Il “caso ponti” della Provincia di Teramo a Presa Diretta su Rai3

Chiusi o a traffico limitato: una storia emblematica di emergenze territoriali tra fondi insufficienti e procedure lunghissime

- La Redazione

Il “caso ponti” della Provincia di Teramo a Presa Diretta su Rai3

TERAMO - Andrà in onda domani sera su Rai 3 a “Presa diretta”, la trasmissione condotta dal giornalista Riccardo Iacona, un servizio sul “caso ponti” raccontato dalla Provincia di Teramo. Un caso emblematico di come le Province di secondo livello e con finanza indiretta si trovano a far fronte a emergenze territoriali senza coperture finanziarie sufficienti e con procedure lunghissime: a farne le spese sono i cittadini.

Dopo il crollo del Ponte Morandi, nel 2018, il Governo chiese alle Province una ricognizione su tutti i ponti con relativa scheda finanziaria: la Provincia che ha 207 ponti, molti nelle fasce pedemontane e montane risalenti agli anni ’60, calcolò un fabbisogno di oltre un miliardo per manutenzioni ordinarie e straordinarie. Non accade nulla fino al 2022 quando il Governo finanzia il primo Piano Ponti: 13 milioni e 166 mila euro per il triennio 2021/2023, circa 4 milioni ad annualità obbligando gli enti locali a utilizzare le somme anche per le indagini.

Secondo le Linee Guide del Ministero dei Trasporti se il ponte presenta criticità e problemi, se non hai la copertura finanziaria (e ovviamente con i fondi a disposizione sono molti i casi in cui non puoi intervenire immediatamente con le economie a disposizione) devi limitare il traffico o chiudere il ponte, pena gravi responsabilità anche penali in nome della sicurezza. In questa casistica rientrano il ponte di Collerenti e gli altri due ponti sul Salinello e anche il ponte Ancaranese così come il ponte di Fiumicino. Ma in questi mesi, in seguito al risultato delle indagini e alle criticità rilevate, la Provincia ha dovuto imporre limitazioni di carico e di traffico a una decina di infrastrutture.

Nel 2023 viene finanziato il Piano Ponti 2: 16 milioni di euro da dividere in sei anni dal 2024 al 2029, poco più di 1 milione di euro per annualità.

“I ponti sono strutture complesse e gli interventi sono complessi e costosi – afferma il presidente Camillo D’Angelochiaro che la sicurezza viene prima di tutto ma questo in un contesto nel quale, rilevato il problema, sei messo in condizione di intervenire in tempi accettabili. Per il ponte di Fiumicino abbiamo dovuto fare un mutuo così come per completare il ponte di Castelnuovo ma ovviamente non si possono contrarre mutui all’infinito e i disagi per i cittadini sono enormi: a quelli quotidiani di chi è costretto a percorrere strade alternative per diversi chilometri per andare al lavoro, a scuola, in ospedale ma anche per il mondo impresa. Basti pensare ai costi e ai tempi triplicati per gli autotrasportatori: costi che poi vengono ricaricati sulle merci e quindi sul consumatore finale. Di tutto questo il cittadino ignaro, ovviamente e giustamente, protesta con la Provincia. E’ chiaro, queste storie si ripetono uguali per tutta l’Italia, che la riforma delle Province ha solo impoverito i territori e i servizi”.