G come Genova, giovani generazioni a confronto venticinque anni dopo

Workshop di SI e Ugs: "un filo che non si è spezzato e riemerge nelle mobilitazioni per la pace, sul clima e contro le disuguaglianze"

- La Redazione

G come Genova, giovani generazioni a confronto venticinque anni dopo

PESCARA - Venticinque anni fa una moltitudine in cammino da Seattle al Chiapas arrivò a Genova per gridare che un altro mondo era possibile. Quel filo, da allora, non si è spezzato e riemerge nelle mobilitazioni per la pace, sul cambiamento climatico, contro le disuguaglianze: giovedì 30 luglio, alle ore 18.30, Sinistra Italiana e UGS, Unione dei Giovani di Sinistra Abruzzo, aprono la riflessione con un workshop al CFU di Pescara (via dei Peligni 89), nell’ambito della Scuola di Politica ABC: “G come Genova. Conflitto, disobbedienza, giovani generazioni venticinque anni dopo: quali nuove forme di laboratorio politico?”.

L’incontro è un laboratorio aperto sul presente. Il punto di partenza è che le contraddizioni denunciate a Genova nel 2001, il turbocapitalismo, una globalizzazione che amplia le disuguaglianze, la subordinazione della politica ai mercati, sono oggi sotto gli occhi di tutti, discusse nei Parlamenti e dai Premi Nobel. La domanda che la Scuola di Politica ABC porrà con le giovani generazioni è quali nuove forme possa prendere, oggi, quel conflitto: di fronte al collasso climatico, alle guerre permanenti e a nuove forme di repressione del dissenso.

“Noi che scendemmo in piazza nel 2001 stavamo leggendo quello che è il nostro presente - dice Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo -. Il nostro impegno politico quotidiano, nelle istituzioni e nelle piazze, resta dedicato a quell’idea: costruire un’alternativa ecosocialista. Per questo abbiamo scelto di discuterne nell’ambito della nostra Scuola di Politica, mettendo insieme memoria e ragionamento con le nuove generazioni: non un ricordo, ma un laboratorio. Perché la nostra storia è il nostro presente".

"La nostra storia. Ero a Genova perché non bastava dire che un altro mondo era possibile, bisognava esserci e provare a costruirlo insieme, con i nostri corpi, nelle piazze, con la nostra immaginazione e creatività politica - ricorda Daniela Santroni, della direzione nazionale di Sinistra Italiana -. Genova è stato il tentativo di rimettere in discussione ciò che ci dicevano fosse inevitabile: il mondo capitalista, liberista in cui vivevamo. Genova, soprattutto oggi, vista a 25 anni di distanza, non è stata solo una sconfitta o una vittoria o solo una questione di repressione, Genova è stato un laboratorio di pratiche e conflitto di un’intera generazione, un laboratorio che continua a parlarci ancora oggi”.

"Il nostro presente. Oggi assistiamo a nuove forme di repressione: governi che varano pacchetti sicurezza per criminalizzare chi protesta per il clima, chi sciopera, chi si oppone a grandi opere inutili e chi difende i diritti umani e il popolo palestinese - dice Alex Giaccio, coordinatore regionale di UGS Abruzzo -. Come ecologisti e giovani di sinistra raccogliamo il testimone perché la giustizia ambientale e la giustizia sociale sono la stessa lotta, e discuterne insieme significa chiederci quali strumenti permettano oggi di costruire un conflitto che non si lasci intimidire dai manganelli o dal carcere”.

Nell’ambito dell’incontro, Sinistra Italiana e UGS Abruzzo esprimono anche solidarietà al circolo universitario CFU e a RadiostArt, che hanno subito furti di attrezzature e materiali frutto di anni di autofinanziamento, organizzando una raccolta fondi a sostegno di queste realtà associative.