Elisoccorso, Pietrucci: "Col nuovo affidamento mezzi inadeguati"
Per il consigliere mezzi, attrezzature e addestramento del personale non garantiscono la stessa operatività: "Marsilio intervenga subito"
- La Redazione
PESCARA - "Con il nuovo affidamento del servizio di elisoccorso, all'Aquila e a Pescara siamo passati dagli AW139 agli AW109 che, nelle condizioni attuali, non sono in grado di garantire le stesse operazioni speciali assicurate fino a pochi giorni fa, a partire dagli interventi con verricello nelle aree montane e impervie. Ieri mi sono recato personalmente alla base dell'elisoccorso dell'aeroporto di Preturo per verificare la situazione e quello che ho potuto constatare è estremamente grave. Questo significa rischiare di allungare enormemente i tempi di soccorso e, quando parliamo di infarti, ictus, traumi gravi e più in generale di emergenze tempo-dipendenti, mettere concretamente a rischio la vita delle persone". A denunciarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, che interviene sulla situazione dell'elisoccorso abruzzese dopo la scadenza, il 15 settembre, del precedente contratto, arrivata dopo anni di proroghe e due procedure di gara gestite da AREACOM andate deserte perché i fondi stanziati a basa di gara erano insufficienti (parrebbe il 10% in meno dell’importo di venti anni fa) e quindi non attrattivi per le società italiane di elisoccorso specializzate.
"All'Aquila e a Pescara, con la società Avincis Aviation Italia, era stato costruito negli anni un servizio di altissima efficienza - spiega - capace di intervenire rapidamente anche nelle situazioni più complesse e nei luoghi più difficili da raggiungere. Oggi, con il nuovo affidamento in urgenza, parrebbe per tre anni a Elitaliana e l'arrivo dei nuovi mezzi, rischiamo di fare un passo indietro di trent’anni. AREACOM ha disposto l'affidamento il 17 settembre, dopo che le precedenti procedure non avevano portato all'aggiudicazione del servizio. Interventi che fino a pochi giorni fa potevano essere effettuati in pochi minuti possono richiedere oggi 40 o 50 minuti, fino anche a un'ora, dovendo ricorrere a modalità alternative di soccorso. Quando si interviene su un infarto, un ictus, un trauma grave o un'altra emergenza tempo-dipendente, non è una differenza marginale: sono minuti che possono decidere della vita di una persona. In una regione come l'Abruzzo, con decine di comuni montani e territori nei quali anche la presenza delle ambulanze medicalizzate è stata ridimensionata, è una situazione inaccettabile".
Pietrucci richiama anche il patrimonio professionale costruito negli anni alle basi aquilane e pescaresi: "Piloti, verricellisti, tecnici del Soccorso Alpino, medici rianimatori e infermieri avevano sviluppato, attraverso anni di lavoro e addestramento congiunto, un sistema estremamente efficiente. Non si cambia un servizio così delicato da un giorno all'altro senza assicurarsi che mezzi, attrezzature, personale e addestramento consentano di mantenere almeno le stesse capacità operative".
"E pensare – aggiunge – che il salto di qualità che aspettavamo era finalmente il volo notturno, indispensabile in una regione montana come l'Abruzzo. Invece rischiamo il paradosso: non abbiamo ottenuto il servizio notturno e nel frattempo rischiamo di perdere le straordinarie capacità operative che avevamo durante il giorno".
Da qui l'appello diretto al presidente della Regione: "Marsilio, che sono convinto che non abbia la conoscenza della gravità di quello che è accaduto e degli errori commessi dai dirigenti, intervenga oggi, non fra una settimana. Riunisca immediatamente AREACOM, il Direttore Generale di Regione Abruzzo, Dipartimento Sanità, ASL, responsabili del 118 e tutti i soggetti coinvolti (a cominciare dai tecnici che stanno in prima linea da sempre e a vuoi rivolgo solidarietà e gratitudine infinita) e risolva quello che è un problema enorme. Ci sarà il tempo per individuare le responsabilità che questa volta dovranno emergere ed essere assunte. Non possono pagare sempre solo i cittadini le tasse per avere in cambio servizi inefficienti. La Regione aveva assicurato la piena operatività del servizio nel corso dei decenni passati fino a ieri e aveva affermato che il sistema predisposto avrebbe dovuto favorire l'efficienza del soccorso e la riduzione dei tempi di assistenza sanitaria. Oggi deve spiegare se quella piena operatività comprenda davvero tutte le capacità di intervento garantite fino a pochi giorni fa, comprese le operazioni speciali nelle aree montane e impervie".
"Non possiamo aspettare che accada una tragedia per accorgerci del problema. Se oggi una persona ha un infarto a Campotosto, a Pretoro a Caramanico, a Valle Castellana un incidente a Pescasseroli o rimane ferita sulle pareti del Gran Sasso o della Maiella, deve poter contare sullo stesso livello e sulla stessa rapidità di soccorso garantiti fino a ieri. Su una cosa come questa non si scherza, non sono ammesse improvvisazioni e serve assunzione di responsabilità da parte dei dirigenti sanitari e amministrativi che hanno sbagliato. Chiedo al presidente Marsilio di intervenire immediatamente e di riferire pubblicamente con chiarezza sui rimedi agli errori commessi che hanno drasticamente ridotto le condizioni operative dell'elisoccorso regionale nelle due sedi dell’Aquila e di Pescara", conclude Pietrucci.