Festa dell’uva, Taglieri: "no alle leggi bandiera, risorse e regole uguali per tutti"

Il consigliere del M5S precisa il suo voto contrario in Commissione: Non contro Mosciano Sant’Angelo, ma contro il metodo di politica culturale

- La Redazione

Festa dell’uva, Taglieri: "no alle leggi bandiera, risorse e regole uguali per tutti"

L'AQUILA - "È necessario innanzitutto correggere quanto riportato da alcuni organi di informazione: il progetto di legge per il riconoscimento e la valorizzazione della Festa dell’Uva di Mosciano Sant’Angelo non è stato approvato all’unanimità in Quinta Commissione. Ho espresso voto contrario, come risulta dalla relazione ufficiale della Commissione. Un voto che non ha nulla a che vedere con il valore della Festa dell’Uva, con la sua storia o con il lavoro di associazioni, volontari e cittadini che da decenni custodiscono questa importante tradizione. Il problema è il modo in cui continuiamo a legiferare in Regione Abruzzo", dichiara il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri.

"Da troppo tempo vengono approvati progetti di legge che riconoscono, promuovono, valorizzano e celebrano eventi e manifestazioni senza mettere a disposizione concrete risorse economiche per dare seguito a quelle stesse finalità - spiega Taglieri -. Si tratta di leggi bandiera, utili solo a fare un po’ di campagna elettorale. È già accaduto in passato e continua ad accadere oggi, con norme, allegati e impegni di spesa che, in diversi casi, non hanno poi trovato i soldi necessari per essere concretamente attuati e sono rimasti sulla carta. Nel frattempo, però, chi ha presentato la legge ha potuto rivendicare un presunto risultato politico e ottenere il proprio spazio sui giornali, mentre agli organizzatori e ai territori rimane un riconoscimento che non necessariamente si traduce in un sostegno economico concreto".

Per Taglieri, "nel caso della Festa dell’Uva il paradosso è evidente: la legge parla di valorizzazione, promozione culturale e turistica, conservazione della memoria e collaborazione istituzionale, ma stabilisce contemporaneamente che non devono esserci nuove o maggiori spese per il bilancio regionale, che tutto debba essere realizzato utilizzando le risorse già disponibili e che non vengano previsti nuovi fondi, contributi o trasferimenti".

"È esattamente il metodo che contesto - sottolinea il capogruppo del M5S -. Non possiamo costruire la politica culturale regionale attraverso una successione di leggi dedicate alla singola festa, al singolo premio o alla singola manifestazione, magari sulla base della capacità di quel sindaco, comitato o associazione di trovare un consigliere regionale che se ne faccia promotore. L’Abruzzo è pieno di manifestazioni culturali, storiche e identitarie che hanno un valore enorme e meritano attenzione. Non possono esserci eventi di serie A perché hanno trovato uno sponsor politico ed eventi di serie B perché nessuno ha presentato una legge per loro. Abbiamo un Testo unico della cultura regionale che già disciplina il sistema culturale abruzzese e contempla anche la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. È lì che dobbiamo costruire una politica seria: un fondo regionale stabile e adeguatamente finanziato, una programmazione pluriennale e criteri pubblici, oggettivi e trasparenti attraverso i quali riconoscere e sostenere le manifestazioni meritevoli dell’intero Abruzzo. Chi organizza un evento deve sapere quali sono le regole, quali risorse sono disponibili e come accedervi. Non deve andare alla ricerca di un referente politico che trasformi la propria manifestazione in una legge regionale".

Poi, Taglieri aggiunge "è singolare che, mentre il Presidente Marsilio vuole modificare la legge elettorale parlando di collegio unico e di superamento delle logiche territoriali, la sua stessa maggioranza continui ad approvare provvedimenti costruiti intorno a singole realtà circoscritte. Le identità territoriali non sono il problema, come sostiene Marsilio: sono una ricchezza dell’Abruzzo e vanno preservate con serietà dalla politica regionale. Il problema nasce quando per ottenere attenzione dalla Regione un territorio deve trovare qualcuno che lo rappresenti e lo sponsorizzi politicamente nel stanze del potere. Se davvero consideriamo l’Abruzzo un’unica comunità, allora dobbiamo garantire a tutti le stesse opportunità e le stesse regole. L’Abruzzo non deve cambiare la legge elettorale, deve cambiare il modo di fare politica".

"Per questo ho votato contro e continuerò a dire no alle leggi ‘bandiera’. Non contro Mosciano Sant’Angelo, non contro la Festa dell’Uva e non contro le nostre tradizioni, che meritano invece strumenti capaci di sostenerle davvero. Ma il tempo delle leggi approvate per ottenere un titolo di giornale e poi lasciate senza gambe per camminare deve finire. Agli organizzatori e agli abruzzesi dobbiamo dare risorse, programmazione e criteri uguali per tutti. Un riconoscimento scritto su una legge, se poi non produce strumenti concreti per valorizzarlo, non basta", conclude il capogruppo M5S, Francesco Taglieri.