Enzo Avitabile in concerto a Sulmona

Enzo Avitabile, simbolo del cosiddetto “Neapolitan Power”, sarà protagonista domenica 29 marzo, alle ore 18, al Teatro comunale “Maria Caniglia”

- La Redazione

Enzo Avitabile in concerto a Sulmona

L'AQUILA - La grande musica d’autore approda a Sulmona (L’Aquila) con uno degli artisti più intensi e innovativi della scena italiana. Enzo Avitabile, maestro della contaminazione musicale e figura simbolo del cosiddetto “Neapolitan Power”, sarà protagonista domenica 29 marzo, alle ore 18, al Teatro comunale “Maria Caniglia” con lo spettacolo “Napoletana”. L’appuntamento è promosso dall’Associazione Culturale Musicale Nomadi Fans Club “Un Giorno Insieme”, con il patrocinio del comune di Sulmona, nell’ambito del programma di “Una colonna sonora per la vita” (per biglietti e prevendite: 389.9737620 / vbisestile@gmail.com -  biglietti acquistabili anche con Carta del Docente e Bonus cultura). Nello stesso giorno è prevista l'estrazione della lotteria di beneficenza. Obiettivo del progetto è quello di sostenere la sanità del centro Abruzzo. Fino a oggi l’associazione, attraverso i concerti promossi e con il sostegno dei tanti spettatori, è riuscita ad acquistare attrezzature per gli ospedali di Sulmona, Popoli e Castel di Sangro.

Con il suo progetto musicale dedicato alla tradizione partenopea, Enzo Avitabile porta sul palco uno spettacolo che fonde radici popolari, spiritualità e sonorità contemporanee. Non si tratta soltanto di un concerto, ma di un racconto musicale che attraversa la storia e l’anima di Napoli, tra passato e presente, tra memoria e innovazione.

Il titolo “Napoletana”, letto all’ombra del Vesuvio e associato alla grande tradizione musicale partenopea, richiama inevitabilmente alla memoria la storica antologia dei classici napoletani incisa da Roberto Murolo. Per Enzo Avitabile, tuttavia, quel titolo rappresenta qualcosa di diverso: quasi uno sfogo, una confessione artistica. Avitabile, che da sempre canta e suona in lingua napoletana, che è stato tra i protagonisti e fondatori del cosiddetto Neapolitan Power e che ha attraversato tutte le stagioni della nuova canzone partenopea, sembra voler dire proprio questo: “Napoletana” è il suo debutto. Un debutto nella forma più classica e definita della canzone napoletana, quella storica, con una propria identità forte e riconoscibile. Una forma musicale che, pur essendo vicina al suo percorso artistico, resta allo stesso tempo distante dalla world music partenopea che l’artista ha frequentato negli ultimi anni, così come dal soul e dal funky delle sue stagioni musicali precedenti.

Il risultato è un progetto acustico sorprendente e coraggioso: tradizionale e innovativo allo stesso tempo, essenziale e profondamente espressivo. Pochi strumenti accompagnano la voce di Avitabile, tra cui l’arpina, uno strumento ideato appositamente per questo lavoro. Il canto diventa libero, intenso, spirituale ma anche provocatorio: una religiosità che nasce prima di tutto dal sentimento popolare, più che dalle strutture della religione organizzata. Una sorta di preghiera laica che cerca di incontrare le persone e di ritrovare emozioni smarrite, tra una risata improvvisa e lo sguardo verso una luna nuova che non è più quella evocata dal poeta Salvatore Di Giacomo, ma che non vuole nemmeno diventare quella omologata e globale dei reality show e della musica patinata. In questo percorso musicale, brani come “Ca nu mancasse maje ‘o sole” affondano le radici nel canto primitivo di “Jesce sole”, fino ad arrivare alle profondità emotive di “Carmela”, dentro il cuore di una città descritta come “rosa, preta e stella”: bella e profumata, ma anche dura, spinosa e brillante, forse persino irraggiungibile. “Stu vico niro nun fernesce mai”, canta Avitabile con le parole del poeta Salvatore Palomba, scritte per la voce di Sergio Bruni. In queste interpretazioni l’artista scopre una nuova profondità espressiva, mettendosi per la prima volta al servizio pieno della tradizione e diventando interprete di un canto che è insieme memoria ed esorcismo.

“Ha da passà ‘a nuttata”, ricordava Eduardo De Filippo; Avitabile rilancia con “Amaro nunn’ess’ a essere maje”, accompagnando il canto con un sassofono trasformato quasi in strumento etnico. Accanto a lui, la chitarra di Umberto Leonardo costruisce arpeggi che sostengono e contrastano il ritmo ipnotico dell’arpina, realizzata per questo progetto in scala minore e memore di antiche sonorità mediterranee, dal tetracordo greco ai canti del lavoro e della fatica quotidiana di Napoli, città in cui Avitabile è nato e ha sempre vissuto senza mai abbandonarla.

“Napoletana” diventa così il disco della maturità e del coraggio artistico, un nuovo esordio dopo molte altre tappe della sua carriera: quella sinfonica, l’esperienza didattica e quella di autore impegnato nello studio delle tradizioni popolari e delle radici culturali della musica napoletana. Radici che emergono chiaramente nei richiami alla grande tradizione di Sergio Bruni, ma anche nel “Lamento dei mendicanti”, omaggio al cantastorie Matteo Salvatore, che della vita e delle sue difficoltà aveva fatto racconto e musica. Sul palco con Enzo Avitabile (voce, arpina, sax sopranino), ci saranno Gianluigi Di Fenza (chitarra), Carlo Avitabile (tamburi) e Marco Pescosolido (violoncello).