FOTO | Frida Kahlo tra arte, salute e teatro: presentato il libro di Annamaria D’Ostilio
L'incontro alla "Delfico" ha posto l'accento sul rapporto tra corpo, identità e il ruolo dell’arte nell’elaborazione delle esperienze traumatiche
- La Redazione
TERAMO – La sofferenza raccontata attraverso la pittura, il rapporto tra corpo e identità e il ruolo dell’arte nell’elaborazione delle esperienze traumatiche. Sono stati questi i temi al centro della presentazione di "Un pennello per ricominciare", il libro di Annamaria D’Ostilio, pubblicato da Masciulli Edizioni, che si è svolta sabato 24 ottobre alla Biblioteca regionale “Melchiorre Dèlfico” di Teramo, alla presenza di un numeroso pubblico. L’incontro, moderato dalla giornalista e scrittrice Lisa Di Giovanni, ha riunito esponenti del mondo accademico, sanitario, editoriale e artistico per approfondire la figura di Frida Kahlo attraverso una prospettiva che intreccia biografia, medicina narrativa e linguaggi espressivi. Al centro del volume, il concetto di autopatografia grafica, ovvero la rappresentazione della propria esperienza di malattia attraverso le immagini. Una chiave di lettura che consente di interpretare gli autoritratti della pittrice messicana come testimonianze della sua vicenda personale, segnata dall’incidente del 1925, dai numerosi interventi chirurgici e da una lunga convivenza con il dolore.
Nel dialogo con la moderatrice, Annamaria D’Ostilio ha illustrato il percorso di ricerca alla base dell’opera, ispirato ai principi della Medicina Narrativa e delle Medical Humanities. Particolare attenzione è stata dedicata alla capacità di Frida Kahlo di trasformare la sofferenza in un linguaggio artistico personale, attraverso il quale raccontare il corpo, la malattia e la ricostruzione della propria identità. L’autrice ha inoltre approfondito le tre fasi della narrazione della malattia individuate dal sociologo Arthur Frank: caos, restituzione e appropriazione. Un modello utilizzato nel libro per ricostruire il percorso umano e artistico di Kahlo, dalla frattura biografica alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Marianna Boero, docente di Semiotica all’Università degli Studi di Teramo e autrice della prefazione, ha contribuito al confronto con una lettura del rapporto tra immagine e narrazione autobiografica, soffermandosi sulla capacità dell’opera di Frida Kahlo di trasformare un’esperienza individuale in un linguaggio comprensibile e condivisibile.
Il tema della salute mentale è stato affrontato da Domenico De Berardis, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Teramo, con un approfondimento sul ruolo dell’espressione artistica nell’elaborazione della sofferenza e sull’importanza della narrazione nei percorsi di consapevolezza personale. Un contributo che ha evidenziato la necessità di distinguere il valore espressivo dell’arte da una sua interpretazione semplicistica come strumento di guarigione.
Spazio anche alla dimensione artistica del progetto, con Sara Palladini, attrice e regista, protagonista delle letture interpretative, Nancy Fazzini, cantante e autrice dei brani musicali e Cristiano Morra, che ha curato gli interventi musicali. Il volume ha infatti ispirato una performance musico-teatrale della compagnia "Attori senza sipario", che coinvolge anche la ballerina Ilenia Molinis. Dopo una prima rappresentazione nel mese di maggio, il progetto tornerà in scena il 21 novembre al Conservatorio Braga di Teramo e il 22 novembre al MACU di Martinsicuro.
Nel corso della presentazione è intervenuto anche Alessio Masciulli, editore del volume, con una riflessione sulla scelta di pubblicare un’opera che unisce letteratura, arte, teatro e medicina narrativa, valorizzando il libro come strumento di approfondimento culturale e occasione di confronto interdisciplinare. A coordinare gli interventi è stata Lisa Di Giovanni, che ha guidato il dialogo con l’autrice e i relatori, approfondendo il rapporto tra sofferenza, identità e rappresentazione di sé. Il confronto ha posto particolare attenzione alla figura di Frida Kahlo oltre la sua dimensione iconografica, restituendo centralità alla donna e alla sua esperienza biografica. Durante l’incontro sono stati valorizzati anche gli acquerelli realizzati da Annamaria D’Ostilio, presenti nel volume, a testimonianza del dialogo tra scrittura e arti visive che caratterizza il progetto.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla Direzione della Biblioteca regionale “Melchiorre Dèlfico” e ai suoi preziosi collaboratori per la disponibilità e il supporto organizzativo. Particolare riconoscenza al numeroso pubblico presente, che ha seguito con attenzione i diversi momenti dell’iniziativa.
La presentazione ha confermato l’interesse per un’opera che affronta il rapporto tra malattia, narrazione e identità attraverso la vicenda di una delle figure più significative dell’arte del Novecento. Con "Un pennello per ricominciare", Annamaria D’Ostilio propone una lettura della produzione artistica di Frida Kahlo nella quale la pittura diventa testimonianza autobiografica e strumento di rielaborazione dell’esperienza, offrendo una riflessione più ampia sulla capacità dell’individuo di ridefinire la propria identità di fronte agli eventi che ne modificano l’esistenza.