Ex Inam, Pietrucci: "Vince il buon senso"
"Attuata una nostra proposta del 2018, dopo otto anni..." aggiunge l'esponente del PD
- Walter Cori
L'AQUILA - "Accogliamo con grande soddisfazione la decisione di procedere alla demolizione dell'ex INAM per realizzare un parcheggio a servizio della città (sarebbe stato meglio un multipiano come avevamo immaginato). Si tratta di una scelta che oggi appare finalmente evidente e condivisa, ma che in realtà affonda le proprie radici in una proposta politica e amministrativa avanzata già nel 2018 e sostenuta con determinazione in questi otto anni attraverso interventi pubblici, atti amministrativi, commissioni consiliari e prese di posizione spesso controcorrente. Quando proponemmo di destinare quell'area a parcheggio, lo facemmo partendo da una valutazione semplice: quella zona della città (Via XX Settembre) soffre da anni di una forte pressione veicolare e la costruzione di un nuovo edificio direzionale avrebbe inevitabilmente aggravato una situazione già critica. Per questo contestammo la scelta dell'allora management della ASL guidato da Testa, che aveva avviato la gara di progettazione per la realizzazione di una nuova struttura amministrativa proprio nell'area dell'ex INAM (da noi individuata come parcheggio di approdo al centro storico). Ritenemmo allora, e continuiamo a ritenere oggi, che collocare nuovi uffici in quel punto avrebbe significato attrarre ulteriore traffico, sottrarre spazi utili alla sosta e rinunciare a una soluzione concreta per cittadini e agli avventori del centro storico. In quella battaglia, un ruolo importante, oltre a me che fui il promotore lo ebbero Paolo Costanzi, Vincenzo Rivera, Carla Mannetti (che fu d’accordo e lo inserì nel PUMS), e in un secondo momento il gruppo consiliare del passo possibile e dell’opposizione tutta, che sostennero pubblicamente la necessità di cambiare indirizzo e di immaginare una diversa destinazione per quell'area strategica della città. È significativo che il destino abbia voluto che sia proprio Paolo Costanzi, oggi, a firmare gli atti che concludono l’iter che concretizzerà quella nostra visione. Sappiamo bene che difficilmente qualcuno riconoscerà apertamente la paternità di questa idea. Ma la memoria dei cittadini è più forte delle convenienze del momento. In questi anni sono state numerose le iniziative pubbliche, gli incontri, le interrogazioni, le dichiarazioni e le commissioni consiliari nelle quali abbiamo sostenuto con chiarezza e forza questa proposta. Chi ha seguito la vicenda sa bene da dove è partita e da chi è stata perseguita. Questa storia dimostra che le idee giuste possono impiegare anni per affermarsi, ma alla fine trovano la loro strada. Oggi non ci interessa rivendicare una bandierina, ma sottolineare come la politica, quando sa guardare lontano e mettere al centro l'interesse generale, possa contribuire concretamente a migliorare la città. La vicenda dell'ex INAM richiama però un'altra grande questione irrisolta: la Ciclovia della Valle dell'Aterno. Anche in quel caso le idee, le risorse e il lavoro amministrativo hanno una storia precisa. I primi 7 chilometri furono realizzati grazie a una progettualità avviata anni fa; furono reperiti oltre 22 milioni di euro di finanziamenti per completare l'infrastruttura e dare vita a uno dei più importanti progetti di mobilità sostenibile e valorizzazione territoriale dell'Appennino centrale. Oggi, purtroppo, a distanza di otto anni, i lavori risultano sostanzialmente fermi. Se è giusto ricordare chi ha avuto il merito di avviare un'opera e di reperire le risorse necessarie, è altrettanto doveroso interrogarsi sulle responsabilità di chi, in questi anni, non è riuscito a trasformare quelle opportunità in cantieri e risultati concreti. L'Aquila ha bisogno di progetti che vadano oltre gli annunci. La storia dell'ex INAM dimostra che la perseveranza paga. Auspichiamo che lo stesso accada presto anche per la Ciclovia della Valle dell'Aterno, perché il territorio non può permettersi di perdere altro tempo".