FOTO | La Casa Del Popolo saluta Issouf Koné
L'ivoriano che venne a mancare lo scorso 12 giugno in un incidente sul lavoro rientrerà in Costa d'Avorio
- La Redazione
TERAMO - Questa mattina abbiamo dato il nostro ultimo saluto a Issouf Koné. Abbiamo esposto il nostro striscione e ci siamo stretti attorno alla sua famiglia, alla comunità ivoriana e ai tanti ragazzi migranti che vivono nella nostra città, per far sentire loro tutta la nostra vicinanza.
Issouf aveva 33 anni e viveva a Teramo da oltre dieci. Il 12 giugno è morto mentre lavorava nel cantiere del potabilizzatore di Gerosa, colpito dalla benna di un escavatore. Issouf è uscito di casa per andare a lavorare e da quel lavoro non è più tornato. Insieme alla sua famiglia e alla sua comunità chiediamo che venga fatta piena luce su quanto è realmente accaduto, che siano accertate tutte le responsabilità e che la verità non venga sepolta sotto il silenzio.
La sua storia si inserisce in una realtà che conosciamo bene. In Italia i lavoratori migranti sono tra i più esposti agli infortuni e alle morti sul lavoro. Sono impiegati soprattutto nei settori più pesanti e pericolosi, nei cantieri, nei campi, nella logistica, nelle fabbriche. Spesso lo fanno con contratti precari, salari più bassi e minori possibilità di opporsi a condizioni di lavoro insicure.
Le leggi sull’immigrazione, la dipendenza del permesso di soggiorno dal lavoro, la precarietà e il sistema degli appalti e dei subappalti rendono molti lavoratori migranti più ricattabili e più deboli di fronte ai datori di lavoro.
Chi alimenta il razzismo e trasforma i migranti in un nemico sociale contribuisce anche a mantenerli isolati, più deboli e più ricattabili nei luoghi di lavoro.
La criminalizzazione delle persone migranti e la propaganda contro l’immigrazione servono, oltre a costruire consenso, a tenere in piedi un sistema capitalista fondato sullo sfruttamento, che ha bisogno di lavoratori ricattabili da spremere fino all’ultima forza, anche a costo di ucciderli. - Casa del Popolo di Teramo -