Emergenza medici di base a Roseto: le opposizioni sollecitano il tavolo istituzionale

Forte critica di Forza Italia, Lega e UDC all'amministrazione: a due settimane dalla richiesta non ci sono notizie del confronto con Asl e medici

- La Redazione

Emergenza medici di base a Roseto: le opposizioni sollecitano il tavolo istituzionale

ROSETO DEGLI ABRUZZI – Il tempo delle interlocuzioni a distanza sta per scadere, ma il quadro della sanità territoriale rosetana registra importanti e decisivi aggiornamenti rispetto alle allarmanti stime iniziali. Se da un lato l'imminente uscita dal servizio del dottor Alessandrino Bonaduce – prevista per i primi giorni di settembre – e i prossimi pensionamenti dei colleghi Franco Quaranta ed Enzo Brandimarte avevano prospettato il rischio di lasciare quasi un terzo della popolazione senza un medico di medicina generale di riferimento nel proprio territorio comunale, oggi lo scenario cambia grazie anche alla Legge n. 26/2026 che viene incontro sia ai giovani medici per l’ingresso nel mondo del lavoro che ai professionisti sulla via del pensionamento.

Un faro importante sulle soluzioni nazionali è stato acceso da tempo grazie alla sensibilità e alla visione politica di Forza Italia. A sottolinearlo è Maristella Urbini per Forza Italia: "Forza Italia è da sempre particolarmente sensibile a questo tema. Non a caso, già il 19 giugno 2025, al Teatro Comunale di Atri, abbiamo presentato come partito una proposta di legge incentrata proprio sulla riforma e sulla valorizzazione del ruolo dei medici di famiglia. L'obiettivo primario di quella proposta era rafforzare la sanità territoriale e supportare sia i giovani medici che intraprendono questo percorso sia i professionisti vicini alla pensione".

La Legge n. 26 del 25 febbraio 2026 (di derivazione dal Decreto Milleproroghe) offre risposte decisive: non si limita a consentire ai medici prossimi al riposo di prolungare volontariamente la permanenza in servizio, ma attribuisce anche ai medici già in quiescenza (purché non abbiano compiuto 72 anni) la facoltà di rientrare temporaneamente in attività per colmare le lacune assistenziali nell'attesa che i nuovi medici concludano il percorso di formazione specialistica.

Proprio sul valore dell'intervento governativo si esprime Giuseppe Bellachioma della Lega: "Inserendo nel Decreto Milleproroghe l'opportunità per i medici di base di prolungare il proprio servizio, il Governo centrale ha dimostrato concreta sensibilità verso le esigenze dei territori, mettendo in campo strumenti utili a sopperire a una gravissima carenza di camici bianchi che purtroppo ha dimensioni nazionali".

Applicando queste opportunità legislative, sul fronte locale si registrano novità rilevanti: il dottor Franco Quaranta ha aderito alla proposta della ASL, confermando la permanenza in servizio fino al 31 dicembre 2027 e garantendo un prezioso ponte temporale fino all'ingresso dei nuovi medici formati (e in corso di formazione). Per il dottor Enzo Brandimarte (in pensione dal 1° novembre) e per il dottor Alessandrino Bonaduce (con uscita prevista ai primi di settembre) la partita resta aperta: a seguito di nostre interazioni dirette presso la Regione Abruzzo con l'Assessore alla Sanità Nicoletta Verì, è emerso che il dottor Bonaduce ha ancora la facoltà di optare per la permanenza in servizio entro il 31 agosto prossimo. Se entrambi i professionisti dovessero optare per la proroga, l'allarme rientrerebbe totalmente; in caso contrario, l'emergenza immediata resterebbe confinata a circa 3.000 assistiti (situazione sempre grave).

Nonostante l'attenuazione del rischio complessivo, resta aperta e forte la critica mossa dai gruppi d'opposizione all'amministrazione comunale di Roseto Forza Italia Lega e UDC. A distanza di due settimane dalla richiesta formale, non si hanno ancora notizie sulla convocazione del tavolo di confronto con ASL e medici.

Richiama l'amministrazione sulle proprie responsabilità Dante D’Elpidio dell'UDC: "I pensionamenti dei medici di medicina generale non sono eventi improvvisi o imprevisti, ma scadenze ampiamente programmabili. Per questo motivo, l'UDC rileva la netta necessità di un intervento immediato e determinato da parte dell'amministrazione comunale: non si può attendere passivamente che i disagi ricadano sui cittadini e sulle fasce più fragili".

L'appello congiunto di Forza Italia, Lega e UDC verso il Sindaco e la Direzione Generale della ASL di Teramo rimane fermo e chiaro: convocare senza ulteriori ritardi il tavolo istituzionale e definire una road map certa e condivisa per la piena tutela del diritto alla salute della comunità rosetana.