Famiglia del Bosco, Ordine: c'è pregiudizio nei confronti dei giornalisti
L'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo interviene sulla vicenda della famiglia di Palmoli dopo la nota dei servizi sociali
- La Redazione
L'AQUILA - L’ Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo è costretto ad intervenire nuovamente sulla vicenda della "famiglia del bosco" di Palmoli, dopo la nota che il Servizio Sociale Professionale dell'A.D.S. n. 14 "Alto Vastese" ha inviato all’avvocato della famiglia, avvocato Pillon e alla tutrice avvocata Palladino in merito all'incontro tra i tre minori e i genitori, previsto ieri nella nuova abitazione assegnata dal Comune. L'Ordine ribadisce, senza alcuna riserva, che la tutela dei minori dalla spettacolarizzazione mediatica costituisce un principio cardine della deontologia giornalistica, sancito dalla Carta di Treviso, e che nessuna esigenza informativa può prevalere su di esso. È esattamente in applicazione di questo principio che i giornalisti presenti sul luogo si erano allontanati, come confermato dallo stesso Sindaco di Palmoli, che aveva garantito ai Servizi Sociali l'assenza della stampa proprio per non pregiudicare il buon esito dell'incontro. Non si comprende, allora, per quale motivo tale rassicurazione, proveniente dall'amministrazione comunale, non sia stata ritenuta sufficiente, al punto da incidere sulle modalità e sulla durata dell'incontro protetto. Ridurre la portata di un momento così delicato per i bambini sulla base della sola ipotesi che “l’allontanamento temporaneo dei giornalisti dall’area non poteva essere motivo sufficiente di garanzia, potendo gli stessi ravvicinarsi in prossimità dell’abitazione in ogni momento, essendo presumibilmente rimasti poco distanti", e non di un fatto concretamente accertato, rischia di trasformarsi in un pregiudizio nei confronti dell'intera categoria giornalistica, a prescindere dalla condotta realmente osservata da chi era sul posto. L'Ordine non intende in alcun modo sindacare le valutazioni tecniche dei Servizi Sociali sulla tutela dei minori, che restano di loro esclusiva competenza. Chiede tuttavia che, per gli appuntamenti futuri legati a questa e ad analoghe vicende, si costruisca un canale di interlocuzione preventiva tra Servizi Sociali, amministrazione comunale e Ordine dei giornalisti capace di conciliare la necessaria riservatezza con il diritto-dovere di cronaca su una storia che ha già assunto, suo malgrado, un rilievo di interesse pubblico nazionale e non per responsabilità della stampa.