Ex Muzi, "Risposta gravemente insufficiente" all'interrogazione di Pezzopane

La consigliera Pd: "Manca un disegno sulle sedi comunali. Invio gli atti agli organi competenti"

- La Redazione

Ex Muzi, "Risposta gravemente insufficiente" all'interrogazione di Pezzopane

L'AQUILA - "Una risposta gravemente insufficiente, dalla quale emergono notizie gravi, seppure acquisite esclusivamente in sede tecnica". È questo il giudizio della consigliera comunale del Partito democratico Stefania Pezzopane al termine della discussione in Consiglio comunale sulla sua interrogazione relativa alla demolizione dell’ex Istituto d’Arte "Fulvio Muzi", alla sistemazione temporanea a parcheggio dell’area e alla destinazione dell’ex Catasto a sede di uffici comunali.

Pezzopane ha contestato innanzitutto l’assenza di un confronto politico sulle scelte dell’Amministrazione: "Noi poniamo con le interrogazioni dei quesiti all’Amministrazione. La risposta è stata sostanzialmente la lettura del parere dei dirigenti. Su questioni che hanno certamente rilevanza tecnica, ma che riguardano anche il valore politico delle scelte compiute dall’Amministrazione, non c’è stato alcun confronto. Nella mia esperienza politica, dalle interrogazioni parlamentari a quelle regionali, la risposta è sempre stata politica, naturalmente con il supporto tecnico. Qui questo confronto non c’è stato".

Nel merito, la consigliera ha contestato quella che considera l’assenza di una strategia complessiva per le sedi comunali: "Dalla risposta emerge, a mio giudizio, che non esiste un disegno organico sull’organizzazione degli uffici comunali. Si acquisisce l’ex Catasto e vi si collocano alcuni uffici, ma alla mia domanda su quanti dipendenti saranno effettivamente ospitati nell’immobile non è stata data risposta".

La documentazione degli uffici precisa che l’ex Catasto è stato acquisito attraverso una permuta deliberata dal Consiglio comunale nel 2024, attribuendo all’immobile un valore di 5.228.825,17 euro, a fronte della cessione di 12 abitazioni equivalenti. Pezzopane ha chiesto chiarimenti anche sulla prospettiva delle sedi comunali e sulle risorse originariamente previste per la sede unica nell’area dell’ex Autoparco. "Non avete chiarito quale sia oggi il progetto sulle sedi comunali, come intendete utilizzare le risorse che erano state individuate per la sede unica e quale sia la prospettiva complessiva. Non state realizzando la sede unica e non vedo neppure un piano organico per una sede comunale diffusa nel centro storico", afferma.

Sul Muzi, la risposta degli uffici precisa che la demolizione non comporta l’abbandono del progetto di ricostruzione del polo culturale, che resta inserito nella programmazione della ricostruzione pubblica per un importo complessivo di 24,786 milioni di euro. La demolizione rappresenta una prima fase dell’intervento. Viene inoltre chiarito che non è stata approvata alcuna variante urbanistica per trasformare permanentemente l’area in parcheggio. "Mi dite che il parcheggio è provvisorio e che non sostituisce il polo culturale. Ma allora vorrei capire concretamente quale sia il progetto del secondo lotto - chiede la consigliera - cosa si intenda realizzare e in quali tempi. Perché oggi abbiamo la demolizione dell’edificio, abbiamo un parcheggio e ci viene detto che successivamente sorgerà il polo culturale. È una prospettiva che deve essere spiegata con chiarezza alla città".

Pezzopane ha inoltre chiesto la documentazione relativa alle condizioni dell’edificio che hanno portato alla scelta di procedere prioritariamente alla demolizione. La relazione tecnica fa riferimento al forte stato di abbandono e all’estremo degrado dell’immobile: "Voglio vedere le carte che attestano la pericolosità dell’edificio. Chi ha certificato che era pericoloso? Quali sono gli atti e le valutazioni che hanno portato a questa decisione? Voglio che questo aspetto venga chiarito documentalmente".

Infine, il tema della memoria di Fulvio Muzi. Gli uffici hanno riferito che, prima della demolizione, è stata avviata un’interlocuzione con l’Istituto "Andrea Bafile" per il recupero del materiale presente nell’edificio e che il 3 luglio 2026 sono state riconsegnate alla scuola le lettere bronzee della grande scritta sulla facciata, riproducente la firma dell’artista aquilano cui l’istituto era intitolato. "Per Fulvio Muzi avete recuperato le lettere della scritta, anche perché c’è stato un forte movimento popolare per chiedere che quella memoria venisse salvaguardata. Ma quella storia andava recuperata integralmente. Qui c’è la storia di una persona, di un artista, di un insegnante e di una parte importante della storia culturale di questa città", precisa Pezzopane.

La consigliera ha quindi ribadito la propria "totale insoddisfazione" e la "profonda amarezza" per quello che considera "un atteggiamento distruttivo nei confronti della storia di questa città e del valore delle persone e delle qualità di chi quella storia l’ha scritta".

"Alla luce di questa risposta, e sicura di avere il consenso delle colleghe e dei colleghi, invierò agli organi competenti l’interrogazione e la risposta ricevuta", ha concluso Pezzopane.