Incendio L’Aquila, il Pd attacca Biondi: "il territorio brucia e lui è in vacanza"
Marinelli, Albano e Avellani: "Un'arroganza istituzionale inaccettabile, ha scelto la via dell'insulto verso i concittadini al posto dell’empatia”
- La Redazione
L'AQUILA - "Nemmeno un’emergenza come quella vissuta ieri a L’Aquila con le fiamme che hanno imperversato su gran parte del territorio ci ha risparmiato l’arroganza del primo cittadino Pierluigi Biondi, che a centinaia di chilometri di distanza ha scelto la via dell'insulto verso i concittadini che sui social hanno riversato angoscia e critiche per la preoccupazione, al posto dell’empatia. Leggere oggi le sue parole, in cui liquida le reazioni della comunità come 'odio social' e definisce 'ululati' le critiche legittime dell'opposizione e dei cittadini, lascia sconcertati. Ma ancora più grave è persino la strumentalizzazione delle parole di Francesco Guccini nel giorno della sua scomparsa, utilizzate da Biondi in modo del tutto improprio e irrispettoso per giustificare la propria assenza". Così il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, il segretario provinciale PD L'Aquila, Stefano Albano e quello cittadino Nello Avellani.
"Nessuno mette in discussione il diritto alle ferie con la propria famiglia – continuano Marinelli, Albano e Avellani – ma essere la prima autorità cittadina di Protezione Civile comporta doveri precisi che non si esauriscono con un paio di telefonate. Biondi sostiene che 'la situazione non richiedeva la sua presenza' e che 'non gli serve il selfie in quota', forse ha parlato troppo velocemente per rendersi conto che questo è un insulto ai Vigili del Fuoco, alle forze dell'ordine, ai volontari e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che stanno rischiando la pelle sul campo in condizioni estreme, così come a quei cittadini che spontaneamente si sono mobilitati per difendere la propria terra. Parlare di scenari grotteschi, riferendosi a chi si è rimboccato le maniche dimostra una distanza siderale dai sentimenti veri della città. Sostenere che fino ad ora non sia bruciato neppure un centimetro di bosco, non avendolo sperimentato di persona, è un tentativo maldestro di negare la realtà di una catastrofe ambientale ed economica che sta già provocando danni enormi al nostro patrimonio naturalistico e al sistema ricettivo del territorio. È la solita narrazione della destra: invece di assumersi la responsabilità di un sistema di prevenzione e antincendio regionale colpevolmente in ritardo e privo di risorse adeguate, si accusa chi denuncia i problemi di fare propaganda o di danneggiare L'Aquila. Mentre Biondi si vanta di seguire a distanza i dossier del Cipess o della Rai, la città viveva ore drammatiche con il fumo che avvolgeva le frazioni e il rischio concreto per le abitazioni a Roio, Bagno, Rocca di Cambio e sulla conca. Un sindaco presente non serve per farsi i selfie, ma per coordinare la macchina comunale sul posto, per dare vicinanza fisica e morale ai cittadini spaventati, per rappresentare le istituzioni nel momento del bisogno estremo. Le parole sono importanti: l'Aquila meritava e merita una guida capace di scegliere quelle giuste sempre. E di fare seguire i fatti alle parole”.