Fuori sede, al voto come rappresentanti di lista. GD: "L'ultimo appello"

Gileno: “Ultimo appello al voto: fermiamo una riforma che indebolisce l’autonomia della magistratura e non risolve i veri problemi della giustizia”

- La Redazione

Fuori sede, al voto come rappresentanti di lista. GD: "L'ultimo appello"

PESCARA - A poche ore dal voto di domenica e lunedì, i Giovani Democratici d’Abruzzo rilanciano il loro ultimo appello alla partecipazione e al voto contrario al referendum sulla giustizia promosso dal Governo. In queste settimane, la mobilitazione dei Giovani Democratici ha attraversato tutta la regione con banchetti, volantinaggi, iniziative   pubbliche e un lavoro capillare nei territori. Una mobilitazione che ha visto anche un impegno concreto per garantire il diritto di voto a centinaia di giovani fuori sede.

“Grazie al lavoro della nostra organizzazione, in coordinamento con il Partito – dichiara il segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo, Saverio Gileno – centinaia di studenti e lavoratori fuori sede potranno votare in Abruzzo come rappresentanti di lista per il Partito Democratico. È una risposta concreta all’ennesima chiusura del Governo, che ha negato il diritto di voto a chi vive lontano dalla propria residenza.” “Per questo – prosegue Gileno – la nostra mobilitazione non si fermerà con il voto: serve subito una legge nazionale, ma anche un’iniziativa regionale, che garantisca in modo strutturale il voto ai fuori sede. Non è più accettabile che nel 2026 si debbano aggirare ostacoli burocratici per esercitare un diritto fondamentale.”

Entrando nel merito del referendum, i Giovani Democratici ribadiscono con forza le ragioni del NO.

“Questo non è un referendum sulla giustizia – continua Gileno con il segretario provinciale dell’Aquila Francesco Balassone e la segreteria provinciale di Teramo Ilaria Barnabei – ma un referendum su una riforma contro l’autonomia della magistratura. Si interviene sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, indebolendo uno dei pilastri della nostra democrazia, senza affrontare i veri nodi del sistema giudiziario. Le priorità della giustizia italiana sono altre: ridurre la durata dei processi, colmare la carenza di personale amministrativo e magistrati, investire nella digitalizzazione degli uffici, garantire condizioni dignitose nelle carceri e rafforzare l’accesso alla giustizia per cittadini e imprese. Su tutto questo, questa riforma non dice nulla.”

“Ci sono almeno altri due motivi chiari per votare NO – aggiungono Federico Proterra, presidente provinciale di Pescara, e Pia Finoli, vicesegretaria regionale –.

Il primo è che questa riforma è stata costruita senza un vero confronto parlamentare e nel Paese, riducendo una materia complessa a uno scontro ideologico e propagandistico. Il secondo è che si alimenta un conflitto permanente tra politica e magistratura, che non aiuta i cittadini ma rischia solo di indebolire la fiducia nelle istituzioni.”

“Per tutte queste ragioni – concludono – rivolgiamo un ultimo appello a tutte e tutti, in particolare alle giovani generazioni: andate a votare e votate NO. Difendere l’autonomia della magistratura significa difendere la democrazia e lo Stato di diritto. E continuare a battersi per diritti come il voto fuori sede significa costruire un Paese più giusto e più partecipato".