FOTO | Fiamma Olimpica, il saluto di Gianguido D'Alberto

"E' stato per noi motivo di orgoglio oltre che un'occasione di riflessione" afferma il Sindaco di Teramo

2026-01-03T20:36:00+01:00 - Walter Cori

FOTO | Fiamma Olimpica, il saluto di Gianguido D'Alberto

TERAMO - È con grande emozione che abbiamo appena salutato il passaggio della Fiamma Olimpica, vero e proprio ponte  tra popoli, culture e generazioni, che porta con sé un messaggio che va ben oltre lo sport. 

La Fiamma rappresenta infatti principi universali come pace, amicizia, rispetto, unità, eccellenza, lealtà, solidarietà, collaborazione. Valori che sono alla base di ogni società democratica e  di cui la nostra Costituzione è la principale espressione, e che sono propri di Teramo Città Capoluogo. Una Città che nel corso del tempo, attraverso tutta una serie di manifestazioni tra le quali Sport Sotto le Stelle - vera e propria piccola olimpiade che negli anni ha dimostrato come non esistano sport minori ma solo la grande bellezza di praticare insieme e condividere i valori dello sport -  ha sempre valorizzato le differenze, promosso il dialogo, messo al centro le persona e la sua dignità, riconosciuto l’altro come una ricchezza e non come un problema, anticipando nei fatti quel riconoscimento dello sport come valore costituzionalmente garantito arrivato nel 2023 con la modifica dell’art 33 della nostra Carta. 

Quello sport che oltre ad essere strumento di pace – e lo vediamo ogni anno con la Coppa Interamnia, in virtù della quale abbiamo ottenuto il riconoscimento di “Teramo città aperta al mondo” da parte dell’Unicef  – rappresenta anche un baluardo contro numerose forme di disagio giovanile. 

E non solo. Perché lo sport, per tanti ragazzi e ragazze, è anche occasione di rinascita e riscatto dopo momenti di difficoltà, problemi di salute, diagnosi che possono suonare come la fine di tutti i sogni. 

Per questo, accogliere a Teramo il passaggio della Fiamma Olimpica, è stato per noi motivo di orgoglio oltre che occasione di riflessione. 

La XXV edizione dei Giochi olimpici invernali arriva infatti in un periodo storico particolarmente complesso, caratterizzato da conflitti, violenze e sofferenze che, dall’orrore di Gaza e del genocidio del popolo palestinese alla morte e distruzione in Ucraina, dalla crisi umanitaria in Sudan agli scontri in Iran tra manifestanti e regime, dove la repressione delle proteste sta diventando sempre più violenta, impongono a ciascuno di noi non solo una presa di coscienza ma un impegno individuale e collettivo per la Pace.

Come ha ci ha ricordato nel suo discorso di fine anno il Presidente Mattarella, “la pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”. 

Certo è difficile parlare oggi di Pace, di fronte ad aggressioni criminali che minano alla base le fondamenta del sistema del diritto internazionale, stuprate quotidianamente da chi dovrebbe proteggerle e garantirle, come avvenuto a Gaza e come sta accadendo in queste ore in Venezuela. Vicende che hanno seguito l’aggressione russa all’Ucraina. 

Oggi più che mai deve riecheggiare la forza delle parole della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia l’uso della guerra e delle armi come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”. E oggi noi vogliamo farlo da qui, attraverso lo sport e quella Fiamma Olimpica che arriva a Teramo pochi giorni dopo la Luce di Betlemme e che insieme a quest’ultima rappresenta quella speranza che non deve mai spegnersi, quella luce che continua a brillare anche quando intorno a noi scende il buio, quella luce che continua a illuminare gli ultimi, gli oppressi, l’umanità anche nei momenti più drammatici della sua storia.

In un mondo che corre senza mai fermarsi, dove troppo i giovani si trovano schiacciati da modelli negativi che propugnano la  competizione sfrenata, la ricerca di una perfezione irraggiungibile, il successo economico come unico metro di giudizio, in cui di fronte a guerre, violenze, sembra prevalere il sentimento dell’indifferenza, noi oggi da questa piazza vogliamo fermarci a riflettere, condividere, lanciare un messaggio di speranza, con lo sport protagonista in tutte le sue forme. E lo vogliamo fare attraverso quella Fiamma che non è propagatrice di guerre incendiarie, che non accende conflitti ma che deve illuminare i cuori dei governanti affinché ascoltino la voce dei popoli. Quei popoli che non vogliono mai la guerra ma che anelano sempre alla Pace - Il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto -