FOTO e VIDEO | UniTe inaugura l’anno accademico: +24% di iscritti e boom di studenti internazionali

Cerimonia solenne all’Università di Teramo nel segno di comunità, apertura e innovazione. Crescono le immatricolazioni dopo cinque anni di calo, aumentano del 160% gli studenti stranieri e si rafforza la rete internazionale

2026-02-27T11:56:00+01:00 - La Redazione

FOTO e VIDEO | UniTe inaugura l’anno accademico: +24% di iscritti e boom di studenti internazionali

TERAMO - Università di Teramo, un'apertura di anno accademico nel segno della responsabilità, dell’internazionalizzazione e della centralità dei giovani con numeri che registrano innznaitutto un +24% di iscrizioni. 
In un’aula magna gremita, con le autorità accademiche e civili, ambasciatori provenienti da diversi Paesi e una platea di studenti, il rettore dell'Università degli Studi di Teramo Christian Corsi ha aperto il nuovo anno accademico 2025-2026 con una cerimonia solenne, densa di significato e visione. 
Nel suo intervento, il rettore ha richiamato il senso più profondo della missione universitaria: non solo trasmettere competenze professionali, ma formare cittadini consapevoli, capaci di abitare la complessità del presente e di costruire il futuro. «Dobbiamo interrogarci ogni giorno – ha sottolineato – su quale futuro stiamo proiettando i desideri e le ambizioni dei nostri giovani». Una parola antica, “felicità”, è stata indicata come bussola autentica: non appagamento effimero, ma piena realizzazione del proprio potenziale nella comunità.
L’università, è stato ribadito, non può limitarsi a formare eccellenti professionisti nei diversi ambiti disciplinari – dal diritto alla veterinaria, dalle biotecnologie all’economia – ma deve contribuire alla crescita di donne e uomini protagonisti del proprio tempo. In un’epoca segnata da trasformazioni tecnologiche rapide, dall’intelligenza artificiale al frastuono comunicativo che polarizza il dibattito pubblico, l’ateneo è chiamato a essere presidio di rigore scientifico e di pensiero critico.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’internazionalizzazione, indicata come scelta strategica e valore etico. Alla cerimonia hanno preso parte ambasciatori di Slovacchia, Germania, Libano, Lussemburgo, Brasile e Colombia, a testimonianza di una rete di relazioni sempre più ampia. Negli ultimi nove mesi l’ateneo ha siglato 19 nuovi accordi di collaborazione con università europee, africane, americane e asiatiche, entrando come primo e unico ateneo italiano nella rete di cooperazione degli atenei brasiliani.
Da maggio 2026 a giugno 2027 l'ateneo aprutino guiderà inoltre il consorzio UniAdrion, che riunisce 55 università di 10 Paesi dell’area adriatico-ionica, per un bacino complessivo di oltre un milione di studenti. Un incarico che rappresenta non solo un riconoscimento accademico, ma anche un’opportunità concreta di attrazione di investimenti e progettualità per l’intero territorio.
I numeri confermano la fase di crescita. Dopo cinque anni di flessione, le immatricolazioni registrano un incremento del 24%. Ancora più significativa la crescita degli studenti internazionali, aumentati del 160% rispetto al totale della popolazione studentesca. Un dato che il rettore ha definito «straordinario» e frutto dell’impegno condiviso di docenti e personale tecnico-amministrativo.
Tra i progetti strategici annunciati, l’assegnazione definitiva dei lavori per la Cittadella della Cultura nell’area dell’ex manicomio di Teramo e per la nuova piastra del dipartimento di Medicina veterinaria. L’ateneo, in qualità di stazione appaltante, gestisce interventi per oltre 52 milioni di euro, confermandosi motore di sviluppo non solo accademico ma anche territoriale.
Non è mancato un richiamo alla storia e all’identità di Teramo, città di accoglienza sin dall’antica Interamnia, crocevia di culture tra i due fiumi. Un’eredità di apertura che oggi si rinnova nell’accoglienza di studenti provenienti da ogni parte del mondo, compresi giovani rifugiati e provenienti da aree di conflitto.
L’università pubblica è stata definita «il più potente motore di equità sociale» a disposizione della democrazia. Garantire accesso alla conoscenza significa offrire opportunità di mobilità sociale, permettere ai talenti di emergere indipendentemente dalle condizioni di partenza e contrastare disuguaglianze economiche e culturali.
In conclusione, tre le parole chiave affidate alla comunità accademica: comunità, apertura, innovazione. Comunità come spazio di confronto umano non replicabile da algoritmi; apertura come rifiuto di ogni chiusura identitaria in un tempo di crisi geopolitiche; innovazione come capacità di mettere in discussione modelli consolidati per generare crescita.
«Non dobbiamo avere paura del cambiamento – è stato il messaggio finale – perché ogni innovazione nasce dal coraggio di ripensare ciò che è stato costruito prima». Con questo auspicio, l’Università di Teramo ha dato ufficialmente il via al nuovo anno accademico, nel segno di una visione che guarda lontano, ma con radici profonde nel territorio.

INAUGURAZIONE ANNO ACCAMICO