Ex piccionaia, detriti rimossi ma i problemi restano
In una lunghissima nota le forze di opposizioni rosetane ne motivano i perché
- Walter Cori
ROSETO DEGLI ABRUZZI - La tardiva rimozione dei detriti nell’area dell’ex Piccionaia arriva, ma soltanto dopo le nostre ripetute sollecitazioni. Oggi l’amministrazione sembra voler presentare come un risultato straordinario quello che, in realtà, avrebbe dovuto essere, da quasi due mesi, un intervento già concluso: una volta effettuata la raccolta dei materiali, sarebbe stato semplicemente doveroso procedere senza indugi alla pulizia e alla messa in sicurezza dell’area.
Il problema, però, è che quella che viene raccontata come una bonifica appare, allo stato, tutt’altro che risolutiva.
Sul terreno, per altro proprietà privata, per il quale fantasiosamente si ipotizzano già usi alternativi, continuano infatti a insistere manufatti in pessime condizioni, con coperture che potrebbero verosimilmente essere costituiti anche da lastre di eternit. Se tale circostanza fosse confermata, ci troveremmo di fronte a un problema ben lontano dall’essere risolto: sarebbe opportuno che l’amministrazione chiarisse se siano ancora presenti materiali contenenti amianto, nel caso, perché non siano stati rimossi per completare seriamente la bonifica e quindi quali sarebbero le procedure previste per la loro rimozione e smaltimento.
A questo punto però emerge la principale contraddizione dell’operazione: che senso avrebbe spendere denaro pubblico per un intervento che non affronta il problema nella sua interezza?
La spesa sostenuta, peraltro non irrisoria, non può essere considerata una soluzione se lascia sostanzialmente intatto il problema più rilevante dell’area, altrimenti si rischia di trasformare un parziale intervento di bonifica in una semplice operazione di facciata, con il risultato di spendere risorse pubbliche senza arrivare alla definitiva messa in sicurezza del sito.
Da questo deriva poi un ulteriore quesito sul quale chiediamo chiarezza: a quanto ammonterà l’inevitabile importo dei lavori necessari al completamento dell’operazione?
L’affidamento iniziale risulta autorizzato sulla base di un preventivo della ditta incaricata quantificato in circa 110 mila euro e riferito a un appalto “a corpo”. In un contratto di questo tipo l’importo dei lavori è, in linea generale, determinato in misura fissa, sulla base di una quantificazione delle lavorazioni e dei volumi valutati dall’appaltatore prima dell’offerta.
Per questo motivo, le dichiarazioni del sindaco Nugnes, secondo cui per completare questi lavori saranno necessarie ulteriori risorse, meritano una spiegazione puntuale.
Se si tratta dello stesso intervento affidato originariamente, per quale ragione il Comune dovrebbe sostenere ulteriori costi rispetto ai 110 mila euro preventivati e contrattualizzati?
Se, invece, si sostiene che siano necessarie lavorazioni ulteriori rispetto a quelle originariamente affidate, allora è necessario, oltre a una loro puntuale definizione, capire perché non fossero comprese nell'intervento iniziale e quale sia il presupposto amministrativo e contrattuale che ne consentirà l'affidamento e il relativo pagamento.
C'è infine una questione ancora più generale che riguarda il futuro dell'area. Anche nell'ipotesi in cui l’Ente riuscisse ad acquisirne la disponibilità — circostanza che dovrà essere verificata sotto il profilo della concreta fattibilità — ci troveremmo davanti a un terreno agricolo, scosceso e, soprattutto, ancora bisognoso di ulteriori e costosi interventi di bonifica.
Per questo diventa difficile comprendere quale sia la reale strategia di questa maggioranza.
Prima si rimuovono i detriti solo dopo le sollecitazioni, poi si presenta questa rimozione come una bonifica definitiva e risolutiva per un problema vecchio di decenni, per concludere prospettando la necessità di ulteriori risorse mentre nel frattempo sull'area rimangono le criticità più importanti.
La domanda è semplice: qual è il progetto complessivo per l’area dell’ex piccionaia? Se l'obiettivo era veramente risolvere il problema, perché l'intervento è parziale?
Qualora invece si fosse inteso procedere per successive operazioni, allora sarebbe stato corretto dichiarare fin dall'inizio l’ammontare del costo complessivo per la collettività, quali interventi e con quali obiettivi finali.
E proprio per tutto questo i fatti hanno dimostrato che le accuse di allarmismo e strumentalizzazione rivolte dal sindaco Nugnes all’opposizione sono del tutto infondate. L'opposizione ha il dovere di verificare, porre interrogativi e chiedere conto delle scelte compiute, soprattutto quando inducono più di una perplessità e, se i dubbi espressi sull’intero intervento fossero fondati, dovrebbe essere la stessa amministrazione, nell’interesse dei cittadini e della trasparenza del proprio operato, a voler fornire rapidamente tutte le risposte.
Non può diventare una consuetudine quella di bollare ogni critica, ogni richiesta di chiarimento e ogni sollecitazione dell’opposizione come una mossa tattica volta a screditare la maggioranza.
Abbiamo il dovere di vigilare sull’operato dell’amministrazione: questo dobbiamo ai cittadini di Roseto e continueremo a farlo ogni qual volta lo riterremo opportuno.
- SiAMO Roseto
- Forza Roseto
- Noi Moderati
- Fratelli d’Italia