Fratellanza: come costruire la pace in tempi di guerre?
Si è conclusa ieri la XXV Edizione de “La Settimana della Fratellanza”, giornate di studio partite all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle di New York
- La Redazione
ROSETO - Si è conclusa ieri la XXV Edizione de “La Settimana della Fratellanza”, giornate di studio partite all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle di New York. Gli incontri del 24 e 25 settembre, tenutisi presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “V. Moretti”, sono stati seguiti dagli studenti del Moretti stesso e del Polo liceale Saffo di Roseto, che hanno dimostrato un’attenzione massima verso i temi trattati. Interessante è stata anche la presentazione dell’evento post conferenza stampa, dove i presidi Daniela Maranella e Achille Volpini hanno potuto esaminare gli aspetti legati al mondo della scuola che hanno in qualche modo attinenza con le controversie internazionali. Per quanto riguarda “La Settimana della Fratellanza” molto seguiti gli interventi dei docenti del mondo accademico. La prof.ssa Carmelita Della Penna di Storia Contemporanea dell’Università di Chieti-Pescara si è soffermata sull’importanza della manifestazione che da 25 anni cerca di inculcare nei giovani il concetto di pace e di come questo debba essere quotidianamente supportato e alimentato. Il prof. Simone D’Alessandro di Sociologia Generale, sempre dell’Università di Chieti-Pescara, ha sviscerato il concetto di ‘democratura’ nelle società contemporanee, ricordando che la vera libertà è ancora una prerogativa di pochi Paesi al mondo, circa un quarto, rispetto al predominare delle dittature e questo aspetto non contribuisce a rapporti paritetici. Nella seconda giornata la presidente dell’Associazione delle Donne Democratiche Iraniane, Shahed Sholeh, ha coinvolto gli studenti raccontando il vissuto quotidiano dei ragazzi in Iran, soppressi da una dittatura feroce. Anche la dottoressa Maria Virginia Pishbin, in collegamento dalla Sardegna, si è soffermata sulla violenza che ogni giorno centinaia di iraniani subiscono dalla teocrazia di quel regime. Infine William Di Marco, docente di Storia Contemporanea, ha mostrato delle slide sulla questione iraniana, concludendo con l’assunto che due democrazie non si sono mai fatte una guerra tra di loro. È andata in archivio una delle manifestazioni più longeve che da sempre pone al centro il problema della pace, la questione israelopalestinese e la geopolitica del Medioriente.