FOTO | Via Marcozzi, dopo gli esposti parte la bonifica dell'amianto

La linea del rigore e della trasparenza legale tracciata dall’Associazione “Ad alta voce” ha colto nel segno

- La Redazione

FOTO | Via Marcozzi, dopo gli esposti parte la bonifica dell'amianto

TERAMO – La linea del rigore e della trasparenza legale tracciata dall’Associazione “Ad alta voce” ha colto nel segno. Dopo la pioggia, le frane e i tentativi di minimizzazione burocratica, questa mattina sono ufficialmente iniziate le operazioni di bonifica speciale e reale messa in sicurezza del sito contaminato di via Marcozzi. L'intervento è stato affidato alla ditta Capriotti di Tortoreto, azienda leader a livello nazionale nel settore delle bonifiche ambientali da amianto. Un risultato storico per i residenti, arrivato solo ed esclusivamente a seguito dei formali e dettagliati esposti depositati dalla presidente dell'associazione presso il Comando dei Carabinieri Forestali di Teramo. 🏗️I numeri del primo intervento: rimosso un quintale di veleni I tecnici specializzati, equipaggiati con i dispositivi di protezione previsti dalla legge, hanno operato su un tratto di circa 100 metri della scarpata: • Un quintale di materiale rimosso: È stato raccolto e sigillato all'interno di appositi "Big Bag" omologati circa un quintale di materiale frammentato contenente amianto friabile. • L'origine dello scempio: Secondo i primi rilievi tecnici, i frammenti sembrerebbero provenire dallo smaltimento abusivo e delinquenziale derivante dalla demolizione di un vecchio caminetto, occultato sotto la vegetazione e poi disastrosamente triturato dai mezzi di sfalcio comunali. • Campionamenti a tappeto sul suolo: La ditta Capriotti non si è limitata alla raccolta superficiale. Al fine di verificare l'esatta estensione della contaminazione provocata dal recente dilavamento delle piogge, sono stati prelevati campioni di terreno a distanza di decine di metri dal sito principale per essere sottoposti ad approfondite analisi di laboratorio.

L'atto d'accusa dell'Associazione: "Non si doveva arrivare alle denunce" Nonostante la soddisfazione per l'avvio dei lavori, l’Associazione Ad alta voce esprime un giudizio durissimo sulla gestione politica e amministrativa dell'intera vicenda da parte del Comune di Teramo. “Oggi celebriamo una vittoria della cittadinanza attiva e della salute pubblica, ma resta l'amaro in bocca per l'arrogante immobilismo delle istituzioni locali” – dichiara con fermezza la presidente pro tempore Anna Capponi – “Non si doveva assolutamente arrivare a scomodare la Procura della Repubblica e i Carabinieri Forestali per vedere tutelato un diritto costituzionale. Il Comune di Teramo aveva il dovere di agire subito dopo le primissime segnalazioni formali inviate sia alla Polizia Locale che al Settore Ambiente. Aver preferito i cartelli stradali anonimi e i teli di plastica da cantiere alla bonifica immediata è stata una pagina amministrativa deprimente”.

Vigilanza attiva fino ai risultati ufficiali L’Associazione comunica che la guardia resterà altissima: verranno ufficialmente richiesti i risultati dei campionamenti del terreno eseguiti dalla ditta Capriotti per escludere qualsiasi residuo di fibra tossica nelle cunette e nei campi adiacenti. I Carabinieri Forestali proseguiranno nel frattempo le indagini per accertare tutte le eventuali negligenze e omissioni commesse da chi, per legge, doveva occuparsi della vigilanza e della salute pubblica fin dal primo momento.