Fontanelle di Atri, tardano le soluzioni sulla scuola dell'infanzia

Prospettiva Atri: "Quando bisogna affrontare i problemi che le famiglie segnalano da tempo, i tempi diventano biblici"

- Walter Cori

Fontanelle di Atri, tardano le soluzioni sulla scuola dell'infanzia

ATRI - La vicenda della scuola dell’infanzia di Fontanelle ha ormai superato il piano delle semplici segnalazioni delle famiglie e pone una questione politica e amministrativa che riguarda il Comune di Atri. I genitori hanno raccontato pubblicamente le condizioni nelle quali i loro bambini trascorrono le giornate e hanno chiesto interventi, tempi certi e risposte concrete.
Il Sindaco Ferretti ha replicato due volte, immediatamente, a mezzo stampa. Ed è proprio questo contrasto a colpire: quando si tratta di rispondere pubblicamente, la reazione è rapidissima; mentre quando si tratta di affrontare i problemi che le famiglie segnalano da tempo, i tempi diventano biblici.
Avremmo preferito vedere la stessa tempestività nel convocare i genitori, andare a Fontanelle, verificare direttamente le condizioni segnalate e mettere sul tavolo soluzioni e date.
Ferretti ha scelto di nascondersi dietro i numeri: 48, 29 e 156 metri quadrati, poi circa 500 metri quadrati complessivi per 40 bambini. I numeri dicono semplicemente quanto è grande l'immobile. Dicono molto meno su come quello spazio viene vissuto ogni giorno dai bambini di tre, quattro e cinque anni.
Le famiglie hanno segnalato caldo difficile da sopportare, climatizzatori insufficienti e spazi non sempre pienamente fruibili.
Ora c’è un’occasione concreta. Il Ministero dell’Istruzione ha stanziato 20 milioni di euro per il raffrescamento e il comfort microclimatico delle scuole, con domande aperte fino alle ore 14 dell’11 settembre.
Lo stesso Ferretti ha detto che il problema delle temperature riguarda più plessi di Atri. Bene: allora si passi dalle parole ai fatti. La candidatura spetta alla dirigenza scolastica, ma Sindaco, Vicesindaco e uffici comunali si attivino subito per
verificare i plessi ammissibili e sostenere la domanda, a partire da Fontanelle. La stessa rapidità mostrata nel difendere pubblicamente l’Amministrazione venga usata adesso per trovare una soluzione.
Resta poi il nuovo asilo nido (0-3 anni). Per realizzarlo sono stati investiti 720 mila euro di fondi PNRR ed è stata demolita la precedente scuola dell’infanzia (3-6 anni), sulla quale erano stati installati da pochissimo anche nuovi infissi pagati con risorse pubbliche. Bene, il nuovo edificio è stato costruito, ma il servizio deve ancora partire.
Lo dice lo stesso Sindaco: gli arredi dovranno essere messi a disposizione dal Comune e la gestione partirà attraverso un prossimo bando. Gli arredi erano prevedibili. La gestione era prevedibile. La necessità di accompagnare i bambini dell’infanzia durante tutto il periodo transitorio era prevedibile. Arrivare alla fine
dei lavori senza poter indicare una data certa di apertura significa aver realizzato l’edificio senza aver saputo gestire la programmazione del servizio.
Ed è qui che Fontanelle incontra una questione che riguarda tutta Atri: il disavanzo e il Piano di riequilibrio.
Un Comune con conti solidi ha maggiori margini quando un finanziamento non arriva, emerge una spesa aggiuntiva o bisogna trovare rapidamente una soluzione alternativa. Atri quei margini non li ha a causa di anni di gestione della stessa maggioranza che ancora governa la città e che ha condotto l’Ente al Piano di
riequilibrio. È questo il significato concreto del disavanzo: meno capacità di gestire emergenze, meno libertà di scelta, meno possibilità di correggere rapidamente ciò che non è stato programmato fino in fondo.
Nel febbraio scorso il Comune ha presentato una candidatura da 110 mila euro per arredi didattici innovativi, che non risulta aver ottenuto il finanziamento. Oggi il Sindaco afferma che sarà il Comune a mettere a disposizione quanto necessario. Quando? Come? Il risultato del diniego dei fondi si conosce da mesi, quindi cosa hanno fatto Sindaco e Vice Sindaco fino ad oggi? I conti pubblici entrano nella vita delle persone proprio così: riducendo o aumentando la capacità di intervenire su scuole, servizi, manutenzioni e problemi quotidiani. E questa vicenda dice qualcosa anche sul modo in cui Atri viene amministrata e raccontata.
Negli stessi mesi abbiamo assistito a una comunicazione continua sulla nuova scuola media del centro cittadino, tra annunci, aggiornamenti e organizzazione di rinfreschi. A Fontanelle, invece, sono state le famiglie a dover andare sulla stampa per ottenere risposte dopo mesi di silenzio. Una grande opera può diventare il simbolo di un’Amministrazione. Una città, però, si governa tutta, soprattutto dove non ci sono inaugurazioni e riflettori.
Atri è Fontanelle, è Santa Margherita, è Casoli, è San Giacomo, è Treciminiere, sono le frazioni e tutte quelle parti del territorio che hanno diritto alla stessa attenzione.
E da Fontanelle, che esprime anche la Vicepresidente del Consiglio comunale, ci saremmo aspettati almeno una voce pubblica capace di portare dentro la maggioranza le preoccupazioni delle famiglie. Non l’abbiamo sentita.
Così come sorprende il silenzio del Vicesindaco Domenico Felicione, titolare della delega all’Istruzione e ai servizi scolastici. Da lui attendiamo risposte su Fontanelle e anche sulle difficoltà del plesso di Casoli di Atri, dove il calo delle iscrizioni e la carenza di servizi meritano un supplemento di attenzione.
Inoltre al prefato Sindaco che, conserva le deleghe ai lavori pubblici e alle infrastrutture scolastiche, chiediamo una risposta precisa: quando la comunità potrà usufruire del servizio costato 720 mila euro di soldi pubblici? La comunità di Fontanelle chiede: condizioni dignitose per i propri figli, interventi concreti, tempi certi e una prospettiva chiara per il futuro. Dopo due comunicati del Sindaco atriano conosciamo solo i metri quadrati. Adesso vogliamo conoscere le date, le soluzioni e vedere la stessa rapidità da lui utilizzata nelle repliche pubbliche quando arriva il momento di cercare risorse e risolvere i problemi. Altrimenti il rischio è molto concreto: sempre più famiglie inizieranno a guardare ai Comuni limitrofi, dove trovano servizi e politiche per  i bambini capaci di incidere realmente sulle loro scelte. È su questo che Ferretti e tutta la sua maggioranza dovrebbero interrogarsi - Prospettiva Atri -