Forza Italia Roseto su nuovo polo liceale nell'area dell'ex Mattatoio
Rischia di rappresentare una semplice traslazione del problema
- La Redazione
ROSETO DEGLI ABRUZZI - La discussione sul futuro del Liceo Saffo non riguarda semplicemente la collocazione di Roseto ha una conformazione urbanistica che non può essere ignorata. È una città sviluppata lungo un unico asse viario, ancora priva della prevista strada pedecollinare e già oggi fortemente congestionata nelle ore di punta. L'attuale polo liceale, collocato nel centro urbano, non è più in grado di rispondere alla crescente domanda di iscrizioni e necessita quindi di una nuova struttura. Proprio questa esigenza avrebbe potuto trasformarsi in una straordinaria occasione per ripensare, con una visione moderna, non solo la scuola, ma anche l'organizzazione della mobilità cittadina. La scelta dell'Amministrazione di realizzare il nuovo polo nell'area dell'ex Mattatoio rischia invece di rappresentare una semplice traslazione del problema. Non si coglie l'opportunità di decongestionare il traffico scolastico che ogni mattina attraversa Roseto, ma lo si sposta dall'attuale collocazione a un'altra area comunque interna al tessuto urbano, trasferendo la pressione viaria dall'ingresso nord a quello sud della città. Migliaia di studenti, autobus e automobili continueranno comunque ad attraversare il centro urbano, con effetti pressoché invariati sulla circolazione, sulla sicurezza e sulla qualità della vita. Una scelta realmente strategica avrebbe dovuto cogliere questa occasione, probabilmente irripetibile per molti decenni, per delocalizzare il polo liceale in un'area facilmente raggiungibile dall'esterno, capace di intercettare i flussi provenienti dai comuni limitrofi prima del loro ingresso nel centro abitato. Sarebbe stata una decisione coerente con i più moderni criteri di pianificazione urbana e scolastica, che integrano accessibilità, sostenibilità e qualità dei servizi. Le grandi opere pubbliche non dovrebbero limitarsi a risolvere le esigenze del presente, ma anticipare quelle delle generazioni future. Quando si investono decine di milioni di euro in una nuova infrastruttura destinata a durare un secolo, non basta individuare un'area disponibile: occorre scegliere il luogo migliore per la Roseto del futuro. A questo errore di pianificazione si aggiunge un evidente errore economico. L'area dell'ex Mattatoio rappresenta uno dei patrimoni immobiliari più importanti del Comune, con un valore stimato superiore al milione di euro. Destinarla alla costruzione della nuova scuola significa rinunciare definitivamente alla possibilità di valorizzare quel bene e di destinare i proventi della sua eventuale alienazione ad altri investimenti strategici per la città. Tutto questo mentre esistono già terreni pubblici, di proprietà della Provincia, individuati da decenni proprio per lo sviluppo dell'edilizia scolastica nell'area di Voltarrosto, senza alcun costo aggiuntivo per la collettività. È una scelta che produce un doppio danno: urbanistico, perché non risolve il problema della mobilità; economico, perché priva Roseto di un patrimonio che avrebbe potuto generare nuove risorse. Ma il punto forse più importante riguarda il futuro della scuola. L'Amministrazione continua a discutere della collocazione di un edificio, mentre il dibattito nazionale ed europeo si concentra ormai su un modello completamente diverso: quello dei campus scolastici. Luoghi nei quali più istituti condividono laboratori, biblioteche, impianti sportivi, auditorium, servizi comuni, spazi per l'innovazione, la ricerca, l'internazionalizzazione e la formazione permanente. È questa la direzione verso cui si stanno orientando anche gli indirizzi del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che promuove campus e poli formativi integrati, destinando a questi modelli risorse e progettualità innovative. Ed è proprio questa la direzione che aveva già intrapreso la Provincia di Teramo. A Voltarrosto non era stato progettato semplicemente un nuovo liceo, ma un vero campus scolastico integrato, capace di mettere in rete il Liceo Saffo, l'Istituto Moretti e gli altri istituti dell'area, condividendo laboratori, impianti sportivi, servizi e spazi comuni. Un progetto già elaborato, coerente con la pianificazione provinciale, pronto per essere sviluppato e riconosciuto a livello internazionale con il prestigioso THE PLAN Award 2025, tra i più autorevoli premi mondiali di architettura e pianificazione. È questo il vero nodo della questione. Roseto dispone già di un progetto moderno, già pensato, già premiato e localizzato su terreni pubblici destinati da anni all'edilizia scolastica. Scegliere oggi una soluzione diversa significa non soltanto rinunciare a quel progetto, ma perdere una straordinaria occasione per costruire una scuola all'altezza dei prossimi cinquant'anni, decongestionare definitivamente la città e valorizzare nel contempo il patrimonio comunale. È la differenza tra amministrare l'esistente e governare con una visione strategica del futuro. È questo, in fondo, il compito della politica. Non limitarsi ad assecondare le richieste più immediate o le legittime nostalgie di una parte della cittadinanza, ma avere il coraggio di spiegare perché una scelta possa essere migliore di un'altra per il bene della comunità. Le grandi trasformazioni urbane raramente producono consenso nell'immediato; i loro benefici si misurano negli anni, talvolta nei decenni. Governare significa proprio questo: assumersi la responsabilità di decisioni che oggi possono apparire meno popolari, ma che domani renderanno la città più moderna, più vivibile e più competitiva. Una classe dirigente lungimirante non rincorre il consenso, ma costruisce una visione. Non sceglie ciò che è più semplice o più gradito nell'immediato, ma ciò che offre maggiori opportunità alle generazioni future. Roseto ha bisogno di amministratori capaci di progettare la città dei prossimi cinquant'anni, non di limitarsi a gestire quella di oggi. Perché il vero consenso di un buon amministratore non si misura nell'applauso del momento, ma nella qualità delle scelte che lascia in eredità alla propria comunità; le lungimiranti scelte degli anno ’70, in questa città, avrebbero dovuto insegnarci questo.
FORZA ITALIA Sezione di Roseto degli Abruzzi
La coordinatrice Maristella Urbini