Frase sessista del sindaco di Montorio, Marinelli e Tomasi: “Gravissimo episodio"
Sessismo, odio e degrado del confronto pubblico: chi rappresenta le istituzioni deve essere esempio di rispetto e di responsabilità
- La Redazione
MONTORIO AL VOMANO - “Quello che è accaduto a Montorio è gravissimo e incredibile, esprimiamo piena solidarietà alla consigliera Alessandra Nori e a tutte le donne che, ancora oggi, sono costrette a subire attacchi personali, linguaggi discriminatori e tentativi di delegittimazione per il solo fatto di esercitare il proprio diritto alla partecipazione politica. Le parole rivolte a lei rivolte dal sindaco durante il Consiglio comunale di Montorio al Vomano rappresentano un episodio che non può essere derubricato a semplice scontro politico o a una battuta infelice. Sono insulti che arrivano da chi dovrebbe essere esempio di ben altro. Il sindaco chieda scusa pubblicamente e dia un esempio positivo alla comunità sul rispetto di cui le istituzioni devono essere prime interpreti”, così il Segretario regionale del Partito Democratico Daniele Marinelli e la portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche, Roberta Tomasi, che si uniscono alle prese di posizione delle segreterie provinciali di entrambi gli organismi.
“Espressioni come “...prendi la scopa per imparare a fare qualcosa” non si addicono al massimo rappresentante delle istituzioni sul territorio, per di più durante un consesso pubblico e ufficiale, ma sono stereotipi sessisti, retaggio di un’era che pensavamo appartenesse al passato, che la società e le istituzioni hanno il dovere di lasciarsi alle spalle – rimarcano - . A una donna impegnata nella vita pubblica si risponde con l'argomentazione politica, non ci si fa portatori di una violenza verbale, com’è invece accaduto, che punta a ridimensionarne il ruolo attraverso immagini che appartengono a una cultura patriarcale incompatibile con il rispetto dovuto alle persone e alle istituzioni. Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi mesi abbiamo assistito, anche in altri consigli comunali del Teramano, a parole e comportamenti che hanno superato il limite del confronto democratico. È il segnale di una crisi più profonda del linguaggio pubblico e del rispetto reciproco. Una deriva che alimenta l'aggressività, normalizza l'offesa e impoverisce la qualità della nostra democrazia. Per questo riteniamo necessario alzare l'attenzione. Chi ricopre ruoli istituzionali ha una responsabilità particolare: dare l'esempio. Le istituzioni devono essere luoghi di confronto anche duro, ma sempre rispettoso, mai spazi nei quali trovano cittadinanza il sessismo, la derisione o la prevaricazione verbale. Rivendichiamo un altro modo di fare politica. Una politica che non umilia ma ascolta. Che non discrimina ma include. Che non cerca il consenso attraverso l'aggressione dell'avversario, ma attraverso la credibilità delle proprie idee e la capacità di dare risposte ai cittadini. Cose che a Montorio non sono accadute”.