FOTO | Teramo abbraccia Melozzi e fa sua La Notte dei Serpenti

Piazza Martiri si riempie: è stata la grande "rivincita" del Maestro

- La Redazione

FOTO | Teramo abbraccia Melozzi e fa sua La Notte dei Serpenti

TERAMO - Una piazza, un maxischermo e un’intera città davanti alla televisione per vivere insieme una serata che ha portato l’Abruzzo al centro della scena nazionale. Ieri sera, Piazza Martiri della Libertà, si è riempita per la messa in onda su Rai 1 della quarta edizione della “Notte dei Serpenti”, il grande progetto musicale ideato e diretto da Enrico Melozzi.

Il concerto, registrato il 25 luglio allo Stadio del Mare di Pescara, ha trasformato il patrimonio musicale abruzzese in uno spettacolo pensato per il grande pubblico, mescolando canti popolari, dialetto, sonorità contemporanee e interpreti di primo piano. Sul palco, insieme all’Orchestra dei Serpenti, si sono alternati , Raf, Patty Pravo, Baby K, Clementino, Mr. Rain, Antonia e le Bambole di Pezza, con Elettra Lamborghini alla conduzione.

Ma la serata ha avuto un significato particolare proprio a Teramo. Qui Melozzi ha seguito la trasmissione insieme ai suoi concittadini, raccogliendo applausi e partecipazione nel cuore della città. Un legame, quello tra la città e il progetto del maestro, che quest’anno si è rafforzato ulteriormente: Teramo ha infatti ospitato per due settimane le prove della quarta edizione, trasformando diversi luoghi cittadini in spazi di preparazione dello spettacolo e arrivando al gran finale proprio in Piazza Martiri.

La quarta edizione ha ampliato ulteriormente il racconto, portando sul palco anche l’attore Gabriele Cirilli, il soprano Carmela Remigio, le Farfalle della ginnastica ritmica dell’Aeronautica Militare e la Banda dell’Esercito. Un cast capace di mettere insieme linguaggi artistici molto diversi attorno a un’unica idea: far viaggiare la cultura abruzzese senza snaturarla.

E così, mentre Rai 1 mostrava a tutta Italia la musica nata tra montagne, borghi e tradizioni popolari, Teramo ha scelto di guardarla insieme, riconoscendo in quella ribalta anche una parte della propria storia.
Per Melozzi, la serata rappresenta un altro passaggio importante di un percorso che punta a trasformare le radici regionali in un linguaggio capace di parlare ben oltre i confini dell’Abruzzo.