FOTO | Cgil: in 300 da Teramo per la Via Maestra a Roma
La Cgil Teramo ha partecipato alla manifestazione nazionale in corteo fino a Piazza del Popolo
- La Redazione
TERAMO - Eravamo più di 100 mila in piazza per la manifestazione nazionale della CGIL. Dalla provincia di Teramo siamo partiti in tantissimi per raggiungere Roma. Quasi 300 persone! Da Piazza della Repubblica abbiamo camminato insieme in corteo fino a Piazza del Popolo, portando le richieste del Paese reale, di chi ogni giorno fa i conti con difficoltà sempre più pesanti.
Abbiamo detto stop al caro vita e al caro carburanti: in un anno la benzina è aumentata del 20% e il gasolio del 38%. La mobilità non può diventare un lusso. Abbiamo chiesto investimenti reali nella sanità pubblica, perché 5,8 milioni di persone rinunciano a curarsi per ragioni economiche o a causa delle lunghe liste d’attesa. Abbiamo rivendicato il diritto alla casa e allo studio, salari più alti e pensioni dignitose.
Ma ieri è stato anche molto di più.
È stato scegliere di esserci, dedicando tempo ed energie a una battaglia comune. È stato portare in piazza la voce di chi ogni giorno fa sacrifici per arrivare a fine mese, di chi lavora duramente e troppo spesso non vede riconosciuto il valore del proprio lavoro. Di chi rinuncia a tempo per sé e per le proprie famiglie, ma non rinuncia a lottare per un futuro più giusto.
Perché chi ogni giorno tiene in piedi questo Paese merita salari dignitosi, servizi pubblici accessibili e diritti garantiti. E merita di essere ascoltato.
Per chi lavora e resta povero. Per chi aspetta una visita, una casa, un contratto o una pensione dignitosa. Per chi non si rassegna e non accetta che le difficoltà delle persone diventino una normalità da sopportare in silenzio.
Partecipare significa non lasciare sole le persone, riconoscersi nelle difficoltà comuni e trasformarle in una battaglia collettiva.
Da #laviamaestra ripartiamo con ancora più forza. La mobilitazione continua verso lo sciopero generale del 20 novembre: porteremo queste ragioni ribadiremo nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle piazze, per coinvolgere chi ancora non c’è e dare voce a chi troppo spesso non viene ascoltato.
Continuiamo a mobilitarci per mettere al centro le ragioni del mondo del lavoro e cambiare le scelte sbagliate del Governo.