Fortezza di Civitella, per la Cgil la sua rinascita non tutela i lavoratori
Pasquini: 13 milioni per il restauro ma assoluta incertezza sul futuro dei lavoratori che garantiscono il servizio
- La Redazione
TERAMO - La serata di ieri ha rappresentato un momento di grande rilievo per il territorio: la Fortezza di Civitella del Tronto, uno dei più importanti simboli del patrimonio storico, culturale e turistico dell'Abruzzo, è stata restituita alla comunità al termine di un significativo intervento di riqualificazione. Un percorso durato circa sei anni, sostenuto da investimenti pubblici per quasi 13 milioni di euro, che ha consentito il recupero, la tutela e la valorizzazione di uno dei beni monumentali più rappresentativi e identitari della nostra regione.
Un investimento significativo, che testimonia l'attenzione delle istituzioni nei confronti del patrimonio culturale e che la FP CGIL Teramo non può che valutare positivamente. Tuttavia, proprio l'entità delle risorse impiegate rende ancora più evidente una contraddizione che non può essere ignorata: mentre si è investito nel recupero delle mura, degli spazi e delle strutture della Fortezza, continua a mancare un quadro chiaro sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori che quotidianamente ne garantiscono l'apertura, l'accoglienza, la fruizione e la valorizzazione. Perché un bene culturale non vive soltanto grazie ai restauri. Vive grazie alle persone che ogni giorno ne consentono la piena fruizione, accolgono i visitatori, organizzano le attività, promuovono il territorio e rappresentano il primo volto del patrimonio pubblico.
L'attuale gestione dei servizi turistici e culturali è stata affidata mediante procedura negoziata senza bando, ai sensi dell'art. 187 del D.Lgs. 36/2023, con un valore economico stimato pari a 119.400,00 euro e una durata prevista di dodici mesi. Dagli atti pubblicati dal Comune di Civitella del Tronto risulta che l'aggiudicazione della procedura è intervenuta il 10 gennaio 2025. La stessa documentazione stabiliva che l'eventuale prosecuzione del servizio sarebbe stata consentita esclusivamente "per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l'individuazione di un nuovo contraente", periodo che la stazione appaltante aveva stimato in due mesi. È evidente, pertanto, che il percorso delineato dagli atti avrebbe dovuto condurre all'individuazione del nuovo concessionario entro i primi mesi del 2026.
Oggi, invece, a distanza di molti mesi dalla scadenza prevista e ben oltre il termine stimato per la conclusione della nuova procedura, permane una situazione di assoluta incertezza. Non risultano, infatti, comunicazioni sullo stato dell'affidamento definitivo, né indicazioni sulle tempistiche della nuova concessione e, soprattutto, nessuna informazione è stata fornita circa il futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori che continuano quotidianamente a garantire il servizio.
A rendere ancora più delicata la vicenda è un ulteriore elemento che emerge dalla documentazione di gara. In coerenza con quanto previsto dall'art. 11 del D.Lgs. 36/2023, la stazione appaltante aveva individuato il CCNL Federculture quale contratto collettivo di riferimento per l'esecuzione del servizio. Il Codice dei contratti pubblici consente l'applicazione di un diverso contratto collettivo soltanto a condizione che questo garantisca ai lavoratori tutele economiche e normative equivalenti rispetto a quelle assicurate dal contratto individuato dalla stazione appaltante. Non a caso, la stessa offerta tecnica recepiva espressamente tale principio, prevedendo che l'operatore economico, qualora avesse applicato un CCNL diverso dal Federculture, dichiarasse l'equivalenza delle tutele riconosciute al personale.
Ad oggi, tuttavia, al personale impiegato nel servizio non risulta applicato il CCNL Federculture, bensì altri contratti collettivi, rispetto ai quali emergono fondati dubbi circa la sussistenza dell'equivalenza delle tutele economiche e normative richiesta dall'art. 11 del D.Lgs. 36/2023 e dagli stessi atti di gara. Per tale ragione la FP CGIL Teramo ritiene necessario che venga chiarito se e con quali modalità la stazione appaltante abbia effettuato la verifica di equivalenza prevista dal Codice dei contratti pubblici, nonché quali siano stati gli esiti di tale verifica, al fine di garantire il pieno rispetto delle condizioni poste a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
La tutela del lavoro non rappresenta un elemento accessorio di una concessione pubblica, ma costituisce parte integrante della qualità del servizio, della corretta esecuzione del contratto e del buon utilizzo delle risorse pubbliche. Fa riflettere che, a fronte di circa 13 milioni di euro investiti per restituire splendore alla Fortezza, non sia stato parallelamente costruito un percorso altrettanto chiaro per garantire continuità gestionale, certezza occupazionale e piena valorizzazione delle professionalità che ogni giorno rendono concretamente fruibile questo straordinario patrimonio. La cultura non può essere valorizzata solo attraverso il recupero delle pietre. Deve essere valorizzata anche attraverso il rispetto del lavoro. Se in sei anni è stato possibile investire circa 13 milioni di euro per restituire alla Fortezza il ruolo che merita nel panorama culturale e turistico abruzzese, appare difficile comprendere come non si sia riusciti, nello stesso tempo, a programmare con la medesima attenzione il futuro di chi quel patrimonio lo custodisce, lo racconta e lo rende vivo ogni giorno.
Per queste ragioni la FP CGIL Teramo chiede che venga fatta piena chiarezza sullo stato della procedura di affidamento, sui tempi di individuazione del nuovo concessionario e sulle garanzie occupazionali del personale attualmente impiegato sul servizio. Ieri sera è stata inaugurata una Fortezza rinnovata. Oggi è il momento di restituire certezze anche alle professioniste e ai professionisti che, con il loro lavoro quotidiano, permettono a quel patrimonio di vivere davvero. Perché senza lavoratrici e lavoratori tutelati non esiste una vera valorizzazione della cultura. - Eleonora Pasquini FP CGIL TERAMO -