Il ruolo attivo delle persone nella società in una mostra ispirata ad Amadeo Peter Giannini
“Non si può morire per un dollaro” è la frase dell'oriundo italiano che fondò la Bank of America. L'evento del Csv Abruzzo sarà a Teramo dal 22 al 29 aprile
- La Redazione
PESCARA - “Non si può morire per un dollaro” è la frase di un bambino di sei anni che vede morire il papà per un diverbio seguito a una paga non versata. Quel bambino si chiamava Amadeo Peter Giannini, figlio di immigrati italiani negli Stati Uniti che diventò il fondatore della Bank of America, per decenni il più potente istituto bancario del pianeta. Quel trauma infantile segnerà tutta la sua vita futura di imprenditore illuminato, il primo a concepire la banca come un bene di largo consumo, un servizio per tutti, e non soltanto per ricchi.
E, in un momento come quello attuale in cui sembra che le dinamiche economiche fondate sul profitto stiano dominando il mondo, il Csv Abruzzo Ets (Centro di servizio per il volontariato) ha ritenuto opportuno proporre la mostra “Non si può morire per un dollaro”, ai giovani innanzitutto ma alla cittadinanza abruzzese tutta, l’esempio di una persona di infinita correttezza che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia. Giannini era solito dire: “Portate i vostri piccoli risparmi e vi faccio prestiti anche a partire da 25 dollari. Come garanzia guardo i calli sulle mani”.
La mostra, a cura di Francesco Cassese, Marco Castellaneta, Martino Marzegalli, Paolo Nardi, Simone Selva è stata esposta, l’estate scorsa, al Meeting di Rimini, con la preziosa collaborazione del Centro Studi Amadeo Peter Giannini e degli studenti delle università Bocconi e Cattolica del Sacro Cuore.
Tra gli innumerevoli successi di Amadeo Peter Giannini (1870-1949) ci furono la costruzione del Golden Gate bridge di San Francisco, il finanziamento del Piano Marshall (che permise al nostro Paese di risorgere dalle macerie della Seconda Guerra mondiale), dei primi film di Walt Disney, di Charlie Chaplin, di Frank Capra. Ma era anche lo stesso uomo che, dopo il terribile terremoto di San Francisco del 1906, aiutò la grande città californiana a risollevarsi. Aiutando, in particolare, le persone umili, i poveri a cui nessuno concedeva credito.
L’obiettivo della mostra è lasciare ai visitatori un messaggio di ispirazione sul ruolo attivo che ogni persona può avere nell’economia e nella società e provocare domande che spesso si ritengono scontate o poco importanti.
L’esposizione, nell’ambito del progetto “Scuola e Volontariato”, è allestita dal Centro Servizi per il Volontariato Abruzzo Ets tra marzo e aprile nelle quattro province.
Oggi (venerdì 13 marzo) la presentazione a Pescara nella Maison des Arts | Fondazione Pescarabruzzo, in corso Umberto I, 87, che ospiterà l’esposizione fino al 22 marzo, a cui hanno partecipato il presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio; il presidente del Csv Abruzzo Ets, Casto Di Bonaventura; le curatrici della mostra Giuditta Frigeni e Michela Cattaneo, dell’università Cattolica di Milano; e per il Csv Lorenzo Di Flamminio, coordinatore della delegazione territoriale di Pescara; Giulia Pica, Scuola e Volontariato.
"Siamo lieti di ospitare alla Maison des Arts questa mostra dedicata ad Amadeo Peter Giannini, una figura che ha saputo coniugare innovazione economica e responsabilità sociale - dice Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo -. La sua storia rappresenta un esempio prezioso soprattutto per i giovani, perché dimostra come l’economia possa essere anche uno strumento di inclusione e di sviluppo umano. Accogliere questa iniziativa significa contribuire a diffondere un messaggio di etica, impegno civile e fiducia nel futuro".
“L’avventura umana di Giannini - aggiunge Casto Di Bonaventura, presidente Csv Abruzzo - ha nella fiducia per la persona un elemento essenziale. Abbiamo a che fare con una fiducia fondata su segni tangibili, nel suo caso i calli sulle mani, che la rendono ragionevole. Una fiducia nell’altro che oggi deve essere recuperata, se vogliamo che l’umanità possa accrescere quelle condizioni di ben vivere e di pace che oggi cominciano a scarseggiare nel mondo. Visitare la mostra riconcilia con l’umano, per questo invito tutti a visitarla”.
Nel pomeriggio, sempre nella sede di Fondazione Pescarabruzzo, a partire dalle 18, incontro pubblico di presentazione della mostra. Presenti le curatrici della mostra Giuditta Frigeni e Michela Cattaneo, dell’università Cattolica di Milano; Nicola Mattoscio, presidente Fondazione Pescarabruzzo; Laura Berardi, docente di Social Economy and Public Management e presidente del corso di laurea in Business Administration dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara; e, per il Csv Abruzzo, Casto Di Bonaventura, presidente, e Lorenzo Di Flamminio, coordinatore. Moderatrice Antonella Luccitti. Al termine dei lavori visita guidata.
L’esposizione itinerante, resterà allestita dal 13 al 22 marzo a Pescara (nella Maison des Arts | Fondazione Pescarabruzzo, corso Umberto I, 87), dal 25 marzo al 1° aprile a Chieti (nell’ ex Pescheria), dall’11 al 17 aprile all’Aquila (nel Palazzo dei Nobili), dal 22 al 29 aprile a Teramo (nella Sala espositiva comunale); una modalità privilegiata per avvicinare gli studenti, i cittadini e più in generale tutta la comunità regionale.
L’esposizione si avvale di numerosi patrocini tra cui Consiglio regionale dell’Abruzzo, Banca Etica, Ufficio scolastico regionale, le Fondazioni Pescarabruzzo, Tercas, Carispaq, i Comuni di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila, con la collaborazione della Protezione civile di Cepagatti Torre Alex.
La mostra si terrà a:
- Pescara: 13 - 22 marzo, Maison des Arts | Fondazione Pescarabruzzo, corso Umberto I 87, dalle 9 alle 14 e dalle 15:30 alle 19:30.
- Chieti: 25 marzo – 1° aprile, ex Pescheria, via Arniense168, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
- L’Aquila: 11 – 17 aprile, Palazzetto dei Nobili, piazza Santa Margherita, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (domenica 12 chiusa il pomeriggio).
- Teramo: 22 - 29 aprile, Sala Espositiva comunale, via Nicola Palma 16, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.