FOTO e VIDEO | DNA come mattoncini LEGO per la medicina del futuro
Marco Di Antonio torna nella sua ex scuola a Teramo per parlare di biotecnologie e ricerca scientifica agli studenti dell'Alessandrini-Marino
- La Redazione
TERAMO - Dal laboratorio di chimica della scuola frequentata da ragazzo ai progetti di ricerca di uno dei più importanti atenei scientifici internazionali. Il percorso di Marco Di Antonio, professore associato all’Imperial College di Londra, è tornato al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina all’Istituto “Alessandrini-Marino” di Teramo, dove il ricercatore ha incontrato gli studenti per raccontare le nuove frontiere delle biotecnologie.
Al centro dell'appuntamento, ospitato nell'auditorium dell'istituto, il tema “DNA o LEGO? Come costruire materiali funzionali utilizzando piccoli mattoncini di DNA”. Un viaggio nel mondo molecolare per comprendere come le sequenze del DNA possano essere utilizzate per realizzare strutture innovative, con potenziali applicazioni nella medicina e nello sviluppo di materiali intelligenti.
All'incontro erano presenti:
Monia Isolani - delegata della dirigente dell'USP di Teramo, Clara Moschella
Giuseppe Marziani - vicepresidente della Provincia di Teramo
Maresciallo Maggiore Pasquale Grasso - comandante della Stazione dei Carabinieri di Teramo (delegato del Comandante provinciale, Col. Massimo Corradetti)
Presente anche la prof.ssa Graziella D'Ambrosio di Pescara, docente di Chimica del Dott. Di Antonio all'Istituto "Alessandrini" di Teramo.
Per Di Antonio si è trattato di un ritorno in un luogo particolarmente significativo della propria formazione. Originario di Teramo, si è diplomato proprio all’Alessandrini nell’indirizzo Chimica, prima di proseguire gli studi universitari a Pavia, conseguire il dottorato a Padova e svolgere attività di ricerca all’Università di Cambridge. Nel 2018 ha fondato il proprio gruppo di ricerca all’Imperial College, dove oggi lavora a progetti di rilievo internazionale.
La sua attività scientifica comprende studi sulle strutture del DNA e dell’RNA e sul loro ruolo in alcune patologie complesse. Tra i filoni di ricerca figurano i G-quadruplex, strutture molecolari studiate per comprendere i meccanismi della resistenza alla chemioterapia nel tumore ovarico e possibili processi coinvolti nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
L'incontro ha rappresentato un'occasione per avvicinare le nuove generazioni alla ricerca, mostrando come le conoscenze acquisite sui banchi di scuola possano diventare il punto di partenza per affrontare questioni scientifiche di portata internazionale. Un legame tra formazione tecnica e ricerca d'eccellenza che, nel caso di Di Antonio, si rinnova proprio nell'istituto in cui tutto ha avuto inizio.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività formative della scuola, ha coinvolto gli indirizzi Chimica e Odontotecnico ed è stata trasmessa anche in diretta streaming sul canale YouTube dell’istituto. - Fabio Chiodi -
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