Grande successo a L'Aquila per la mostra dei due artisti rosetani Gabriella Sperandio e Giannicola De Antoniis

La mostra è visitabile dal 3 al 9 agosto, dalle 17 alle 23, nei sotterranei del Palazzetto dei Nobili, in Piazza Margherita

- La Redazione

Grande successo a L'Aquila per la mostra dei due artisti rosetani Gabriella Sperandio e Giannicola De Antoniis

L'AQUILA - L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, fortemente voluta dal sindaco Pierluigi Biondi, propone un ricco calendario di mostre d'arte contemporanea, installazioni di land art, aperture straordinarie di dimore storiche e il recupero di spazi teatrali e museali simbolo della rinascita della città. Dal Teatro San Filippo al Teatro Comunale, dall'opera di JR alle mostre del MAXXI e del MuNDA, fino all'iniziativa Palazzi Aperti. Sono tanti i momenti culturali, transitori, che sollecitano la partecipazione delle persone, che stimolano sguardi, parole. Sono momenti da vivere, perché l’obiettivo, qui come in tutti i luoghi protagonisti di tragedie naturali o umane, è ridare senso alla vita, ridare vita alla vita.

Tra le tante belle iniziative artistiche e culturali si inserisce la mostra “ROCK’N’ROLL AND L’AQUILA CAN NEVER DIE”, che sta riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico tessendo un filo invisibile che unisce le grandi rivoluzioni della musica alla capacità di una città di rialzarsi dopo una ferita. Da questa idea prende forma il progetto dell’Associazione culturale On pensato per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. È una mostra che, per certi aspetti, non avrebbe dovuto esistere. E invece è diventata realtà. La mostra è visitabile dal 3 al 9 agosto, dalle 17 alle 23, nei sotterranei del Palazzetto dei Nobili, in Piazza Margherita, all'Aquila. L'ingresso è libero. Sono 11 le opere di Gabriella Sperandio e Giannicola De Antoniis che mettono in dialogo il Rock mondiale con la città che il 6 aprile 2009 avrebbe potuto smettere di esistere e invece ha deciso di rinascere. L’ingresso è libero. Gli autori hanno preso icone del rock mondiale (Rolling Stones, Pink Floyd, David Bowie, Nirvana, Beatles, Led Zeppelin, Eagles, Queen, Boomtown Rats e Police) trasformandole nel punto di partenza di una rilettura visiva che intreccia simboli, architetture, monumenti e memoria aquilana. Non si tratta di semplici omaggi ai grandi protagonisti della storia del rock, ma di opere che reinterpretano il loro immaginario per dar vita a un linguaggio capace di raccontare L’Aquila, una città che ha conosciuto il dolore, la rinascita e la continua ricerca della propria identità. Il risultato? È un percorso espositivo che il pubblico potrà scoprire visitando la mostra. 

"Rock'n'Roll and L'Aquila Can Never Die" non significa che nulla cambia, ma che ciò che è autentico continua a vivere proprio perché sa trasformarsi senza perdere la propria identità.

Angelo Di Carlo