Handball e l'amore infinito di Roberto Canzio
Il numero uno della Sirio Toyota Teramo: “Quinto posto possibile ma prima evitiamo i playout”
2026-01-29T16:46:00+01:00 - Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Dopo aver chiuso il 2025 con un bilancio più che positivo, la Sirio Toyota Teramo si è rituffata sul parquet per iniziare al meglio il nuovo anno e provare a concludere la stagione di Serie A1 di Handball femminile con il traguardo dei playoff. Sul piatto non c’è solo la gloria sportiva, ma anche quella emozionale di aver ridato lustro a una città intera, piazzando di nuovo una bandierina nella geografia della pallamano nazionale. Un lavoro importante, portato avanti dal presidente Roberto Canzio tramite un percorso sportivo e societario di crescita e sviluppo progressivi, con il sogno, un giorno, di tornare a competere con le grandi.
Presidente, dopo due sconfitte è arrivato il primo successo del 2026 contro Ferrara. Quanto contava questa vittoria?
- Con Ferrara è stata una partita complicata, l’importante era vincere anche con un gol di scarto perché in questo momento ogni punto conquistato conta. Noi siamo partiti male, la sconfitta di Padova era meno preventivabile rispetto a quella più logica e aspettata contro Salerno, con la quale obiettivamente non siamo ancora a livello. Il girone di ritorno è sempre più difficile rispetto all’andata, ogni squadra fa uno sforzo in più per raggiungere il proprio obiettivo, che sia la salvezza, i playout o i playoff
E qual è quello del Teramo?
- Il primo è non fare i playout come l’anno scorso, poi con questa classifica non possiamo nasconderci, il desiderio è quello di rientrare tra le prime 8 e disputare i playoff. Per adesso siamo in una fase transitoria, ci sono tante squadre racchiuse in pochi punti, ancora non c’è niente di definito nelle posizioni. Vogliamo raggiungere il prima possibile la certezza della salvezza diretta, poi cercare di ottenere la posizione migliore. È un percorso di crescita naturale, per arrivare in futuro ad avvicinarci sempre di più al livello delle prime
Classifica alla mano, le prime quattro sono ormai quasi irraggiungibili, ma il quinto posto è a solo una lunghezza di distanza. Sarà quello il target della stagione?
- Si, ma non sarà facile. La classifica è corta, avere oggi la sesta posizione significa non solo essere vicini al quinto posto, ma anche al nono, che vorrebbe dire playout. Ripeto, noi vogliamo evitare i playout, poi arrivare a prenderci la posizione migliore tra le prime 8, step by step
Sabato andrete ad affrontare proprio uno scontro diretto contro Nuoro, nona ma distante solo 3 punti dal vostro sesto posto. Che tipo di gara vi attende in Sardegna?
- Sarà una battaglia, loro hanno un roster forte e un tecnico molto competente e grintoso, che sa caricare benissimo le sue giocatrici. È sicuramente una squadra che può stare a nostro livello, perciò sarà fondamentale approcciarla psicologicamente nel modo giusto. Per me Nuoro non merita la classifica che ha, è molto strano che occupi quella posizione. Avendo acquistato tante giocatrici nuove, probabilmente hanno solo un problema di amalgama
A proposito di amalgama, che chimica si è creata quest’anno nella squadra per disputare un così bel campionato finora?
- C’è un gruppo importante, fatto di ragazze giovani con tanta esplosività. Abbiamo scelto di sposare un progetto di crescita progressiva, sia come società sia nella scelta delle nostre atlete. Tecnicamente sono forti, ma credo che per arrivare a fare un passo in più, manchi ancora qualcosa dal punto di vista della mentalità. Siamo ancora lontani da certi obiettivi, nelle partite più difficili siamo andati troppo fuori giri, ma a livello tecnico penso che possiamo giocarcela con chiunque
Sul mercato arriverà ancora qualche rinforzo?
- Per questa stagione il roster è al completo, non ci saranno altri arrivi. Quest’anno siamo stati falcidiati dagli infortuni, non siamo riusciti quasi mai a giocare con la squadra al completo. Per fortuna adesso siamo tornati al completo in ambito numerico, anche se ci manca qualcosa a livello atletico-fisico, con alcune ragazze che sono ancora in fase di recupero. Per il futuro ci muoveremo per migliorare in qualche posizione, già ci stiamo guardando intorno. Facciamo i passi in base alle gambe, seguendo un budget preciso, senza fare voli pindarici, come è successo molte volte a Teramo, con società che poi sono fallite
In futuro si aspetta anche una risposta più positiva dall’ambiente teramano?
- Si sa che l’ambiente teramano è particolare, partecipa solo a fronte di obiettivi importanti, vedi nel calcio. Quest’anno abbiamo comunque ricevuto una risposta positiva, si è avvicinata molta gente che non seguiva la pallamano solo perché stimolata dalla nostra stagione positiva. Anche molti addetti ai lavori, che all’inizio erano un po’ scettici, ora sono incuriositi dai risultati. Se riuscissimo potenzialmente ad avvicinare ogni anno sia i neofiti sia gli esperti sarebbe un’ottima cosa per tutti
Qual è stata finora la partita più emozionante di questa stagione?
- Sicuramente la vittoria interna di dicembre contro Cassano Magnago, vinta 25-24 allo scadere, arrivata paradossalmente appena dopo la gara più brutta che avevamo giocato, quella sconfitta pesante in casa contro Brixen, dove dopo 5 minuti avevamo già messo i remi in barca. Nessuno se l’aspettava, è stata una bellissima risposta da parte di tutta la squadra, la dimostrazione che le ragazze hanno qualità ma a volte bisogna crederci di più. In generale, la cosa che oggi mi riempie più di orgoglio è che siamo riusciti a far tornare Teramo una piazza appetibile, non tanto dal punto di vista economico, ma per la serietà che ci mettiamo nel rispettare gli impegni
Brixen sarà la vostra prossima avversaria anche nei quarti di finale di Coppa Italia, che si disputeranno a fine febbraio. Credete in un esito diverso?
- Ci dobbiamo credere. Sappiamo che la montagna da scalare è alta, le ragazze dovranno fare un sacrificio atletico importante almeno per giocarcela. Io dico sempre che contro squadre di questo livello si devono verificare due situazioni: la prima è che loro non siano al 100%, la seconda è che tu devi esserlo. Se non accade questa seconda condizione non c’è speranza, la gara rischia di finire già dopo 10 minuti. Se invece si verificano entrambe le condizioni, allora può esserci la sorpresa.