Fermo pesca nell'Adriatico da oggi al 29 settembre

Coldiretti: "Il provvedimento in un momento di forte preoccupazione per il comparto"

- Walter Cori

Fermo pesca nell'Adriatico da oggi al 29 settembre

TERAMO - Con l'avvio del fermo pesca da San Benedetto del Tronto a Bari, lo stop alle attività a strascico si estende di fatto a tutto l'Adriatico, dopo il blocco già scattato tra Trieste e Ancona.

Lo rende noto Coldiretti Pesca, sottolineando come il provvedimento arrivi in un momento di forte preoccupazione per il comparto, stretto tra gli effetti dei cambiamenti climatici, l'aumento dei costi energetici e le incertezze legate alla definizione del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e alla riforma della Politica comune della pesca.
Il fermo interesserà il tratto di costa da San Benedetto del Tronto a Bari dal 16 agosto fino al 29 settembre, mentre dal 1° al 30 ottobre la sospensione delle attività riguarderà anche Brindisi, San Cataldo e Otranto, oltre alle altre aree interessate lungo lo Ionio, il Tirreno e le isole.

"Nonostante il blocco temporaneo della pesca a strascico, sulle tavole non mancherà il pesce italiano – sottolinea Coldiretti Pesca – grazie alle produzioni provenienti dalla piccola pesca, dalle draghe idrauliche, dall'acquacoltura e dalle aree non ancora interessate dal fermo. Una disponibilità che contribuisce a garantire la continuità dell'offerta nazionale. L'invito ai consumatori è quello di verificare sempre l'origine del pesce al momento dell'acquisto, distinguendo il prodotto italiano da quello importato, che continua a dominare il mercato nazionale. Nel 2025 sono arrivati in Italia 1,1 miliardi di chili di pesce straniero, il livello più alto di sempre, a fronte di una produzione della flotta nazionale ferma a meno di 130 mila tonnellate, secondo l'analisi Coldiretti su dati Istat".

Per il pesce fresco è obbligatorio indicare la zona di cattura, che per il Mediterraneo è identificata dalla dicitura FAO 37, accompagnata dal numero della sottozona, mentre per il pesce allevato deve essere riportato il Paese di origine. Più difficile, invece, conoscere la provenienza del prodotto consumato al ristorante, dove queste informazioni non sono generalmente disponibili.

Un aiuto per riconoscere il vero pesce italiano arriva anche dalla stagionalità. In questo periodo sono facilmente reperibili specie come alici, sarde, sgombri, sugarelli, ricciole, cefali, triglie, gallinelle, scorfani, seppie, calamari e polpi, mentre è più difficile trovare merluzzi, naselli, sogliole e rombi di origine nazionale, con una maggiore probabilità che provengano dall'estero - Ufficio Stampa Coldiretti -