Giulianova, Orfanelli: “Sicurezza dinanzi alle scuole e Commissione Sanità: servono soluzioni concrete”

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Giulianova sono intervenuta sui primi due punti all’ordine del giorno, entrambi presentati dal gruppo consiliare Il Cittadino Governante

- La Redazione

Giulianova, Orfanelli: “Sicurezza dinanzi alle scuole e Commissione Sanità: servono soluzioni concrete”

GIULIANOVA - Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Giulianova sono intervenuta sui primi due punti all’ordine del giorno, entrambi presentati dal gruppo consiliare Il Cittadino Governante: il ripristino della pedonalizzazione in via Ippolito Nievo negli orari di ingresso e uscita degli alunni e il ripristino della Commissione Sanità comunale con consiglieri ed esperti.
Su entrambi i temi ho ritenuto necessario richiamare un approccio serio, istituzionale e costruttivo, capace di mettere al centro le esigenze reali della comunità, evitando slogan, contrapposizioni e semplificazioni.
Per quanto riguarda via Ippolito Nievo, ho ribadito che la sicurezza dei ragazzi negli orari di ingresso e uscita da scuola deve rappresentare una priorità assoluta, non una bandiera politica da sventolare.
Ho però sottolineato che la sicurezza non può essere ridotta alla sola alternativa tra pedonalizzazione e riapertura al traffico, così come la sostenibilità non si esaurisce nella scelta di chiudere o riaprire una strada.
Una città più sicura e sostenibile si costruisce con organizzazione, regole chiare, controlli, percorsi protetti, educazione alla mobilità, coinvolgimento delle famiglie, collaborazione con le scuole, ascolto dei residenti e responsabilità condivisa.
È su questo terreno che occorre lavorare, senza trasformare un tema così importante in occasione di demagogia.
L’emendamento all’ordine del giorno, firmato da tutti i gruppi della maggioranza, va nella direzione che ho sostenuto nel mio intervento: non rinviare il problema, ma affrontarlo con metodo, attraverso un percorso complessivo, condiviso e verificabile.
L’obiettivo è arrivare al nuovo anno scolastico con una soluzione concreta e realmente praticabile, capace di tenere insieme sicurezza degli alunni, vivibilità dell’area, mobilità sostenibile, esigenze della comunità scolastica, delle famiglie, dei residenti e della viabilità complessiva.
La sicurezza davanti a una scuola non può essere affidata a una formula astratta o a una soluzione presentata come automaticamente risolutiva.
Occorre valutare criticità, bisogni e strumenti, per costruire una risposta equilibrata e utile a tutta la comunità.
Mi sta profondamente a cuore l’idea di una città sostenibile.
A tal proposito voglio ricordare — e qui verrebbe da dire nemo propheta in patria — che fui proprio io, più di dodici anni fa, tra le promotrici del progetto Bicibus alla scuola Don Milani, lo stesso progetto che oggi viene richiamato con forza nel dibattito consiliare.
Ho visto il Bicibus nascere, funzionare e crescere, arrivando ad accompagnare anche più di trenta bambini e ragazzi in bicicletta.
Fu un’esperienza significativa e innovativa per la nostra città, resa possibile soprattutto dalla forza dei volontari, dalla disponibilità degli accompagnatori, dall’impegno degli organizzatori e dal coinvolgimento di tante famiglie e cittadini.
Proprio per questo ritengo necessario evitare semplificazioni.
Il Bicibus non nasce per magia e non si riattiva con una semplice dichiarazione o con un punto all’ordine del giorno.
La sostenibilità non si accende con un pulsante: servono persone, organizzazione, continuità, visione, famiglie disponibili e una comunità educante capace di condividere davvero questo percorso.
Il Comune può e deve fare la propria parte, ma senza il contributo concreto di genitori, volontari e accompagnatori nessun progetto di mobilità sostenibile può reggere nel tempo.
Ho inoltre ricordato che anche l’utilizzo di piazza Dalla Chiesa come parcheggio, con successivo accompagnamento a piedi dei bambini verso la scuola, fu in passato più volte bocciato dai genitori.
Anche questo dimostra che non basta individuare un’area di sosta o proporre un percorso alternativo.
Occorre costruire consenso, sicurezza, abitudini nuove e una vera educazione alla mobilità sostenibile.
Per questo ritengo che ogni soluzione debba nascere dal confronto con tutti i soggetti interessati: scuola, Comune, Polizia municipale, famiglie, associazioni, residenti, volontari e realtà disponibili a collaborare.
Davanti a una scuola non deve vincere una posizione politica.
Deve vincere la sicurezza dei ragazzi.


Sul secondo punto all’ordine del giorno, relativo al ripristino della Commissione Sanità comunale con consiglieri ed esperti, ho espresso parere favorevole, precisando però con chiarezza il perimetro entro il quale questo organismo deve muoversi.
Dobbiamo evitare di far passare ai cittadini l’idea che una Commissione Sanità comunale abbia poteri decisionali sulle scelte della ASL o della Regione.
La Commissione può ascoltare, approfondire, verificare, proporre e sollecitare, ma non può sostituirsi agli enti competenti nella programmazione sanitaria.
Non decide reparti, personale, assunzioni, servizi ospedalieri o organizzazione sanitaria: sono competenze che appartengono alla Regione e alla ASL.
Anche il Sindaco, pur avendo un ruolo istituzionale importante di rappresentanza della comunità, non ha poteri diretti sulla programmazione sanitaria.
Proprio per questo, la Commissione può essere utile se raccoglie segnalazioni, criticità documentate e contributi da cittadini, operatori sanitari, associazioni ed esperti, aiutando l’Amministrazione a rappresentare in modo serio e credibile le istanze del territorio nelle sedi competenti.
È importante, infatti, mantenere interlocuzioni costanti e qualificate con la Regione e con la ASL, perché solo attraverso un confronto continuo, responsabile e fondato su elementi concreti è possibile portare all’attenzione degli enti competenti le esigenze della nostra comunità.
È un lavoro che, come Fratelli d’Italia, portiamo avanti con serietà e continuità, nella consapevolezza che la tutela della sanità territoriale richiede presenza, ascolto e capacità di dialogo istituzionale.

La Commissione Sanità non deve diventare un organismo parallelo, né una sede di polemica generica, di scontro politico o di divisione, né sovrapporsi a strumenti già esistenti, come la Conferenza dei Sindaci o il Comitato ristretto dei Sindaci.
Su un tema delicato come la sanità non servono contrapposizioni, ma serietà, responsabilità, collaborazione istituzionale e capacità di lavorare su dati, atti e proposte concrete.

Marialuigia Orfanelli
Consigliere comunale
Coordinatore Fratelli d’Italia Giulianova