FOTO | Auto storiche e giovani ingegneri, il Circuito di Collemaggio guarda al futuro

All’Emiciclo il convegno promosso da Auto Antiche Aquilane con l’Università de L'Aquila: memoria motoristica, cultura tecnica e Formula SAE

- La Redazione

FOTO | Auto storiche e giovani ingegneri, il Circuito di Collemaggio guarda al futuro

L’AQUILA - Dalla memoria del Circuito di Collemaggio alla Formula 1 contemporanea, passando per il motorismo storico, l’ingegneria, la formazione universitaria e le nuove sfide della mobilità. È stato questo il filo conduttore del convegno “Evoluzione tecnica e cultura dell’automobile. Dal Circuito di Collemaggio alla Formula 1”, promosso da Auto Antiche Aquilane, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria industriale, dell’informazione e di economia dell’Università dell’Aquila, nella Sala Ipogea del Palazzo del Consiglio regionale d’Abruzzo.

L’iniziativa, moderata dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola, si inserisce nel percorso di valorizzazione della storia motoristica aquilana nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026, affiancando al convegno anche un’esposizione di vetture storiche e una mostra fotografica dedicata al Circuito di Collemaggio e alla tradizione automobilistica del territorio, entrambe visitibaili fino a domani, domenica 7 giugno.

Ad aprire i lavori è stato Antonio Rossi, presidente di Auto Antiche Aquilane, che ha ricordato la genesi dell’iniziativa, nata dopo il riconoscimento dell’Aquila come Capitale italiana della cultura.

Il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, riconoscendo a Rossi il merito di aver custodito nel tempo la memoria del Circuito di Collemaggio. "È importante che nell’anno della Capitale italiana della cultura si ricordi che all’Aquila si svolgeva una manifestazione automobilistica di grande valore”, ha osservato Daniele, definendo le vetture esposte “un grande regalo per la città”.

Giampaolo Arduini, per la Fondazione Carispaq, ha confermato il sostegno all’iniziativa, richiamando il ruolo degli enti culturali nella promozione di progetti capaci di valorizzare L’Aquila.

Il racconto storico del Circuito di Collemaggio è stato affidato al giornalista Massimo Rampini, che ha ripercorso il tracciato urbano della gara, con le vetture schierate nel luglio del 1950 sul viale di Collemaggio, nei pressi della Basilica, e poi lanciate tra Viale Crispi, Porta Napoli e la zona sud della città. “Quel circuito richiedeva coraggio: tra Collemaggio, Viale Crispi e Porta Napoli serviva davvero il pelo sullo stomaco”, ha spiegato. Tra gli episodi richiamati, anche la partecipazione nel 1951 di Maria Teresa De Filippis, futura prima donna in Formula 1, e quella di Anna Maria Peduzzi nel 1952.

Il convegno ha poi allargato lo sguardo alla storia industriale e tecnica del motorismo abruzzese con l’intervento di Tazio Taraschi, figlio del costruttore Berardo Taraschi. “Mio padre aveva sempre la voglia di modificare, di prendere il meglio da un oggetto e da una motocicletta rispetto a un’altra”, ha ricordato Taraschi. Dalle prime motociclette alle vetture Urania e Giaur, il percorso di Berardo Taraschi fu fatto di sperimentazione, telai tubolari, alleggerimento dei materiali e soluzioni tecniche avanzate.

Il contributo di Francesco Maurizi ha arricchito la ricostruzione del contesto storico e sportivo, mentre la parte universitaria è stata aperta da Vincenzo Stornelli, presidente del DIIIE dell’Università dell’Aquila, che ha collegato la memoria del motorismo storico alla progettazione contemporanea. Luca Di Angelo, presidente del Consiglio dei corsi di studio di Ingegneria meccanica dell’Università dell’Aquila, ha inserito il progetto Formula Sae degli studenti nel percorso più ampio dell’Ateneo, ricordando una storia iniziata nell’anno accademico 1973-1974 e segnata dalla sinergia tra ricerca, progettazione e didattica. 

Il racconto del presente e del futuro è stato affidato agli studenti di ScuderiaAQ, il team Formula SAE dell’Università dell’Aquila raccontato da Francesco D’Agnese, team leader, Licia Laudadio, direttrice finanziaria e Mattia Silvestri, direttore tecnico. 

A chiudere il percorso, Stefano Nicoli, aquilano, giornalista e osservatore della Formula 1, ha portato il racconto fino alla massima serie contemporanea, descrivendola come “laboratorio tecnologico, fenomeno mediatico globale e potente strumento di comunicazione”.

Dal Circuito di Collemaggio alla Formula 1, il convegno ha così composto un racconto unitario: la storia dell’automobile come cultura, tecnica, memoria, industria, formazione e futuro. Un percorso che ha restituito alla città una pagina importante della propria identità motoristica e, allo stesso tempo, ha mostrato come quella passione possa continuare a vivere oggi nei laboratori universitari, nei progetti degli studenti, nelle nuove tecnologie e nella capacità dell’Aquila di fare rete tra istituzioni, associazioni, ricerca e territorio.