FOTO e VIDEO | Case di riposo, i sindacati incalzano: alla Regione non interessano lavoratori e ospiti

Dai lavoratori in sciopero un solo grido: "la nostra situazione e quella degli ospiti non interessa a nessuno". Solo il Comune di Teramo ha risposto all'appello

- La Redazione

FOTO e VIDEO | Case di riposo, i sindacati incalzano: alla Regione non interessano lavoratori e ospiti

TERAMO - Hanno risposto all'appello dei sindacati e partecipato allo sciopero proclamato per la giornata di oggi, i lavoratori delle cooperative Sanitalia e Assistenza 2000 che forniscono i servizi nelle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto, gestite dall'Asp 1 di Teramo. Lo sciopero, chiariscono FP CGIL Teramo, FISASCAT CISL Abruzzo Molise, UIL FPL Teramo, UGL Salute Teramo e NURSIND Teramo, si è reso inevitabile per la oramai nota situazione del mancato pagamento delle retribuzioni e dell'esito negativo del confronto istituzionale attivato presso la Prefettura di Teramo.

E sotto il palazzo del Governo, in viale Mazzini, il lavoratori si sono ritrovati questa mattina in presidio con i referenti sindacali di categoria e, unica rappresentante istituzionale, con l'assessora del Comune di Teramo Stefania Di Padova. E l'assenza della politica e, soprattutto, della Regione che, invitata, non ha risposto all'appello, è stata stigmatizzata dai sindacati: "se si pensa che si attende da tre anni la liquidazione del contributo Covid di 800.000 euro, si capisce qual è l'attenzione della Regione nei confronti delle Asp abruzzesi e, in particolare, dell'Asp1 di Teramo", ha dichiarato Massimiliano Bravo della UIL FPL Teramo, nel corso del suo intervento. "E' la sintesi del fatto che la situazione dei lavoratori e degli ospiti delle case di riposo non interessa a nessuno", ha sottolineato Mauro Pettinaro della FP CGIL Teramo.

Sul tavolo, si ricorda, c'è il pagamento a singhiozzo della mensilità di aprile ed il mancato pagamento dello stipendio corrente maturato, una condizione che sta determinando pesanti conseguenze economiche e sociali per le centinaia di lavoratrici e lavoratori e per le rispettive famiglie. "Una situazione non più sostenibile che si inserisce in un quadro di forte incertezza sulla continuità gestionale e finanziaria del servizio", dichiarano le organizzazioni sindacali.

Si conferma, comunque, la disponibilità al confronto qualora emergano soluzioni concrete e immediate, "ma riteniamo che, allo stato attuale, la mobilitazione rappresenti l'unico strumento per richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica su una vicenda che non può più essere rinviata", incalzano i sindacalisti.

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