Fatti di Silvi, la nota della Sinistra Italiana
"La democrazia sia rispetto: solidarietà a chi ha subito violenza" si legge nella nota
- Walter Cori
TERAMO - I fatti avvenuti a Silvi impongono una riflessione che deve andare oltre la pur doverosa condanna di ogni forma di violenza e la sincera solidarietà nei confronti di chi l’ha subita.
Quanto accaduto richiama un problema più profondo: il progressivo svilimento delle istituzioni dopo decenni di malcostume politico. Il berlusconismo, con il suo linguaggio volutamente kitsch, sessuocentrico e omofobo, con le barzellette e le corna nelle foto internazionali, ha sdoganato un modo di vivere la politica fondato sulla continua mortificazione delle istituzioni e dello Stato e sulla tutela degli interessi di pochi, se non di pochissimi. Un modello che ha normalizzato il peggior malcostume politico e istituzionale e che si è progressivamente radicato nella società italiana.
A questo dobbiamo contrapporre una politica che torni a essere un luogo sereno, nel quale tutti possano sentirsi partecipi di un processo collettivo volto a migliorare le condizioni di tutti. Un luogo nel quale anche il confronto più duro non faccia mai venir meno il rispetto delle persone, delle istituzioni e della funzione che esse svolgono.
«La democrazia è il legittimo processo di selezione per l’accesso alle istituzioni – dichiara Ennio Chiavetta, segretario provinciale di Sinistra Italiana Teramo – e proprio per questo chi viene chiamato a rappresentarle assume una responsabilità ancora maggiore. Dobbiamo tornare a considerare la politica un servizio alla collettività e le istituzioni un patrimonio di tutti, non un luogo nel quale trasferire arroganza, interessi personali o sopraffazione. Quanto accaduto a Silvi deve spingere tutte le forze politiche a interrogarsi sul presente e, soprattutto, sul futuro della nostra società» - Ennio Chiavetta, Segretario provinciale Teramo -