IL derby, Di Antonio: "Tifoserie mature che saranno d'esempio"

Iniziato il countdown della partita tra le partite: parla Di Antonio e domani Mucciconi

2026-01-14T16:50:00+01:00 - Walter Cori

IL derby, Di Antonio: "Tifoserie mature che saranno d'esempio"

di Stefano Vecellio

TERAMO - Mancano quattro giorni all’evento, al derby d’Abruzzo tra Teramo e Giulianova che si disputerà per la 158° volta nella storia.

Passione, appartenenza, rivalità e grandi aspettative: dopo anni di alti e bassi, tra retrocessioni, rinascite e progetti di rilancio, le due squadre tornano ad affrontarsi al Bonolis dopo la gara dell’andata al Fadini, terminata con il sonoro 1-4 biancorosso. Dopo il primo giro di boa della stagione, il Teramo è secondo a -1 dalla vetta, mentre il Giulianova è nel limbo di metà classifica, a -10 dalla zona playoff e a +5 da quella playout. Gli obiettivi sono diversi ma la voglia di fare risultato è identica, perché i derby non si giocano, si vincono.

Le due città si stanno preparando in un clima di attesa ma anche di euforia, come raccontato il numero uno biancorosso, Filippo Di Antonio.

  • Presidente, il derby d’Abruzzo è sempre una gara speciale. Che atmosfera si respira nell’ambiente biancorosso?

Si respira entusiasmo, ma sentiamo anche la responsabilità nei confronti della città. Contro il Giulianova è sempre una gara particolare, sarà solo una battaglia all’interno di un percorso più ampio, quello di un campionato intero, nel quale alla fine contano solo i tre punti. Li affronteremo con il massimo della concentrazione, ma non dobbiamo perdere di vista il cammino complessivo. 

  • Due vittorie consecutive, uno score casalingo quasi immacolato, se non fosse stata per la prima e unica sconfitta contro l’Atletico Ascoli ed un secondo posto vicinissimi alla vetta. Numeri alla mano, il Teramo parte con i favori dei pronostici: può essere un’arma a doppio taglio?

Sicuramente, dopo il girone d’andata, il gap in classifica tra le due squadre è evidente. Il nostro stadio è sempre stato la nostra forza, grazie anche al sostegno dei tifosi, ma ogni gara va affrontata con determinazione e con il massimo impegno. In chiave tecnica, però, abbiamo la consapevolezza di potercela giocare contro chiunque. Certo, in una sfida come quella di domenica, sono comunque tanti i fattori che potrebbero influenzarne il risultato.

  • Uno di questi è anche il mercato, che ha rinnovato completamente il Giulianova in questi ultimi mesi. 

Loro si sono rinforzati molto e hanno cambiato tanto, troveremo sicuramente una squadra diversa rispetto a quella vista all’andata. Il Giulianova sta vivendo un trend positivo e penso che, con la rosa attuale, meriterebbe più punti rispetto a quelli che effettivamente ha, almeno potenzialmente. 

  • Ha già parlato alla alla squadra e lo farà?

No e non lo farò. Lavoro con persone che conoscono benissimo la nostra visione, il presidente può dare una mano se c’è un momento di sconforto, ma non è questo il caso. Non credo che allo staff tecnico vada ricordata l’importanza della partita, anzi, penso che sia una gara che si prepari da sola, senza bisogno del mio intervento. Se ci fosse stato un motivo per dare un incoraggiamento in più lo avrei fatto, ma di solito parlo solo ad inizio stagione e all’avvio del girone di ritorno. Tutti sappiamo cosa necessiti per affrontare bene il derby e soprattutto siamo consapevoli dell’obiettivo finale, che speriamo quest’anno di raggiungere. 

  • Scorge qualcosa in più in questo gruppo che l’anno scorso non vedeva?

Sicuramente più esperienza e più convinzione. La scorsa stagione eravamo una matricola, sapevamo di valere, ma ci serviva il confronto con la nuova categoria. Quest’anno siamo partiti con una consapevolezza diversa, quella di migliorarci ma nel contempo con la voglia di provare a vincere: ci auguriamo di riuscirci. 

  • Molte volte ha dichiarato che il primo ricordo che ha del derby è una sensazione di vittoria… 

Si, la sento ancora. Da bambino ricordo quelle sfide giocate in casa che erano quasi sempre appannaggio del Teramo, ricordo le esultanze, i tifosi che si esaltavano ad ogni azione, il godimento del successo.

  • Oggi da presidente che ricordi si tiene stretti invece? 

Per ora ne ho vissuti 4, dei quali 3 due anni fa in Eccellenza. Per adesso il bilancio è positivo, con 2 vittorie un pareggio ed una sola sconfitta, proprio in Eccellenza, al Fadini: penso sia stata una delle poche partite che abbiamo giocato con presunzione. Sicuramente il ricordo più bello è la vittoria della Coppa Italia d’Eccellenza ai rigori, una giornata infinita… La gioia di alzare il primo trofeo da presidente del Teramo rimarrà un momento che mi porterò per sempre nel cuore. 

  • Sappiamo che ha molti riti scaramantici: uno in particolare per domenica?

Non c’è un rituale specifico per il derby, io adotto i miei riti per ogni partita, indipendentemente dall’avversario. Sono pieno di scaramanzie, ma la cabala dice che non si possono rivelare, altrimenti non si avverano (ride - ndr). Uno però te lo svelo: dall'inizio della stagione, in estate, ho indossato sempre una t-shirt a maniche corte che ho tenuto indossandola ogni domenica anche in inverno, finché non abbiamo perso contro l’Atletico Ascoli. Ti lascio immaginare il freddo patito negli ultimi tempi con una maglietta a maniche corte coperta soltanto da un giaccone…

  • Dopo gli episodi di violenza di Via Cupa e sulla A14, domenica si giocherà finalmente a porte aperte, con entrambe le tifoserie presenti al Bonolis: vuole fare un appello ai supporters biancorossi?

Spero in una bellissima giornata di sport, con un clima di festa sugli spalti. Gli sfottò fanno parte del gioco ma dovranno finire lì. Dopo i 90 minuti qualcuno tornerà a casa più o meno felice, ma certo di aver goduto di uno spettacolo dentro e fuori dal campo. Sono convinto che ci sia una maturità importante in entrambe le tifoserie, tale da dimostrare quanto lo sport possa unire, più che dividere. Può sembrare una frase fatta, ma domenica invece abbiamo la possibilità di manifestarlo coi fatti. Non ci sarà solo una regione, ma un po' anche tutta l’Italia che ci seguirà: quindi non c’è occasione migliore per dimostrare il livello di civiltà sociale e sportiva che abbiamo raggiunto nella nostra provincia.