Gaza, Ugs: "L'Università non è un palcoscenico per la propaganda"
I giovani di sinistra condannano la lezione "politica" di un docente sulla qualità della sanità israeliana
- La Redazione
L'AQUILA - Come UGS L'Aquila esprimiamo la nostra più totale indignazione per quanto avvenuto durante una lezione del corso di Medicina - Anestesia e Rianimazione presso l'Università dell'Aquila.
Invece di svolgere il proprio ruolo formativo e insegnare ai futuri medici teorie e tecniche necessarie ai pazienti, un docente ha deciso di trasformare la cattedra, pagata con fondi pubblici, in un comizio politico.
Durante la lezione, il docente ha proiettato diapositive con la bandiera israeliana, ha definito Israele "un bel posto" in base a un suo viaggio di lavoro e ha descritto "le mura con le persone che entravano ed uscivano". Si è spinto persino a proiettare slide che mostravano foto di Netanyahu in visita a L'Aquila e articoli intitolati "L'Italia prende esempio da Israele. Il segreto di salvare le vite". Inoltre, ha presentato una slide dal titolo "le origini del problema: i territori occupati", con un evidente sottotesto volto a descriverli come occupati dai palestinesi.
Troviamo a dir poco grottesco che in una lezione di "Emergenza e Anestesiologia" del 2026 si elogi come modello di salvataggio di vite un governo attualmente al centro delle cronache internazionali per aver raso al suolo il sistema sanitario di Gaza.
L'amara ironia di chiedersi se, all'esame, l'argomento verterà su "come si bombarda un ospedale", descrive perfettamente l'assurdità della situazione.
Ma la gravità di questa vicenda risulta ancora più evidente se guardiamo al clima di censura e al "due pesi e due misure" che vige oggi. Mentre a L'Aquila un professore universitario si sente libero di usare l'orario di lezione istituzionale per fare propaganda politica filo-israeliana, pochi mesi fa un docente del liceo Vivona di Roma è finito al centro di un'ispezione ministeriale. Il suo unico "crimine"? Aver scritto una lettera ai propri ex studenti, freschi di maturità, invitandoli a sviluppare un pensiero critico, a restare umani e a non dimenticare lo sterminio in corso a Gaza.
Da una parte c'è la tolleranza più totale per chi fa apologia e giustifica apertamente chi colpisce le strutture sanitarie; dall'altra, si brandisce lo spettro dei procedimenti disciplinari per intimidire chi educa all'empatia e al ricordo delle vittime civili.
Chiediamo all'Ateneo, al Rettorato e agli organi di garanzia dell'Università dell'Aquila di prendere una posizione chiara, così come sollecitiamo l'intervento delle realtà locali affinché valutino l'accaduto.
Le aule della nostra università pubblica non devono e non possono diventare uno strumento per la propaganda ideologica. Vogliamo un'università schierata per la pace e per il pensiero critico, non una succursale per giustificare l'oppressione. - Federico Ricci, Responsabile Organizzazione UGS Abruzzo -