Ex Convento di S. Maria dei Raccomandati, 15 milioni per il recupero
Affidati i lavori per la rifunzionalizzazione del complesso monumentale e il rilancio del Corso Stretto
- La Redazione
L’AQUILA - Il Comune dell’Aquila ha ufficialmente affidato i lavori per il recupero e la rifunzionalizzazione del complesso monumentale dell’ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati, segnando un passaggio decisivo nel percorso di ricostruzione pubblica e di rilancio del centro storico cittadino. Si tratta di un intervento di grande rilevanza, dal valore complessivo di 15.362.500 euro, di cui 11.536.812,66 destinati ai lavori, che si inserisce in una visione più ampia di rigenerazione urbana e culturale e che assume un ruolo strategico nel completamento del recupero di Corso Vittorio Emanuele II, in particolare nel tratto denominato “Corso Stretto”, contribuendo a restituire continuità, qualità e piena fruibilità a uno degli assi più rappresentativi della città.
L’intervento è il risultato di un lungo e articolato iter amministrativo e progettuale avviato nel 2016, quando l’amministrazione ha individuato il complesso tra gli immobili strategici da recuperare nell’ambito di un programma pluriennale dedicato alla valorizzazione del patrimonio monumentale e culturale. La natura vincolata dell’immobile, dichiarato Bene Culturale nel 2005 e destinato a funzione museale, ha comportato un percorso complesso, caratterizzato dal necessario coordinamento con diversi enti e autorità competenti, tra cui la Soprintendenza, la ASL, i Vigili del Fuoco e i gestori dei servizi. Dopo il rilievo del 2017, il percorso progettuale è entrato nel vivo con la gara per la progettazione bandita nel 2020 e affidata l’anno successivo. Il progetto definitivo è stato quindi approvato nel 2023 al termine della Conferenza di Servizi, mentre quello esecutivo, avviato nel gennaio 2024, è stato validato nel 2025. Nello stesso anno è stata indetta la gara a procedura aperta, che ha visto la partecipazione di 27 operatori economici e si è conclusa nel febbraio 2026 con l’individuazione dell’impresa esecutrice.
Il progetto si caratterizza per un approccio integrato che coniuga il massimo rispetto della materia storica con l’introduzione di soluzioni tecnologiche avanzate, ponendo al centro la qualità architettonica, la sicurezza, l’efficienza e la fruibilità degli spazi. Gli interventi previsti comprendono un articolato programma di opere civili e di restauro, finalizzato a conservare e valorizzare gli elementi originari del complesso, intervenendo con sostituzioni solo nei casi di degrado non recuperabile. Saranno restaurate le decorazioni in stucco e in pietra, recuperati gran parte degli infissi storici e riqualificata la corte-giardino al piano rialzato, con il ripristino della scalinata monumentale oggi sepolta e la valorizzazione delle essenze vegetali esistenti. Particolare attenzione è riservata agli interventi strutturali, che prevedono il consolidamento dell’edificio con tecniche il meno invasive possibile, al fine di preservarne le caratteristiche morfologiche e costruttive, migliorandone al contempo la sicurezza sismica. Tra le opere più significative figurano la rimozione della copertura in ferro e vetro del cortile principale e la sua sostituzione con una tensostruttura innovativa, nonché il consolidamento delle murature e delle coperture, molte delle quali risultano oggi compromesse.
Accanto al restauro e al consolidamento, il progetto prevede una completa riqualificazione impiantistica, con la realizzazione di sistemi termofluidici, elettrici e speciali di ultima generazione, orientati all’efficienza energetica, al comfort ambientale e alla sostenibilità. Saranno installati impianti di climatizzazione a pompa di calore, sistemi avanzati per il rinnovo dell’aria e il controllo della temperatura, reti idrico-sanitarie completamente rinnovate, impianti antincendio e sistemi di automazione e supervisione (BACS) in grado di ottimizzare la gestione dell’intero complesso. Sul fronte tecnologico sono previsti anche impianti di illuminazione museale regolabili, reti dati in fibra ottica, sistemi di videosorveglianza, rilevazione incendi ed evacuazione sonora.
Il recupero del complesso è strettamente legato alla sua nuova destinazione museale e culturale. Il progetto prevede infatti la realizzazione di un percorso espositivo articolato e accessibile, capace di raccontare la storia del territorio aquilano dalla preistoria all’età contemporanea, integrando contenuti scientifici, didattici e multimediali. Gli spazi ospiteranno, oltre alle sale espositive, aule didattiche – tra cui una dedicata all’archeologia sperimentale – una biblioteca, una sala lettura, una sala conferenze ricavata nella chiesa sconsacrata e ambienti per mostre temporanee. Completeranno l’offerta una caffetteria con terrazza panoramica e servizi per il pubblico, con particolare attenzione all’accessibilità universale, secondo i principi del “design for all”, per garantire la piena fruizione a tutte le categorie di utenti.
La durata prevista per l’esecuzione dei lavori è di 30 mesi e l’opera sarà cantierizzata tra circa un mese, avviando così concretamente una nuova fase operativa della ricostruzione pubblica. Al termine dei lavori la città potrà riappropriarsi di un luogo di straordinario valore storico e identitario, restituito a una funzione pubblica moderna, inclusiva e dinamica.
"Con l’affidamento dei lavori dell’ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati compiamo un passo decisivo nella ricostruzione pubblica e nella rigenerazione del centro storico - dichiarano il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e il vicesindaco Raffaele Daniele, con delega alla ricostruzione dei beni pubblici -. Si tratta di un intervento di grande valore strategico che contribuisce in maniera concreta al recupero complessivo del centro storico e ai processi di rigenerazione urbana, restituendo alla città spazi di qualità e nuove funzioni culturali. È un investimento importante sulla cultura, sulla memoria e sul futuro della città, che rafforza l’identità dell’Aquila e ne rilancia l’attrattività".