Gestione integrata dei rifiuti urbani Regione Abruzzo, Fiadel: garanzia per i lavoratori

Il sindacato offre le proprie valutazioni in merito alla prospettata modifica della normativa regionale concernente l'organizzazione e la gestione integrata dei rifiuti urbani

- La Redazione

Gestione integrata dei rifiuti urbani Regione Abruzzo, Fiadel: garanzia per i lavoratori

L'AQUILA - La FIADEL, nella propria qualità di organizzazione sindacale rappresentativa delle lavoratrici e dei lavoratori e stipulante del CCNL unico del settore dei Servizi Ambientali, ritiene doveroso sottoporre all'attenzione del Presidente della Regione Abruzzo, della Giunta regionale, del Consiglio regionale, degli Assessori competenti e di tutti i rappresentanti delle forze politiche presenti nell'Assemblea regionale le proprie valutazioni in merito alla prospettata modifica della normativa regionale concernente l'organizzazione e la gestione integrata dei rifiuti urbani. La scelta di rivolgersi all'intero sistema istituzionale regionale nasce dalla rilevanza strategica della materia e dalla convinzione che una trasformazione dell'assetto del servizio pubblico dei rifiuti non possa essere considerata esclusivamente sotto il profilo amministrativo o societario, ma debba essere affrontata nella sua complessità, valutandone contestualmente le ricadute industriali, economiche, ambientali, occupazionali e sociali.
La FIADEL ritiene, infatti, che il futuro del sistema regionale di gestione dei rifiuti debba essere costruito attraverso un confronto trasparente e preventivo, nel quale siano pienamente rappresentati anche gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori che quotidianamente garantiscono l'erogazione di un servizio essenziale per le comunità e per la tutela dell'ambiente. Con questo spirito, la FIADEL intende offrire alle Istituzioni regionali un contributo di merito, avanzando proposte e ponendo all'attenzione alcuni elementi che, a nostro avviso, devono necessariamente essere considerati prima dell'assunzione di decisioni destinate a incidere sull'assetto futuro del settore. Non si tratta, pertanto, di una posizione pregiudizialmente contraria a qualsiasi processo di riorganizzazione, ma della richiesta di assicurare che ogni scelta venga assunta sulla base di obiettivi industriali chiari, sostenibilità economica, qualità del servizio, tutela dell'ambiente, salvaguardia occupazionale, valorizzazione del lavoro, sicurezza e piena garanzia dei diritti contrattuali. La FIADEL ritiene che il confronto istituzionale e sociale rappresenti, in questa fase, non un elemento di ostacolo alle decisioni, ma una condizione necessaria per renderle più solide, trasparenti e sostenibili nel tempo. È con questo senso di responsabilità e con la disponibilità a un confronto concreto e qualificato che sottoponiamo alle Istituzioni regionali le considerazioni e le proposte contenute nel presente documento. ABRUZZO: GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI FIADEL: NESSUNA RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA PUÒ ESSERE REALIZZATA SENZA GARANZIE PER IL LAVORO, I SALARI E LA QUALITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO La modifica della Legge Regionale impone un confronto vero, preventivo e trasparente con il sindacato La FIADEL esprime forte preoccupazione in relazione alla prospettata modifica della L.R. 36/2013, che interviene sull'assetto organizzativo e gestionale del servizio integrato dei rifiuti urbani, introducendo la possibilità di articolare l'ambito ottimale regionale attraverso sub-ambiti provinciali o interprovinciali. Si tratta di una scelta che, per la sua natura e per le possibili conseguenze sull'intero sistema regionale dei servizi ambientali, non può essere considerata una semplice modifica tecnica o amministrativa. Dietro ogni modifica dell'assetto istituzionale e gestionale del servizio rifiuti esistono infatti aziende, investimenti, affidamenti, strutture organizzative, lavoratrici e lavoratori, contratti collettivi, livelli occupazionali, professionalità e condizioni economiche e normative. Per la FIADEL, pertanto, il lavoro deve essere considerato parte integrante della programmazione del servizio pubblico e non una variabile dipendente dalle successive scelte organizzative delle aziende. Il sindacato non intende assistere passivamente a decisioni che possano modificare l'attuale processo di aggregazione delle aziende senza conoscerne preventivamente obiettivi, motivazioni, effetti economici, industriali e occupazionali. Il Piano d'Ambito aveva individuato nel livello provinciale del sub-ambito uno strumento funzionale alla costruzione di soggetti industriali capaci di superare la frammentazione esistente. L'impostazione, per quanto riguarda la FIADEL, aveva una logica precisa: superare progressivamente la frammentazione gestionale, costruire aziende sufficientemente strutturate e solide, favorire economie di scala e garantire una gestione del servizio capace di confrontarsi con operatori di dimensione nazionale ed europea. Il processo di fusione delle aziende esistenti deve quindi essere valutato non soltanto sotto il profilo societario, ma soprattutto attraverso la sua capacità di produrre: maggiore efficienza del servizio; investimenti infrastrutturali e tecnologici; rafforzamento degli organici; valorizzazione delle professionalità; stabilità occupazionale; tutela dei trattamenti economici e normativi; miglioramento delle condizioni di lavoro; qualità ambientale; riduzione dei costi strutturali; maggiore capacità industriale; contenimento delle tariffe a carico dei cittadini. e oggi si ritiene necessario modificare quel modello, è indispensabile spiegare cosa sia cambiato rispetto agli obiettivi originariamente individuati e quali siano le ragioni industriali, economiche e istituzionali che renderebbero necessaria tale modifica. La FIADEL ritiene che nessuna riforma possa essere valutata esclusivamente sulla base dell'architettura amministrativa. La gestione dei rifiuti urbani rappresenta un servizio essenziale e strategico. Non può essere trattato come una qualsiasi attività economica, perché incide direttamente sulla salute pubblica, sulla tutela ambientale, sul decoro urbano, sulla qualità della vita delle comunità e sulla stessa capacità dei territori di attuare politiche di economia circolare. Per questa ragione la FIADEL ritiene strategico rafforzare soggetti industriali pubblici capaci di programmare gli investimenti nel medio e lungo periodo e di sottrarre il sistema a logiche di frammentazione gestionale. La dimensione aziendale non deve essere considerata un obiettivo in sé, ma uno strumento per costruire aziende più solide, efficienti e capaci di garantire il servizio. Allo stesso modo, la dimensione provinciale o interprovinciale deve essere valutata sulla base della reale capacità di assicurare efficienza, sostenibilità economica, qualità del servizio e tutela del lavoro. La FIADEL non accetterà che una modifica normativa produca, direttamente o indirettamente, un ritorno alla frammentazione del sistema. Ogni processo di fusione, aggregazione, riorganizzazione o modifica degli affidamenti produce conseguenze sulle persone. Per questo la FIADEL considera imprescindibile la preventiva definizione di precise garanzie occupazionali, salariali e normative. Nessun processo di riorganizzazione può essere considerato positivo se determina: riduzione degli organici; peggioramento delle condizioni di lavoro; compressione dei salari; perdita di professionalità; aumento dei carichi di lavoro; precarizzazione; esternalizzazioni finalizzate esclusivamente alla riduzione del costo del lavoro; peggioramento degli standard di sicurezza; discontinuità nei diritti acquisiti. La riorganizzazione del sistema deve invece rappresentare l'occasione per stabilizzare e qualificare il lavoro, rafforzare gli organici e riconoscere il valore professionale di chi garantisce quotidianamente un servizio indispensabile alla collettività. La FIADEL considera inseparabili il tema della riorganizzazione societaria e quello della tutela dei trattamenti economici e normativi. Non sarebbe accettabile costruire economie di scala attraverso la compressione del costo del lavoro. L'efficienza deve derivare dall'organizzazione, dagli investimenti, dalla tecnologia, dalla razionalizzazione delle strutture e dalla capacità industriale, non dal sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori. La FIADEL chiede pertanto che qualsiasi processo di fusione o riorganizzazione assicuri la piena salvaguardia dei trattamenti contrattuali applicati, dei livelli retributivi, dell'anzianità, delle professionalità e dei diritti individuali e collettivi. Allo stesso tempo, deve essere garantita la piena agibilità della contrattazione collettiva e delle relazioni sindacali. Particolare attenzione dovrà essere riservata alla salute e sicurezza sul lavoro. Il settore ambientale presenta condizioni operative caratterizzate da rischi specifici, attività svolte all'aperto, movimentazione dei rifiuti, traffico veicolare, utilizzo di mezzi e attrezzature, lavoro in condizioni climatiche variabili e significativa esposizione a fattori di rischio. La riorganizzazione del servizio dovrà quindi essere accompagnata da un preciso piano di prevenzione, formazione, manutenzione dei mezzi, adeguamento delle dotazioni e rafforzamento degli organici. Per la FIADEL la sicurezza non può essere oggetto di economie. Ogni nuovo modello gestionale dovrà dimostrare concretamente di migliorare, e non di ridurre, gli standard di salute e sicurezza. La FIADEL conferma la propria posizione favorevole alla costruzione di soggetti industriali interamente pubblici, quando questi siano effettivamente in grado di garantire efficienza, qualità, investimenti e piena responsabilità nei confronti delle comunità servite. La natura pubblica della gestione, tuttavia, deve accompagnarsi a criteri industriali moderni, trasparenti e verificabili. Un'azienda pubblica non può essere semplicemente un contenitore societario: deve essere un soggetto industriale capace di programmare, investire, innovare e valorizzare il lavoro. Per questo la FIADEL ritiene necessario che qualsiasi evoluzione del sistema sia accompagnata da un piano industriale trasparente, con obiettivi verificabili e indicatori riferiti almeno a: occupazione; qualità del servizio; ualità del servizio; investimenti; sicurezza; produttività; sostenibilità ambientale; costi di gestione; condizioni economiche e normative del personale; livelli di raccolta differenziata e riciclo; qualità percepita dai cittadini. La FIADEL considera particolarmente grave che una modifica di tale portata possa procedere senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative del settore. Il confronto non può essere convocato a decisioni già assunte. Deve avvenire prima dell'approvazione definitiva del nuovo assetto, affinché il sindacato possa conoscere le ragioni della modifica, analizzarne gli effetti e formulare proposte concrete. La partecipazione sindacale non è un adempimento formale. È uno strumento di democrazia industriale e di prevenzione dei conflitti. Per questo la FIADEL chiede l'apertura immediata di un tavolo istituzionale con la Regione, l'Autorità competente, gli organismi di programmazione e le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Prima di procedere con qualsiasi modifica legislativa, la FIADEL ritiene indispensabile acquisire: le motivazioni tecniche e industriali della modifica; l'impatto sulle aggregazioni societarie già avviate; gli effetti sugli affidamenti in essere e programmati; le conseguenze sui livelli occupazionali; gli effetti sui trattamenti economici e normativi; l'impatto sui piani industriali delle aziende; le conseguenze sulla qualità del servizio; le ricadute sulle tariffe; il quadro degli investimenti previsti; le garanzie per la sicurezza del personale; il modello organizzativo che la Regione intende perseguire. Solo dopo aver acquisito questi elementi sarà possibile esprimere una valutazione seria e responsabile. La FIADEL non si limita a manifestare una contrarietà. Intende assumere una posizione propositiva e avanzare una propria visione. Il sistema regionale deve essere orientato alla costruzione di un servizio pubblico integrato fondato su: PUBBLICITÀ DELLA GESTIONE – DIMENSIONE INDUSTRIALE – QUALITÀ DEL SERVIZIO – INVESTIMENTI – SICUREZZA – OCCUPAZIONE – SALARIO – PARTECIPAZIONE Questi elementi devono costituire un unico modello. Non è possibile perseguire l'efficienza sacrificando l'occupazione. Non è possibile ridurre le tariffe attraverso la compressione salariale. Non è possibile parlare di transizione ecologica senza investimenti e professionalità. Non è possibile costruire aziende industriali senza valorizzare chi vi lavora. Non è possibile modificare l'assetto del servizio pubblico senza coinvolgere le rappresentanze dei lavoratori. La FIADEL ribadisce la propria disponibilità ad affrontare nel merito la riforma e a contribuire alla costruzione di un sistema più moderno, efficiente e sostenibile. Questa disponibilità, tuttavia, presuppone il riconoscimento del ruolo del sindacato e delle lavoratrici e dei lavoratori quali soggetti fondamentali del processo di trasformazione. La FIADEL chiede pertanto che, prima dell'approvazione della modifica legislativa, venga aperto un confronto formale e trasparente con le rappresentanze sindacali. In assenza di un confronto reale, la FIADEL valuterà tutte le iniziative sindacali necessarie per tutelare l'occupazione, i salari, i diritti e la qualità del servizio pubblico. Non accetteremo che il futuro del sistema integrato dei rifiuti urbani venga deciso senza chi ogni giorno garantisce concretamente quel servizio. Il futuro della gestione dei rifiuti non può essere costruito sulle lavoratrici e sui lavoratori, ma insieme alle lavoratrici e ai lavoratori. La FIADEL continuerà a presidiare il percorso istituzionale e legislativo, chiedendo trasparenza, partecipazione e garanzie concrete. Perché dietro ogni riorganizzazione ci sono persone. E perché un servizio pubblico efficiente e di qualità può esistere soltanto se viene riconosciuto e valorizzato il lavoro di chi lo rende possibile ogni giorno. 

 

Il Segretario Nazionale Massimo CICCO