Emergenza idrogeologica, Cavallari chiede chiarezza sul secondo incarico

Per il consigliere la Regione deve dimostrare quali attività giustifichino i 40.000 euro per l'incarico ad alta specializzazione

- La Redazione

Emergenza idrogeologica, Cavallari chiede chiarezza sul secondo incarico

TERAMO - "Ho depositato un’istanza di accesso agli atti e una richiesta di verifica preventiva per chiedere alla Regione Abruzzo di chiarire, prima del conferimento dell’incarico, l’utilizzo delle risorse dell’emergenza per il secondo professionista previsto dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile". Lo dichiara Giovanni Cavallari, Capogruppo di Abruzzo Insieme e Consigliere regionale della Regione Abruzzo.

"L’OCDPC n. 1189 del 4 maggio 2026 riguarda gli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 28 marzo 2026, hanno colpito l’Abruzzo, provocando esondazioni, allagamenti, movimenti franosi e danni alle infrastrutture e ai servizi. Tra i territori interessati c’è anche Silvi, con la grave situazione di dissesto che ha coinvolto Silvi Paese. L’articolo 17 dell’Ordinanza consente di utilizzare fino a due unità di personale dotate delle competenze necessarie alle attività emergenziali. Per una delle due unità è già stato individuato un professionista con profilo di ingegnere e competenze idrauliche. Ora l’Agenzia ha previsto un secondo incarico, con un compenso di 40 mila euro lordi annui, finanziato nell’ambito delle risorse dell’emergenza. Ed è proprio su questo incarico che chiediamo chiarezza.

Il profilo ricercato attribuisce particolare rilievo alle esperienze nella prevenzione e nella lotta agli incendi boschivi, nell’ambito delle attività AIB. Nulla da dire sull’importanza della prevenzione e della lotta agli incendi. La domanda è però molto concreta: perché, nell’ambito di un’emergenza nata da eccezionali eventi meteorologici con esondazioni, allagamenti e frane, si ritiene necessario utilizzare risorse dell’emergenza per un professionista con una così marcata caratterizzazione AIB? Occorre spiegare quale sarà la funzione concreta del secondo professionista, quali attività dovrà svolgere, quale sarà il suo rapporto con il professionista già individuato con competenze idrauliche e, soprattutto, quale sia il collegamento tra le competenze richieste e le esigenze dell’emergenza che ha colpito i territori abruzzesi. Per questo chiediamo di conoscere il quadro finanziario dei due incarichi, la voce del Piano degli interventi sulla quale viene imputata la spesa, le attività e gli obiettivi assegnati, gli atti relativi al primo professionista e la documentazione che motiva il rilievo attribuito alle competenze AIB.

Non stiamo contestando l’importanza dell’AIB e non stiamo formulando un giudizio anticipato sulla legittimità della procedura. Stiamo chiedendo una verifica prima del conferimento dell’incarico. I Comuni e i territori colpiti dagli eventi del 28 marzo devono poter contare su risorse e professionalità effettivamente collegate alle esigenze dell’emergenza e della fase post-emergenziale.

La questione è semplice: se si utilizzano risorse dell’emergenza per pagare 40 mila euro l’anno un secondo professionista, la Regione deve poter dimostrare con chiarezza quale attività emergenziale giustifichi quella spesa e perché quel particolare profilo professionale sia necessario. Se questo collegamento esiste, chiediamo che venga documentato. Se invece dalla verifica dovessero emergere elementi di non piena corrispondenza, sarà necessario intervenire prima dell’eventuale conferimento.

Le risorse dell’emergenza devono essere utilizzate per le finalità dell’emergenza e le professionalità finanziate devono essere concretamente funzionali agli obiettivi per i quali quelle risorse sono state stanziate". - Consigliere Regionale Giovanni Cavallari, Capogruppo "Abruzzo Insieme" -