Grandinata, dalla Regione uno schiaffo ai Comuni colpiti
Il Sindaco di Bellante, Giovanni Mechiorre: "Quei due milioni servono oggi e non fra 3 anni!"
- Walter Cori
BELLANTE - Nell'attuale generale contesto dell'apparire, giornalmente ci vengono dispensate da nostri autorevoli rappresentanti istituzionali foto ai tagli dei nastri di qualsiasi evento che non sia un funerale, ed è ormai un rincorrersi e spintonarsi per avvicinarsi a quel nastro, che, tagliato, cade a terra, simbolo di una politica che, come certi suoi protagonisti, dopo la foto di rito si adagia e svanisce.
Ci diranno che la Regione è tutt'ora impegnata per ottenere dal governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità. E mi pare il minimo che si possa pretendere dall'impegno dei nostri governanti.
Ma quei 2.000.000,00 di euro servivano. Oggi servivano. Non fra tre anni.
Insieme ad altre risorse sono andati a finanziare, come spesso accade, le feste, i concerti, le sagre, le associazioni sportive vicine a questo o quell'amministratore regionale, a perpetuare l'italica prassi clientelare che tanto beneficio porta a pochi e nessun beneficio a tutti gli altri.
Per le comunità colpite, per le famiglie, per le imprese e per tutti coloro che stanno pagando sulla propria pelle i danni della grandinata, quello di oggi è uno schiaffo in faccia, dato proprio da chi ha promesso aiuto.
Quando un territorio è in ginocchio, non bastano le dichiarazioni di solidarietà. Servono risorse e scelte concrete.
Oggi la concretezza è mancata, e spiace pensare, da Teramano, che se quella grandinata avesse colpito L'Aquila o altre province, saremmo qui a festeggiare un voto unanime a sostegno di quei territori.
Ma tant'è. Mentre con gli altri Sindaci dei Comuni colpiti continuiamo a tenere vivo il confronto istituzionale per i necessari ristori, ci consola la certezza che il prossimo taglio del nastro non è lontano, e che nell'adagiarsi a terra di quel nastro la politica dell'apparire potrà finalmente ritrovare se stessa - Giovanni Melchiorre -