Fondo sanitario, due terzi delle Regioni sostengono la proposta dell’Abruzzo
Marsilio al Festival delle Regioni: "Posizione unitaria sui piani di rientro, va superato l'attuale meccanismo"
- La Redazione
FIRENZE – “Due terzi delle Regioni a statuto ordinario sostengono la proposta dell’Abruzzo per una più equa ripartizione del Fondo sanitario nazionale. Il Governo non potrà non tenerne conto”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a margine della cerimonia inaugurale del Festival delle Regioni a Palazzo Vecchio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Da decenni il 98,5% del Fondo viene ripartito su base pro capite, senza considerare le difficoltà dei territori meno popolati, dove garantire i servizi sanitari richiede una rete più capillare di strutture, come nella provincia dell’Aquila”, ha aggiunto.
La discussione resta aperta. Dopo il confronto di ieri nella Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, il tema tornerà oggi all’esame dei presidenti: “Cercheremo una mediazione con le Regioni che non hanno ancora aderito alla proposta e che difendono lo status quo. Ma anche senza un’intesa, il Governo non potrà ignorare una proposta sostenuta da due terzi delle Regioni a statuto ordinario”.
Marsilio ha quindi affrontato il tema delle risorse: “La sanità è una priorità assoluta. L’incremento annunciato di 2,4 miliardi è importante, ma inflazione, farmaci ed energia continuano a pesare sui bilanci. Chiediamo al Governo ulteriori risorse per garantire il diritto alla salute”.
Infine, la questione dei piani di rientro, sulla quale le Regioni hanno raggiunto una posizione unitaria: “Le regole per entrarvi sono rigidissime, ma mancano criteri chiari per uscirne. L’Abruzzo è fuori dal commissariamento dal 2016, eppure resta vincolato al piano di rientro, nonostante bilanci da oltre dieci anni entro i limiti previsti dalla legge. Questo ci impedisce di acquistare prestazioni aggiuntive per abbattere le liste d’attesa, costringendo i cittadini a curarsi fuori regione e alimentando la mobilità sanitaria. È un meccanismo che dobbiamo superare”. (REGFLASH)