FOTO e VIDEO | Post-gara, Di Antonio: "Rispetto per gli sconfitti, bravo Cappellacci"

La finale contro il Grassina aprirebbe la porte alla Serie D: il gol di Dal Cason una giocata da Re

- La Redazione

FOTO e VIDEO | Post-gara, Di Antonio: "Rispetto per gli sconfitti, bravo Cappellacci"

di Stefano Vecellio

TERAMO - Ventitré risultati utili consecutivi, sei mesi d’imbattibilità, duecentoventisette minuti di porta inviolata, 12 gare con almeno un gol segnato: questi i numeri dell’Ars et Labor Ferrara, la vecchia Spal per i nostalgici, prima di incontrare sul proprio cammino la Santegidiese. Cifre che facevano presagire un’impresa quasi impossibile, eppure come nel celebre claim dello spot dell’amaro nazionalpopolare per eccellenza, l’undici vibratiano è riuscito a “portare in salvo” vittoria e pass per la finale nei playoff nazionali.

La sola cosa amara di un assolato pomeriggio di inizio estate è stata la trasferta dei supporters estensi, che dopo più di 300 chilometri forse avrebbero meritato di godersi uno spettacolo diverso rispetto a quello offerto dai propri beniamini. Sin dal fischio d’inizio invece al Fadini si è vista una sola una squadra in campo e stavolta non ci sono stati né fuorigioco dubbi né cartellini rossi affrettati che abbiano tenuto al gioco e alla superiorità tecnica e territoriale espressa dagli uomini di Cappellacci.

Una partita perfetta, sbloccata dall’eurogol di Dal Cason nel primo tempo e con tante altre occasioni non sfruttate nel corso dei 90 minuti. L’intuizione di un Massetti “tutto fare”, da esterno a tutta fascia a incursore sulla trequarti, si è rivelata l’arma in più della partita, insieme alla prestazione sontuosa del trio difensivo Scognamiglio, Pastore e Pastafilia, che ha costruito un muro invalicabile per Piccioni e compagni. Neanche la mossa dell’ex Carbonaro, messo in campo nella seconda frazione da Parlato per ravvivare lo spento attacco ferrarese, ha cambiato le carte in tavola: anche in Abruzzo ha vinto la regola del “corto muso”, nato proprio nella sala stampa del Paolo Mazza e per contrappasso dantesco diventato sortilegio per gli spallini, che in due settimane hanno dovuto aggiornare drasticamente le proprie statistiche. Ad un anno dal fallimento, Ferrara respirerà l’Eccellenza anche nella prossima stagione. Cappellacci, invece, ha estratto ancora dal cilindro il suo coniglio, ma ora dovrà trasformare la magia in realtà: domenica ci sarà infatti l’andata della finale nazionale contro i fiorentini del Grassina, freschi di poker calato nel 4-1 contro i laziali dei Monti Prenestini. Oggi pomeriggio, alle 15, si saprà ufficialmente la location del primo round. Poi per la Sant mancherà solo l’ultimo capitolo per trasformare un sogno in una favola a lieto fine. 

Le interviste post partita a Giuseppe Di Antonio, direttore generale Santegidiese e a Carmine Parlato, tecnico dell’Ars et Labor Ferrara.