dato alcun avviso di pericolo nei giorni precedenti l’inizio del rogo, né abbia fornito informazioni adeguate durante il suo accadere e sulla sua evoluzione. A denunciarlo è Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Infrastrutture del Consiglio regionale, che ha verificato la pagina ufficiale della Protezione civile regionale nella sezione dedicata al Centro Funzionale: “Controllando la pagina ufficiale del Centro Funzionale – afferma Di Marco – si legge praticamente tutto, fuorché notizie riguardanti la critica situazione dell’incendio che sta interessando il Monte Morrone ormai da undici giorni. Nella pagina principale non c’è una comunicazione specifica sulla situazione in corso e, ancora più paradossalmente, nel link dedicato alle attività AIB, cioè alle attività antincendio boschivo, la pagina corrispondente non risulta neppure accessibile”.

A rendere ancora più rilevante la questione è il quadro istituzionale e di prevenzione già definito dalla Regione per la stagione degli incendi boschivi, specie alla luce del fatto che il presidente Marsilio nel duplice ruolo di autorità regionale e di Protezione civile (ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, n. 01/APC/2026), ha dichiarato con ordinanza lo “Stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi” per l’anno 2026, fissando sull’intero territorio regionale quale data di inizio di tale periodo il 22 giugno 2026 e quale termine il 15 ottobre 2026. “Alla luce di questo, – sottolinea Di Marco – non stiamo parlando di una situazione imprevista o imprevedibile, né di un rischio che non fosse stato formalmente riconosciuto dalla Regione. Al contrario, la stessa Regione ha dichiarato per l’intero territorio abruzzese lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, individuando un intervallo di tempo su cui concentrare l’attenzione. Diventa quindi ancora più importante capire come abbia funzionato il sistema di previsione, prevenzione, protezione e soprattutto di informazione nel momento in cui un incendio di queste dimensioni ha continuato a interessare il Monte Morrone per undici giorni. Peraltro, se andiamo a verificare i bollettini disponibili fino al 19 agosto – prosegue – troviamo le previsioni relative ai giorni precedenti e successivi, compresa quella del 20 agosto, con l’indicazione di una possibilità media di incendi per il territorio regionale. Non troviamo criticità massime evidenziate, né riferimenti agli incendi in corso, né al rogo imponente che sta bruciando il cuore del Morrone, né agli altri incendi che hanno interessato in questi giorni diverse aree dell’Abruzzo. E qui nasce una riflessione: perché, se i documenti parlano più delle parole, viene da chiedersi se la competenza affidata alla Protezione civile sia stata esercitata soltanto d’ufficio, attraverso la produzione di bollettini e non attraverso una reale verifica e una comunicazione costante di ciò che stava accadendo sul territorio”.

Per il vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Infrastrutture, è necessario approfondire le responsabilità della mancata comunicazione e degli aggiornamenti: “Il Centro Funzionale deve assicurare previsione, prevenzione e protezione – afferma Di Marco – e se mancano dati e informazioni sugli incendi, mancano anche indicazioni utili prima dell’evento e aggiornamenti conseguenti durante e dopo l’emergenza. Non basta indicare una previsione di suscettività all’innesco: quando un incendio si sviluppa, soprattutto se prosegue per giorni e assume dimensioni importanti, è necessario che ci siano informazioni puntuali, aggiornate e accessibili. Come vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Infrastrutture – aggiunge – ritengo che vada approfondita la responsabilità di questa scelta di mancata comunicazione sull’evento e sull’aggiornamento costante del suo andamento. La pubblicazione di dati e informazioni non è un elemento secondario: è parte integrante della capacità di un sistema di previsione, prevenzione e protezione di svolgere la propria funzione. Una Regione come l’Abruzzo, caratterizzata da una straordinaria presenza di verde e conosciuta anche come Regione Verde d’Europa – conclude Di Marco – non può considerare secondario o poco rilevante un evento che sta interessando il territorio da ormai undici giorni, con ricadute importanti non soltanto sull’ambiente, ma su tutti gli aspetti della vita dei cittadini. Il tema non riguarda solo ciò che brucia, ma anche la capacità delle istituzioni di informare, prevenire e proteggere una comunità mentre l’emergenza è in corso. In questo contesto, diventa fondamentale l’apporto di chi in questi giorni ha tentato di fare e sta facendo l’impossibile per frenare le fiamme, uomini e donne a cui va il nostro generoso grazie. Ma organizzare esige e vuol dire tutt’altro. Le persone più l’organizzazione fanno la protezione civile, includendo adeguatamente risorse tecnologiche, risorse finanziarie e la risorsa tempo dislocata con il rigore della capacità di programmare, prevedere e preventivare, per riuscire nella irrinunciabile attività di protezione, doverosamente precedente, agli errori di valutazione”.