FOTO | Shu Takahashi, L'Aquila saluta il maestro con il finissage del 6 settembre

L’esposizione celebra lo storico legame intellettuale e umano tra Giorgio De Marchis e l'artista giapponese

- La Redazione

FOTO | Shu Takahashi, L'Aquila saluta il maestro con il finissage del 6 settembre

L'AQUILA - La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre si unisce con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Shu Takahashi, avvenuta il 29 agosto 2026 all’età di 96 anni. In questo momento di dolore, la Fondazione esprime la propria sincera vicinanza alla famiglia dell’artista, in particolare al figlio Ari Takahashi, insieme a un sentimento di immensa gratitudine per una vita interamente dedicata all'arte e a una ricerca estetica instancabile.

Una preziosa e viva testimonianza di questo straordinario percorso è attualmente ospitata proprio nelle sale della Fondazione de Marchis, all’interno della mostra inserita nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026: “Shu Takahashi - Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis. Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente”.

L’esposizione celebra lo storico legame intellettuale e umano tra Giorgio de Marchis e Shu Takahashi, due figure unite da una viscerale passione per l'arte e da un amore sincero per le rispettive terre d'origine. Frutto di questa profonda amicizia è anche il prezioso nucleo di opere d'arte che Takahashi ha donato a Giorgio de Marchis e che oggi è custodito nella collezione della Fondazione.

Il 6 settembre 2026, in concomitanza con il finissage della mostra aquilana, la Fondazione Giorgio de Marchis – insieme ad Ari Takahashi – si collegherà in videoconferenza per passare idealmente la fiaccola dello spirito dell'artista al Museo Municipale d’Arte della Città di Kure, in Giappone. Il museo nipponico ospiterà infatti, dal 12 settembre all’8 novembre, una grande retrospettiva dedicata a Shu Takahashi: un percorso espositivo di circa 80 opere che ne ripercorrerà l'intera evoluzione, dai dipinti giovanili fino alle più importanti creazioni recenti, includendo grafiche, stampe e schizzi.

Dall’Aquila al Giappone, l’arte di Shu Takahashi supera i confini geografici e temporali, continuando a vivere, a dialogare e a ispirare le future generazioni.

Shu Takahashi (1930-2026), artista tra i più rappresentativi del legame tra le avanguardie europee e la tradizione orientale, nasce nella prefettura di Hiroshima e si avvicina alla pittura come una "profonda, liberatoria esigenza di espressione" per evadere da una realtà lavorativa alienante. Ottiene il primo grande riconoscimento in patria nel 1961 vincendo il Gran Premio dei Nuovi Artisti / Premio Yasui con l’opera Strada della luna presso il Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo, successo che gli permette di trasferirsi a Roma nel 1963 grazie a una borsa di studio del Governo italiano. All’arrivo in Italia rimane profondamente affascinato dallo spazialismo di Lucio Fontana, senza però rimanerne troppo influenzato. Sebbene la sua produzione iniziale sia segnata da una fase spirituale, "stretta" e monocroma di chiara matrice zen, il 1966 rappresenta un "audace cambiamento di rotta" durante la sua prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia, quando l’artista si apre al "colore della vita che nasce e che scorre", introducendo smalti nitrati e acrilici in tonalità vibranti. Il suo percorso evolve verso una personalissima conciliazione tra l’artificiosità costruttivista occidentale e il vitalismo organicista orientale, attingendo alla teoria dei colori della pittura tradizionale Ukiyo-e. Sviluppa una tecnica innovativa basata sulle shaped canvas o tele sagomate, dove i margini curvilinei e i solchi profondi tra i colori superano la distinzione tra pittura e scultura. Forte è la sua vocazione per l’arte pubblica, con interventi murali significativi come quelli per il Battistero di Volterra nel 1973 e sculture monumentali in Giappone a partire dagli anni Novanta, tra cui Vola dolcemente a Yokohama e Ascensione al cielo a Hiroshima. Riconosciuto a livello internazionale con la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1976 e alla Quadriennale di Roma nel 1977, la sua carriera culmina con una retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1993. Nel 1996 realizza l’opera murale a mosaico Quattro Stagioni nella stazione metro Ottaviano a Roma. Nel 2004 si trasferisce a Kurashiki, in Giappone, dove fonda lo "SHU Art Studio". Nel 2020 viene insignito del titolo di Persona di Merito Culturale dal Governo Giapponese e nel 2021 riceve l’onorificenza di Commendatore dal Governo Italiano. L’esposizione più recente risale al 2024, Verso Mete Lontane, al Museo d’Arte del Comune di Kurashiki.

INFO

Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava
Shu Takahashi Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis
Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente
Finissage 6 settembre 2026 
A cura di Anna Imponente
Con la collaborazione di Ari Takahashi
Ideazione, promozione e direzione artistica: Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Direttrice: Diana Di Berardino
Segreteria: Alessandro Mortari
Manifestazione inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026
sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila
Con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation 国際交流基金)
Testo critico: Anna Imponente
Realizzazione video: Ari Takahashi
Revisione testi: Rina Costantini, Elisabetta Durastante, Barbara Olivieri
Allestimento: Marcello Deroma, Carlo Mangolini
Progetto materiali grafici: Valentina Equizi
Fino al 6 settembre 2026
Orari: giovedì 11.00 - 19.30; venerdì e sabato 17.30 - 20.00; domenica 11.00 -13.00 / 17.30 - 20.00 - Ingresso libero. - Ufficio Stampa -