Handball, Labrecciosa: "Giovani, ambizioni e identità per rilanciare Teramo"
Lo storico coach teramano traccia la rotta del movimento aprutino per ritornare ai vertici
- La Redazione
di Stefano Vecellio
TERAMO - Quando si evoca il nome di Serafino Labrecciosa, sulle sponde del Tordino si apre il libro dei ricordi della pallamano aprutina. Giocatore dal talento cristallino prima, tecnico carismatico poi - ultimo allenatore capace di cucire lo Scudetto sul petto della Teramo Femminile - Labrecciosa incarna la sintesi perfetta tra memoria storica e proiezione futura dell'handball aprutino.
Forte di un bagaglio tecnico maturato su entrambi i fronti, maschile e femminile, la leggenda teramana ricopre oggi un ruolo di primissimo piano nell'asset societario della Lions Teramo presieduta da Franco Chionchio, guidando un settore giovanile rimodellato e nuovamente al centro del progetto. In questa fase cruciale di preparazione precampionato, Labrecciosa ha tracciato un bilancio lucido, denso e appassionato sul presente e sul domani del movimento cittadino, partendo dal campo e dalla genesi delle prime squadre chiamate a rappresentare i colori aprutini nelle rispettive categorie. Nel settore maschile, contesto al quale il dirigente si sente in questo momento particolarmente vicino sul piano operativo, il giudizio sulla costruzione dell'organico è decisamente positivo: “Credo che, come società, siamo riusciti ad allestire una buona squadra, perfettamente in grado di competere per l'accesso ai playoff, considerando che quest'anno la griglia premiante è riservata alle prime quattro classificate - sottolinea con ferma convinzione -. L'obiettivo primario è indubbiamente questo e ritengo vi siano tutti i mezzi tecnici ed umani per lottare e giocarci fino in fondo le nostre carte. Abbiamo operato nel segno della continuità e dell'identità, confermando anzitutto i ragazzi di Teramo, che costituiscono la colonna portante della squadra, a cui abbiamo affiancato giovani di sicuro prospetto e innesti di qualità, tra cui uno o due elementi di maggior esperienza attinti dal mercato”.
Uno sguardo ugualmente analitico e competente viene rivolto al versante femminile, territorio d'elezione che ha visto Labrecciosa trionfare ai massimi livelli nazionali. Di fronte a un campionato che si preannuncia estremamente selettivo per via del restringimento dei playoff a sole quattro compagini, la Sirio Toyota Teramo si ripresenta ai nastri di partenza con argomenti solidi. “Da quello che ho avuto modo di osservare da esterno, sono state ingaggiate ottime giocatrici che sono andate a coprire numericamente e qualitativamente le partenze - spiega il responsabile biancorosso -. Partendo dalla conferma di una base valida e dall'innesto di tre acquisti di spessore, la squadra possiede i requisiti per centrare prima di tutto una salvezza tranquilla ed evitare le insidie dei playout, così come dichiarato dai programmi societari. Una volta messo al sicuro quest’obiettivo, sono convinto che il gruppo potrà togliersi diverse soddisfazioni nel corso della stagione, rinnovando la bontà dell'ottimo campionato disputato lo scorso anno”.
Il discorso si allarga poi al rapporto viscerale, quasi simbiotico, che lega la città di Teramo alla pallamano. Una relazione profonda ma esigente, figlia di una tradizione sportiva abituata ai palcoscenici di vertice. “Teramo è una piazza matura, che conosce a fondo la pallamano e sa riconoscerne il valore. Se le squadre riescono a esprimere prestazioni convincenti e a cogliere risultati importanti, la città risponde con un calore travolgente, ma se invece si attraversa un periodo meno felice, il pubblico tende fisiologicamente a distaccarsi. È una dinamica storicizzata, che appartiene a tutti gli sport e a ogni latitudine. Ho avuto la fortuna di vivere momenti straordinariamente esaltanti a Teramo, sia da giocatore sia da allenatore, e so bene quanto la spinta del nostro pubblico sappia rivelarsi determinante quando si vince”.
Accanto alla passione della piazza, c'è però la cruda realtà dei bilanci e il confronto con le dinamiche economiche delle squadre di vertice dell’A1 femminile della Serie A Gold maschile, palcoscenici dai quali Teramo oggi rimane temporaneamente esclusa, ma verso cui continua a guardare con ambizione. Un paradosso che vede tanti talenti cresciuti nel vivaio locale brillare altrove: “La nota lieta è la ricostruzione strutturata e capillare del nostro settore giovanile maschile, che conta un numero importante di ragazzi impegnati in due campionati probanti come l'Under 16 e l'Under 18. C'è sicuramente un pizzico di rammarico nel vedere tanti giocatori teramani militare in Serie A Gold in varie squadre italiane, uno su tutti Stefano De Angelis, ormai punto fermo anche della Nazionale azzurra, ma occorre prendere atto che i parametri economici attuali della Gold rappresentano un livello a cui Teramo non può ancora avvicinarsi. Nonostante queste complessità, le società stanno profondendo ogni sforzo per riedificare fondamenta solide e sostenibili”.
Ed è proprio nella linea verde che la visione dirigenziale della Lions trova la sua massima consacrazione e il suo investimento più lungimirante. I primi frutti d'eccellenza di questo lavoro strategico sono già tangibili e si misurano su scala internazionale, come dimostrano le recenti convocazioni per i Mondiali Under 20. “Abbiamo due nostri atleti chiamati in Maglia Azzurra per il Mondiale Under 20, un ragazzo già in rosa la passata stagione e un nuovo innesto tesserato quest'anno - rivendica con orgoglio Labrecciosa -. A livello maschile la società sta puntando con decisione sul vivaio e sull'inserimento dei giovani in prima squadra. L'auspicio è che questo progetto tecnico possa durare e consolidarsi nel tempo, affrontando con coraggio le rilevanti problematiche economiche del momento”.
La pianificazione del futuro non resta un concetto astratto, ma si traduce in scelte di campo coraggiose e immediate. Già durante questo precampionato, infatti, alcuni giovani del vivaio svolgeranno l'intera preparazione con la prima squadra maschile. Un passaggio di consegne fondamentale per accelerare il processo di maturazione. “I giovani devono avere il tempo necessario per crescere senza scorciatoie o pressioni eccessive - puntualizza il dirigente -. Lo scorso anno abbiamo mancato la qualificazione alla fase interregionale soltanto per la differenza reti, a riprova di quanto il nostro gruppo sia vicino ai vertici. Cerchiamo piano piano di ricostruire un modello vincente. Non è una sfida semplice, ed è per questo che stiamo cercando e attivando proficue collaborazioni con le realtà sportive del territorio circostante. La società ci sta provando in tutti i modi e con grande determinazione: ed è questo, alla fine, il segnale più importante e incoraggiante per il futuro della pallamano teramana”.