FOTO | A L'Aquila un incontro sul tema dell'emergenza abitativa
Un confronto di sensibilizzazione dedicato al progetto "La Casa Include" con esponenti politici e istituzioni della scena sociale regionale
- La Redazione
L’AQUILA - Lunedi scorso all’Aquila, nella splendida cornice del Palazzetto dei Nobili, si è tenuto l'incontro di sensibilizzazione dedicato al progetto "La Casa Include", promosso da Uniat APS Nazionale e Uniat Abruzzo e finanziato da Ebitemp.
Un importante momento di confronto per riportare al centro del dibattito il tema della casa, dell’abitare e le possibili soluzioni alla crisi abitativa. Al convegno sono intervenuti esponenti politici, enti e istituzioni della scena sociale regionale. Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo ha ricordato che per il sindacato la garanzia di un’abitazione accessibile e inclusiva si intreccia con la dignità e la valorizzazione dell’individuo in quanto la casa è sinonimo di sicurezza individuale e stabilità sociale. E che il Piano Casa proposto dal governo non è sufficiente a garantire il diritto della casa in maniera estesa chiedendo la necessità di rivedere l’impianto normativo approvato. L'assessore alle Politiche Sociali del Comune dell'Aquila Manuela Tursini ha toccato un nodo cruciale nel dibattito sulla coesione urbana. Il contesto post-sisma dell'Aquila ha rappresentato un laboratorio unico e complesso a livello nazionale. La creazione del Progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili) e delle altre soluzioni abitative ha risposto in prima battuta a una necessità emergenziale. Tuttavia, oggi, la disponibilità diffusa di quegli alloggi ha rappresentato per L’Aquila un’ancora di salvataggio per garantire il diritto alla casa e la tenuta del tessuto sociale.
Secondo la senatrice Gabriella Di Girolamo, la sovrapposizione strutturale tra crisi abitativa e povertà energetica, rischia di amplificare l’emergenza sociale. Non riuscire a garantire il benessere termico o la copertura delle bollette non significa solo vivere nel disagio, ma innesca processi di emarginazione. In questo contesto, la critica della senatrice Di Girolamo si è focalizzata sulla scelta del Governo di ridurre i finanziamenti a strumenti storici di welfare come il Fondo nazionale per la morosità incolpevole. Il presidente dell’ATER di Pescara, Domenico Di Meo, in un cambio di prospettiva, ha scelto di mettere al centro lo sforzo straordinario compiuto dallo Stato per salvaguardare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. Grazie ai fondi del PNRR e altri fondi straordinari, molti complessi abitativi di Pescara e provincia, sono stati oggetto di interventi volti a restituire decoro, efficienza energetica e sicurezza alle famiglie residenti o sono stati messi nella disponibilità dei soggetti in graduatoria.
Il direttore Ater L’Aquila, Giancarlo Alterio, ha sottolineato che a fronte di un canone di locazione medio di 14,93 € si riscontra un’elevata morosità degli inquilini. Ciò comporta sia l’impossibilità di programmare interventi di manutenzione degli immobili, sia l’attivazione di procedure straordinarie di riscossione dei canoni che generano un elevato contenzioso. A chiudere il quadro degli interventi è stato il direttore dell'ADSU dell'Aquila, Michele Soriani, che ha rivendicato l'impegno profuso dall'ente nel garantire alloggi a prezzi accessibili ai fuori sede, evidenziando tuttavia una criticità strutturale: per soddisfare appieno l'alta domanda universitaria è ormai indispensabile ed urgente realizzare nuovi immobili. In risposta a questa emergenza abitativa si è inserita la proposta di Lino Cipollone, presidente dell'Ada Marsica (Associazione Diritti degli Anziani), che suggerisce una soluzione al contempo pragmatica e dal forte valore sociale: l'abitare condiviso intergenerazionale. L'idea è quella di offrire accoglienza e alloggio agli studenti universitari all'interno delle abitazioni degli anziani che vivono soli. Per Uniat Nazionale Aps è intervenuta la direttrice nazionale Ofelia Oliva che ha illustrato l'esperienza dell'associazione e il percorso svolto dal progetto, rappresentando l'importanza sociale delle attività a sostegno di cittadini/lavoratori. Le tante forme di fragilità emerse possono essere superate solo tessendo una solida rete di cooperazione, attivando sinergie tra i diversi soggetti: associazioni degli inquilini e sindacato, enti gestori dell'edilizia pubblica, istituzioni e amministrazioni locali, mondo universitario e rappresentati delle diverse componenti sociali. Solo questa convergenza di sguardi e competenze può trasformare le singole esperienze positive del territorio in modelli strutturali di welfare di comunità e assicurare inclusione e coesione sociale.