Handball, Teramo abbraccia il mondo e la Coppa Interamnia accende la città

Pier Luigi Montauti: “Si apre una fase nuova, vogliamo che la manifestazione viva tutto l'anno”

- La Redazione

Handball, Teramo abbraccia il mondo e la Coppa Interamnia accende la città

di Stefano Vecellio

TERAMO - A Teramo non è davvero estate se non c’è la Coppa Interamnia. Per ogni teramano parlare di questa manifestazione significa riattivare all'istante l'album dei ricordi di intere generazioni, evocando quelle immagini indelebili che hanno marchiato a fuoco l’identità della città: l’allestimento febbrile dei campi da gioco all'aperto, l’euforia travolgente e contagiosa dei ragazzi che invade le strade a ogni ora, e la mitica sfilata inaugurale che colora il centro storico, trasformandolo in un palcoscenico globale. Un vero e proprio evergreen che dal 1973 non smette di far battere il cuore della città, rappresentando un patrimonio identitario, economico e sociale imprescindibile per l’intera comunità. Una magia che si ripete anche quest’anno con la 53^ edizione, che fino al 15 luglio metterà ancora una volta Teramo al centro della pallamano giovanile: la pacifica "invasione" è infatti più viva che mai, con 120 squadre, provenienti da 39 nazioni di 4 continenti, che si sfideranno tra le vie e le piazze del territorio. L'edizione 2026 segna però anche una storica linea di demarcazione: la nascita della partnership strategica con la neonata Fondazione Cartica, una svolta organizzativa ed economica destinata a traghettare il torneo verso una nuova era di stabilità e rilancio. A tracciare la rotta, come sempre, è lo storico "patron" e presidente della manifestazione, Pier Luigi Montauti, che ha programmato un rilancio in grande stile tra le sfide del presente e le ambizioni per il futuro.

  • Presidente Montauti, partiamo dalla grande svolta di quest'anno. Qual è la novità principale della 53^ edizione?

“La svolta decisiva è societaria: la nostra associazione è ufficialmente entrata a far parte di una fondazione nata appena due mesi fa. All'interno di questo organismo ci sentiamo finalmente più protetti e supportati. La fondazione si farà carico di tutte le incombenze economiche, sia dei pesi passati, frutto di una congiuntura negativa che ci trascinavamo dietro da tempo, sia di quelle future. Si respira un'aria totalmente nuova nella struttura organizzativa, c'è una spinta in più. È una sinergia che abbraccia anche il piano operativo, ma essendo nata da poco, servirà un po' di pazienza per oliare tutti gli ingranaggi. Sicuramente posso dire che oggi guardiamo al domani con grandissimo ottimismo”.

  • Giovedì sera la tradizionale sfilata inaugurale ha ufficialmente aperto le danze. Che significato assume oggi questa parata?

“È da sempre il momento più bello e gioioso della manifestazione, ma con i tempi che corrono ha assunto un valore profondo. In un momento in cui il mondo è in subbuglio e ferito dalle guerre, fa bene al cuore accogliere giovani che portano qui allegria, che stanno insieme e che esprimono il desiderio puro di conoscersi, fraternizzare e collaborare nel nome della pace. Oltre all'agonismo, la Coppa veicola da sempre un profondo valore sociale, culturale e umano. Questa unione di ragazzi, oggi, ha un significato ancora più pregnante”.

  • Gestire un evento di questa portata, però, comporta oneri e onori. Quali sono le problematiche più complesse che state riscontrando?

“Stiamo affrontando diverse criticità sul fronte logistico. Teramo è purtroppo un po' carente da questo punto di vista: gli alberghi in città sono pochi e quasi tutti già sold-out. Contiamo molto sulle scuole, ma non possiamo disporne appieno: alcune sono ancora inagibili per via del terremoto, altre sono di competenza della Provincia e sono attualmente occupate dalle commissioni degli esami di Stato. Non è una passeggiata, ma la Coppa va avanti comunque. Siamo qui a combattere, come sempre”.

  • La passione che la spinge ogni anno a rinnovare questa manifestazione la gratifica nel vedere rivitalizzata la città? 

“Assolutamente sì, ma questo spirito non può finire in una settimana, per questo abbiamo in mente un nuovo grande proposito. Finita la Coppa, infatti, sembra sempre che tutti se ne dimentichino, fino al luglio successivo. Noi vogliamo invece che viva tutto l'anno attraverso iniziative culturali e sociali, coinvolgendo attivamente le scuole e sensibilizzando l'ambiente, sfruttando l'incredibile rete di contatti che abbiamo in tutto il mondo. Negli ultimi tempi eravamo un po' scoraggiati e sommersi dai problemi finanziari e dai tre anni di stop forzato dovuti al Covid. Oggi, grazie a questo nuovo organismo, ci rinvigoriamo e possiamo fare ciò che ci è stato precluso negli ultimi anni. Si aprirà una fase totalmente nuova”.

  • Non mancano mai le critiche sui social, specialmente sul caos notturno o sulla sporcizia lasciata dai ragazzi. Cosa si sente di rispondere ai più polemici?

“Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica anche su questo. C'è chi si diverte sui social a parlar male dei comportamenti dei ragazzi, ma parliamo di semplice esuberanza giovanile: non dobbiamo tarpare le ali al loro entusiasmo! Anche i nostri ragazzi, quando vanno in tournée all'estero con le scuole, si comportano allo stesso modo. Ovviamente non bisogna mai superare i limiti della decenza e dell'educazione, ma sono piccole cose a cui viene dato troppo risalto. La Coppa è un patrimonio troppo importante per essere messa in discussione da questi motivi”.

  • Sul fronte istituzionale, che tipo di supporto avete trovato per questo nuovo capitolo?

“Il Comune, come sempre, si è dimostrato fondamentale e sensibilissimo alla causa: ci garantisce le scuole, i campi di gioco e un ottimo contributo economico. Anche la Provincia e il BIM ci supportano. Quest'anno contiamo inoltre su un bando del Ministero dello Sport, che ci dà una grande mano economica, e sul patrocinio del Ministero degli Esteri, vitale per sbloccare i visti delle squadre che provengono da Paesi con situazioni socio-economiche complesse. Infine c'è l'Università di Teramo: lavoreremo in stretta sinergia con loro sul piano culturale e sociale. Grazie ai nostri 210 ambasciatori in altrettante nazioni abbiamo canali aperti in tutto il mondo per fare qualcosa di grandioso, aprendoci magari anche al territorio regionale. Ma Teramo è, e sarà sempre, il cuore pulsante della manifestazione”.