"Guerra alla guerra", L'Aquila scende in piazza

Giovani in corteo il 5 marzo contro la leva militare e la retorica di guerra nei luoghi del sapere

2026-03-04T16:41:00+01:00 - Walter Cori

"Guerra alla guerra", L'Aquila scende in piazza

L'AQUILA - Per la giornata del 5 marzo è stato indetto uno sciopero internazionale giovanile contro la leva militare, la spesa bellica e la militarizzazione nei luoghi del sapere. In Italia l’organizzazione maggiormente promotrice è la Rete della Conoscenza, della quale fanno parte l’Unione degli Studenti e LINK-Coordinamento Universitario. In Abruzzo è previsto un corteo in partenza dalla Fontana Luminosa alle 9:00 di mattina, concludendosi alla Villa Comunale.

Il 5 marzo saremo in corteo come giovani contro politiche di guerra e normalizzazioni di uno scenario bellico nella vita quotidiana - dichiara Francesco Filippone, responsabile organizzazione dell’UdS Abruzzo -. Nel nostro Paese, come molti altri Stati europei, c’è la volontà di reintrodurre la leva militare, nonostante secondo i sondaggi i giovani siano ampiamente contrari all’arruolarsi. Ciò avverrebbe tramite un ricatto sociale, basandosi sulla precarietà dei giovani, fornendo sussidi e agevolazioni in caso ci si arruoli. Tutto ciò mentre il governo continua a tagliare fondi all’istruzione e alla sanità, la spesa militare aumenta, tant’è che nel 2026 è prevista una spesa di più di 31 miliardi di euro in questo settore, di cui circa 13 miliardi destinati all’acquisto di armamenti. Questo scenario lo rivediamo in tutta Europa, basti pensare al piano ReArm Europe.”

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una presenza sempre più marcata delle Forze dell’Ordine e dell’esercito nei nostri luoghi del sapere e nei nostri posti di lavoro, cercando di normalizzare una cultura della guerra. Come giovani vogliamo che i nostri spazi non siano orientati alla preparazione dei conflitti, ma allo sviluppo di competenze critiche, permettendo di emanciparci con il nostro sapere. In queste settimane vediamo sempre più gli avvisi di censimento per la leva militare nelle nostre città. Ciò perché la leva militare è sospesa e, in caso di conflitto, esse servono a far partire subito il reclutamento. Per questo, noi giovani scegliamo di disertare e scioperare contro uno Stato che, per via delle proprie decisioni, sta andando a creare una vera e propria tensione bellica nella popolazione e nei confronti degli altri Paesi, disinteressandosi completamente dei reali bisogni dei cittadini", conclude Antonio Pelliccia di LINK L’Aquila.