FOTO e VIDEO | Gli sguardi che proteggono, presentato il Calendario dei Carabinieri

Focus del Comandante di Teramo sulla piaga dei furti in casa e sulle truffe agli anziani ancora difficili da sconfiggere

- La Redazione

FOTO e VIDEO | Gli sguardi che proteggono, presentato il Calendario dei Carabinieri

TERAMO - Presentato il Calendario 2027 dell’Arma dei Carabinieri che quest'anno racconta, attraverso la fotografia, il volto umano di un’Istituzione da sempre al servizio della collettività. Il tema scelto per la nuova edizione è "Gli sguardi che proteggono": volti e occhi che esprimono fedeltà, lealtà, senso del dovere e disponibilità all’ascolto dei cittadini. A illustrarne il significato è il comandante provinciale dei Carabinieri di Teramo, il colonnello Massimo Corradetti, che sottolinea la scelta di mettere al centro gli sguardi dei militari, anziché le tradizionali tavole artistiche. L’occasione è anche un momento per tracciare un bilancio dell’attività svolta sul territorio provinciale nell’ultimo anno. Un periodo impegnativo, segnato dalle richieste di sicurezza dei cittadini e dall’attenzione ai fenomeni di microcriminalità, tra risse, aggressioni, rapine e traffico di stupefacenti. Particolare impegno è stato rivolto anche al contrasto della violenza minorile, spesso legata a situazioni di disagio, e soprattutto alla prevenzione delle truffe ai danni degli anziani, che resta una delle priorità dell’Arma sul territorio.

I princìpi fondanti dell'Arma dei Carabinieri mantengono intatta la loro validità operativa. Fedeltà, responsabilità, coraggio, dedizione e spirito di servizio definiscono l'azione dei militari da oltre due secoli. Questi elementi consolidano l’Istituzione come punto di riferimento stabile per la collettività, affiancando i compiti strettamente legati all'ordine pubblico.  Da questa base scaturisce il tema della comunicazione istituzionale per il 2027: Gli sguardi che proteggono. L'attenzione visiva costituisce il primo livello di intervento. Per un Carabiniere, osservare coincide con l’analisi delle necessità e l’assunzione di responsabilità verso i cittadini. Il sistema di tutela si fonda sulla prevenzione strutturata. Richiede un pattugliamento continuo, l’identificazione tempestiva delle criticità e una conoscenza esatta delle dinamiche di quartiere.  Questo monitoraggio sistematico consente alla cittadinanza di condurre le proprie attività in condizioni di normalità e sicurezza. Il tema scelto per il 2027 orienterà l’intera produzione comunicativa dell'anno.

CALENDARIO – SCELTA FOTOGRAFICA

Questa visione trova oggi una espressione significativa nel Calendario Storico 2027, un oggetto che da decenni entra nelle case e nei luoghi della vita quotidiana degli italiani e che diventa il primo capitolo di una narrazione più ampia.  Il nostro calendario è un appuntamento che si rinnova nel tempo, una testimonianza della storia dell’Istituzione e al tempo stesso uno specchio del legame profondo che unisce i Carabinieri alla società italiana. Nel corso degli anni questo legame è stato raccontato attraverso linguaggi artistici diversi, capaci di interpretare i valori dell'arma con sensibilità e profondità.  Per il 2027 abbiamo scelto di affidarci alla fotografia per raccontare gli sguardi che proteggono, non come rinuncia alla dimensione artistica, ma come una diversa interpretazione della sua vocazione narrativa. Viviamo in un tempo complesso, attraversato da trasformazioni rapide e profonde, in cui il bisogno di sicurezza si accompagna sempre più spesso al bisogno di riferimenti riconoscibili e presenze affidabili. Non si tratta di rappresentare una società dominata dalla paura, ma di raccontare il valore della fiducia che nasce dalla consapevolezza che qualcuno è presente, ascolta, osserva, comprende e si assume la responsabilità di intervenire.  La fotografia permette di dare forma a questa presenza attraverso un linguaggio diretto, capace di rendere visibile ciò che spesso rimane silenzioso: un volto, uno sguardo, un gesto o un incontro possono raccontare l'attenzione, la disponibilità e il senso di responsabilità più di quanto non faccia la rappresentazione di un momento straordinario. È proprio questa quotidianità a rappresentare il cuore del nuovo calendario, una scelta che riduce la distanza tra il valore rappresentato e la sua manifestazione concreta. Per raccontare gli sguardi che proteggono abbiamo scelto uno strumento che dello sguardo fa la propria essenza, la fotografia, capace di fermare un istante e trasformarlo in una storia e in un sentimento di fiducia. Questa aderenza alla realtà visiva risponde anche a una precisa necessità di reclutamento. Ci rivolgiamo ai giovani che stanno valutando la carriera nell'Arma: chi sceglie di arruolarsi deve avere chiara la concretezza fisica del servizio.

MESE PER MESE: LE TAVOLE E I TESTI DEL CALENDARIO

Le prefazioni – La memoria e l'identità dell'Istituzione

Il Calendario Storico 2027 si apre con due contributi che offrono chiavi di lettura complementari della storia e dell'identità dell'Arma. La prefazione del giornalista Aldo Cazzullo ripercorre alcuni dei momenti più significativi dell'ultimo mezzo secolo di storia italiana, soffermandosi sul contributo dei Carabinieri nella lotta al terrorismo e alla criminalità mafiosa. Attraverso il ricordo dei caduti, delle vittime degli anni di piombo e di figure simbolo come il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il testo restituisce il valore del sacrificio e della determinazione con cui l’Arma ha difeso lo Stato e le sue istituzioni democratiche. Il riferimento alle missioni internazionali e ai caduti di Nassiriya amplia la riflessione alla dimensione universale del servizio, fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla tutela della dignità umana. La prefazione del Comandante Generale dell'Arma, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo, introduce invece il tema portante dell'edizione 2027: «Gli sguardi che proteggono». Una narrazione corale che mette al centro le donne e gli uomini dell'Arma e le diverse modalità attraverso cui ciascuna specialità contribuisce alla sicurezza della collettività. Le fotografie di Franco Cappellari restituiscono la dimensione umana e professionale dei reparti, valorizzando la capacità di coniugare competenza, sensibilità e spirito di servizio. Il racconto si sviluppa attraverso i contributi dei giornalisti Bruno Vespa e Ferruccio de Bortoli, che accompagnano il lettore alla scoperta delle molteplici articolazioni operative dell'Istituzione. Ne emerge una concezione della sicurezza che supera la sola tutela dell'ordine pubblico e comprende la salvaguardia del territorio, del lavoro, del patrimonio culturale e dell'identità nazionale.

Gennaio – I motociclisti: la velocità al servizio della sicurezza

La prima tavola è dedicata ai motociclisti del Nucleo Radiomobile, la cui attività rappresenta una componente essenziale del controllo del territorio. Il racconto di Bruno Vespa evidenzia l'agilità e la rapidità d'intervento delle pattuglie su due ruote, impiegate nei servizi di prevenzione, nel contrasto alla criminalità e nelle scorte alle autorità. La velocità, tuttavia, non prescinde mai dalla precisione e dal rispetto delle regole: richiede padronanza del mezzo, resistenza e capacità di affrontare gli imprevisti con lucidità. Lo sguardo del motociclista diventa così espressione di attenzione costante e controllo, anche nelle situazioni di maggiore complessità.

Febbraio – L'Organizzazione Territoriale: una presenza costante e rassicurante

La seconda tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, valorizza il ruolo dei reparti dell'Organizzazione Territoriale, presidio quotidiano di sicurezza e riferimento per le comunità. L'attività delle pattuglie si caratterizza per una presenza discreta, capace di garantire normalità attraverso il controllo del territorio e il dialogo con i cittadini, intervenendo con tempestività quando necessario. Il racconto richiama anche la storia delle «gazzelle», simbolo dei Nuclei Radiomobili, sottolineando come la presenza dell'Arma sia parte integrante della vita quotidiana del Paese. La sicurezza si manifesta anche attraverso ciò che non accade, grazie a un'attività preventiva continua e spesso silenziosa.

Marzo – Il Servizio Navale: la tutela della sicurezza e dell'ambiente in mare

La terza tavola, ancora a firma di Ferruccio de Bortoli, porta l'attenzione sul contributo dell'Arma alla sicurezza degli spazi marittimi. Il Servizio Navale, attraverso le proprie unità e il personale specializzato, assicura una presenza costante lungo le coste e nelle acque nazionali, contribuendo alla tutela della legalità e dell'ambiente. Il testo ripercorre le origini dei primi Nuclei, costituiti nel 1953 a Genova e Napoli, e ricorda alcuni interventi significativi, dalle emergenze alluvionali al recupero di importanti reperti archeologici. Tra questi, il rinvenimento dei Bronzi di Riace, riportati alla luce nel 1972 dai sommozzatori del Nucleo di Messina. Una testimonianza della professionalità e della competenza con cui l'Arma opera anche in un contesto complesso come quello marittimo.

Aprile – Il Gruppo di Intervento Speciale: la risposta alle emergenze più complesse

La quarta tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata al Gruppo di Intervento Speciale (GIS), unità d'élite istituita nel 1978 durante l'emergenza terroristica. Il racconto ne ripercorre l'evoluzione e la duplice natura di reparto speciale dell'Arma e Forza Speciale, impegnato in attività antiterrorismo, liberazione di ostaggi e operazioni ad alto rischio, anche in ambito internazionale. L'addestramento particolarmente selettivo e la pluralità delle competenze richieste ai suoi componenti testimoniano il livello di preparazione necessario per affrontare scenari operativi estremamente delicati. Il GIS rappresenta una capacità d'intervento altamente specializzata, che opera con riservatezza e determinazione, anche quando la sua presenza rimane lontana dai riflettori.

Maggio – La prontezza operativa: intervenire con lucidità e senso del dovere

La quinta tavola, a firma di Ferruccio de Bortoli, approfondisce il valore della prontezza operativa, richiamando il rapporto tra esperienza investigativa e narrazione letteraria. Attraverso il riferimento ai «Racconti del Maresciallo» di Mario Soldati, il testo evidenzia come la figura del Carabiniere sia entrata anche nell'immaginario culturale italiano. La capacità di intervenire non appartiene esclusivamente al servizio in uniforme: numerosi sono gli episodi in cui militari fuori servizio hanno contribuito a sventare reati e situazioni di pericolo. Il racconto sottolinea come la tempestività debba sempre accompagnarsi alla lucidità di analisi e alla consapevolezza delle conseguenze di ogni azione, qualità che caratterizzano l'attività di polizia giudiziaria.

Giugno – I Corazzieri: la solennità al servizio delle Istituzioni

La sesta tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata al Reggimento Corazzieri, custode della sicurezza del Presidente della Repubblica e simbolo della continuità delle istituzioni nazionali. Il contributo ripercorre le origini storiche del servizio di protezione del Capo dello Stato e descrive le caratteristiche che contraddistinguono questo reparto: preparazione fisica, riservatezza, spirito di sacrificio e rigorosa disciplina. L'uniforme di rappresentanza, la corazza e l'elmo costituiscono elementi di una tradizione che si accompagna a competenze operative e specialistiche. La compostezza e l'imperturbabilità dei Corazzieri esprimono, attraverso un gesto e una postura, il rispetto e la dignità delle istituzioni che sono chiamati a proteggere.

Luglio – Le Unità Cinofile: una collaborazione fondata sulla fiducia

La settima tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, racconta il contributo delle Unità Cinofile dell'Arma, nelle quali il rapporto tra il militare e il cane costituisce un elemento fondamentale dell'attività operativa. Il testo richiama la storia del servizio cinofilo, avviato nel 1956, e descrive le molteplici attività svolte dagli animali: dalla ricerca di sostanze stupefacenti all'individuazione di persone scomparse, fino agli interventi in occasione di terremoti, alluvioni e valanghe. La preparazione e l'affiatamento tra conduttore e cane rappresentano un valore aggiunto nelle attività di prevenzione e soccorso. Una collaborazione che trova nella fiducia reciproca e nella dedizione quotidiana la propria forza.

Agosto – Il Servizio Aereo: uno sguardo che anticipa il pericolo

L'ottava tavola, a firma di Bruno Vespa, è dedicata ai Carabinieri del Servizio Aereo e alla capacità di osservare e intervenire dall'alto. L'impiego degli elicotteri, affiancato dalle più recenti tecnologie e dai droni, consente di supportare le pattuglie sul territorio, collaborare con i reparti specializzati e affrontare situazioni di emergenza in contesti difficilmente accessibili. Dal controllo dell'ordine pubblico alla prevenzione dei reati ambientali, fino alle operazioni di soccorso in montagna e in mare, la componente aerea rappresenta uno strumento determinante per anticipare i rischi e individuare tempestivamente le criticità. Una prospettiva privilegiata che amplia le capacità di intervento dell'Arma e rafforza la tutela della collettività.

Settembre – I Carabinieri Forestali e la tutela dell’ambiente La nona tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, pone al centro l'impegno dei Carabinieri Forestali nella protezione dell'ambiente e nella tutela del patrimonio naturale nazionale. Il racconto evidenzia le attività di prevenzione degli incendi, contrasto all'inquinamento, salvaguardia della biodiversità e gestione sostenibile del patrimonio boschivo. Particolare attenzione viene riservata alla cura dei boschi, alla manutenzione del territorio e alla prevenzione dei dissesti idrogeologici, sottolineando il valore di un'attività che richiede continuità e competenza. I Carabinieri Forestali rappresentano un presidio essenziale anche nelle aree interne del Paese, dove la presenza dello Stato contribuisce alla tutela del territorio e al contrasto dei fenomeni di abbandono.

Ottobre – Specialità a tutela della legalità: scienza, lavoro e patrimonio culturale

La decima tavola, a firma di Bruno Vespa, riunisce tre ambiti specialistici dell'Arma: il Reparto Investigazioni Scientifiche, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Attraverso competenze differenti, questi reparti concorrono alla difesa della legalità e alla protezione di interessi fondamentali per la collettività. Il RIS trasforma le tracce in elementi probatori attraverso metodologie scientifiche e tecnologie avanzate; i Carabinieri per la Tutela del Lavoro contrastano lo sfruttamento, le irregolarità e le violazioni delle norme sulla sicurezza, salvaguardando la dignità dei lavoratori; il Comando Tutela Patrimonio Culturale protegge i beni artistici e archeologici, contrastandone il traffico illecito anche attraverso strumenti tecnologici e sistemi di analisi delle immagini. La tavola restituisce così una visione articolata della sicurezza, che comprende la tutela delle persone, dei diritti e della memoria culturale del Paese.

Novembre – I Carabinieri a Cavallo: una tradizione che attraversa la storia

L'undicesima tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, ripercorre il legame storico tra l'Arma e il cavallo, elemento che accompagna l'Istituzione sin dalle sue origini. Il Reggimento Carabinieri a Cavallo rappresenta oggi una realtà di eccellenza, impegnata nei servizi di rappresentanza, nelle cerimonie istituzionali e nelle attività di vigilanza e controllo del territorio. Il racconto richiama la celebre carica di Pastrengo del 30 aprile 1848, episodio emblematico del valore e del coraggio dei Carabinieri. La cura degli animali, la preparazione equestre e la continuità delle tradizioni testimoniano una dimensione dell'identità dell'Arma che unisce storia, professionalità e servizio. Una presenza che conserva intatto il proprio significato simbolico e operativo.

Dicembre – I Comandanti di Stazione: il volto dell'Arma vicino ai cittadini

L'ultima tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata ai Comandanti di Stazione, figure centrali dell'Organizzazione Territoriale e punto di riferimento per le comunità locali. Il racconto evidenzia il valore della presenza capillare dell'Arma, con oltre 4.500 Stazioni distribuite sull'intero territorio nazionale, dai piccoli centri alle grandi città. Il Comandante di Stazione rappresenta un interlocutore quotidiano per i cittadini, grazie alla conoscenza del territorio, alla capacità di ascolto e alla vicinanza alle esigenze della popolazione. Il suo ruolo si estende dalla prevenzione dei reati alla gestione delle emergenze, dalla collaborazione con le istituzioni locali alla rassicurazione sociale. La tavola conclude il percorso del Calendario valorizzando una figura che incarna concretamente i principi di fedeltà, responsabilità e spirito di servizio. Un impegno che prosegue anche dopo il servizio attivo, attraverso l'attività dell'Associazione Nazionale Carabinieri e il contributo dei suoi appartenenti al volontariato e alla protezione civile.

ASCOLTA MASSIMO CORRADETTI